Scuolazoo
25 Novembre Nov 2016 1422 25 novembre 2016

ScuolaZoo, genesi di un fenomeno cult

Nata da un atto di (dis)obbedienza civile, ora è una holding da 10 milioni di fatturato. Punto di riferimento per gli studenti. Ma pure per il ministero. Il boom della creatura di De Nadai, tra divertimento e formazione.

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Non tutta la mala scuola viene per nuocere: soprattutto all'intelletto. Metti di avere 18 anni, un professore che al posto di insegnare ruba lo stipendio e di trovartelo all'esame di maturità che sonnecchia sulla seggiola mentre tu ti spacchi la testa sul tema di italiano. Metti di avere ripetutamente segnalato al preside, durante l'anno, delle intemperanze del docente, e di aver ricevuto come risposta il più italico e rassegnato dei «Non c'è niente da fare».

FATTURATO DA 10 MILIONI. Se sei uno qualunque, in quella mattina di giugno 2007, mentre il prof sonnecchia e il tema reclama attenzione, magari ti consoli pensando alle vacanze dietro all'angolo, alle partitelle sulla spiaggia, alle feste da organizzare. Se sei ostinato, determinato e deciso a non mollare, invece, tiri fuori il telefono, scatti una foto e crei uno scandalo nazionale: e da lì, nell'arco di una manciata di anni, una holding che fattura 10 milioni di euro. Occupandosi di scuola, studenti e comunicazione, naturalmente.

FIUTO PER AFFARI E BUONE CAUSE. Tra i banchi di quella classe padovana e gli uffici milanesi di OneDay ci sono in mezzo il successo di ScuolaZoo, un fiuto per gli affari pari almeno a quello per le buone cause e la felpa col cappuccio di Paolo De Nadai: 28 anni, di cui dieci da imprenditore (di successo), la maturità scientifica conseguita tra gli sbadigli del famoso professore e una laurea in economia a incorniciare il tutto.

Non si aspettava, De Nadai, che quel gesto di (dis)obbedienza civile avrebbe segnato la sua vita così profondamente. Invece l'immagine finì a Studio Aperto e su tutti i giornali nazionali e lui venne catapultato al ministero dell'Istruzione a parlare con l'allora ministro Giuseppe Fioroni: «Volevo mostrargli alcuni video fatti in giro per la scuola, per tuffarlo davvero dentro a quel mondo: ma al Miur il collegamento a YouTube era bloccato».

DAL BLOG AI DIARI. È la collezione di queste profonde differenze tra chi la scuola la vive e chi, in teoria, la dovrebbe strutturare che ha consentito la nascita di ScuolaZoo: prima un blog amatissimo, diventato punto di riferimento per i liceali di tutta Italia, grazie all'impegno del solito De Nadai e dall'amico e socio Francesco Fusetti, e poi azienda capace di animare la propria communiy e darle voce, anche con prodotti e servizi dedicati. Un esempio? Il diario ScuolaZoo ha esordito nel 2008 raccogliendo i contenuti generati dalla community e condivisi sul blog: oggi è il terzo diario scolastico più venduto in Italia.

45 MILA STUDENTI IN VIAGGIO. Nel 2009, quando ScuolaZoo era già un'azienda, e nemmeno troppo piccola, De Nadai col suo faccino pulito e il sorriso largo da ragazzo di brava famiglia ha sfornato un altro colpo di genio: i viaggi evento ScuolaZoo. Vacanze organizzate, in sostanza, ma da ragazzi per ragazzi: e cioè con tutto quello che davvero serve per divertirsi, senza al contempo far venire l'angoscia ai genitori a casa. In sette anni circa 45 mila studenti hanno partecipato a queste gite scolastiche evolute, e non serve essersi piazzati secondi alle Olimpiadi della matematica – come fece De Nadai poco più che teen ager - per capire che la strada è quella giusta per fare affari, e conquistare un mondo.

Il progetto di cui vado più orgoglioso! Formare i migliori rappresentanti d'istituto d'Italia per cambiare la scuola dal...

Geplaatst door Paolo De Nadai op zaterdag 15 oktober 2016

In un decennio ScuolaZoo è diventata l'universo dei millennial in Italia, una società giovane e di giovani con idee in continua evoluzione e un obiettivo costante: «Cambiare la scuola dal basso». A partire per esempio dal progetto dei R.I.S., i rappresentanti di istituto con il bollino ScuolaZoo, ragazzi che hanno voglia di impegnarsi a cui si offre una formazione su temi importanti, dalla lotta alle mafie alla corruzione, per rendere davvero la scuola il luogo di crescita e sviluppo di una nuova consapevolezza da cittadini.

DIPENDENTI UNDER 40. Intanto, la società giovane ha assunto giovani, diventando grande senza cambiare pelle. Nelle sale riunioni con il tabellone del Risiko al posto dei tavoli e grandi cestini di caramelle ad accogliere il visitatore, non siede nessuno che abbia più di 40 anni: l'età massima tra gli assunti in azienda, e non per diktat naturalmente.

I COLPI DI GENIO DI ZOOCOM. Nel 2013 a ScuolaZoo si è aggiunta ZooCom, società di comunicazione e advertising che trasforma una buona idea in un successo di marketing: da Babe George ti disprezza a Mamme che scrivono su WhatsApp, è difficile trovare un colpo di genio online che non sia in qualche modo riconducibile a De Nadai e soci. Tanto che a febbraio 2016, quasi a sancire l'essere diventati adulti, tutte le attività del gruppo sono state racchiuse sotto la holding OneDay: 62 dipendenti (e decine di collaboratori), un coworking con spazi pensati per la circolazione delle idee e la ferma volontà di coltivare talenti e speranze.

Negli ultimi due anni,
la politica ha preso
le distanze:
ora vorrei recuperare quel dialogo

Paolo De Nadai

Il chief executive officer è sempre De Nadai; Fusetti – 29 anni – è il presidente; e Betty Pagnin, 29 amica fin dai tempi dell'università, è azionista, socia del gruppo nonché membro del board. Gli over 30 scarseggiano, mentre nelle stanze colorate, tra calcio balilla e palloni gonfiabili con cui saltare qui e là, fanno capolino i volti di liceali impegnati nei progetti scuola lavoro, un po' intimoriti dalla rapidità delle incombenze nel passaggio generazionale e almeno altrettanto entusiasti all'idea di vedere come funziona.

TRA FORMAZIONE E DIVERTIMENTO. OneDay, intanto, si è sviluppata anche in una business factory, incubando ed entrando nel capitale di alcune start up selezionate: «Siamo il loro mate, il loro amico: essendoci passati noi per primi, aiutiamo quelli in cui crediamo a strutturarsi, sfruttando le nostre competenze», spiega De Nadai. Il cammino in avanti, insomma, è tracciato: in modo organico, collettivo, un po' Scuola e un po' Zoo, molta formazione, tanto divertimento.

LINEA DIRETTA COL MINISTERO. Le idee non mancano, e le speranze nemmeno. Con tanto di sogno nel cassetto: «A lungo, dopo la famosa foto, abbiamo aiutato il ministero dell'Istruzione a farsi ascoltare e capire dai ragazzi. Negli ultimi due anni, la politica ha un po' preso le distanze, concentrandosi su altro, mentre noi facevamo business. Se dovessi dire cosa spero per il futuro è recuperare quel dialogo: noi crediamo davvero nel valore della scuola e del saperlo trasmettere, a prescindere dal fatturato». A Roma qualcuno sa già che numero deve chiamare.

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