Gleeden
LA MODA CHE CAMBIA 1 Gennaio Gen 2017 0900 01 gennaio 2017

Godetevi queste giornate, perché stanno arrivando le corna

Il portale per fedifraghi Gleeden prevede un boom di iscrizioni per il 9 gennaio. Perché dopo le vacanze si tradisce di più.

  • ...

C’è chi arriva a fine anno stilando bilanci dei 12 mesi trascorsi e chi invece fa previsioni per quelli a venire. Quest’ultimo è ovviamente l’esercizio più difficile, una specialità da aruspici, avanti con le interiora dei pesci, a meno di non potersi basare su dati statistici sicuri, ripetuti nel tempo e dunque confrontabili, come accade all’Istat, a Bankitalia, a Confindustria. E, a quanto pare, anche a Gleeden, il sito «di incontri extraconiugali per persone sposate e infedeli», che sembra siano moltissime.

FATTURATO DA 200 MILIONI. In meno di un lustro, la società Usa ha toccato i 200 milioni di dollari di fatturato con un tasso di abbandono piuttosto basso, a quanto leggo frugando fra i commenti degli iscritti sul web, e una vivacità di interazione che smentisce chi reputa il mondo occidentale affetto da cali del desiderio. Mentre valutavo a quale tema dedicare questa prima rubrica dell’anno, sulla mail è apparso infatti un comunicato dell’ufficio stampa di Gleeden che, fra uno strafalcione e l’altro (info per i tanti che, invece dell’italiano, per darsi un tono usano un francese di fantasia: la definizione di relazione, legame, si scrive liaison e non liason) comunicava di «attendersi un boom di tradimenti il 9 gennaio», cioè il lunedì del vero ed effettivo ritorno al lavoro per milioni di persone dopo 20 giorni di vacanze in famiglia.

L'11 GENNAIO 2016 +320% DI ISCRIZIONI. Lo faceva basandosi su dati 2016 che, volendo dar loro credito, suonano piuttosto clamorosi: «L’11 gennaio dello scorso anno, la piattaforma dedicata all’infedeltà registrò un picco di iscrizioni pari al +320%». La tendenza, dice sempre Gleeden, si mantenne «altissima per tutto il mese di gennaio, portando la community internazionale di 2.8 milioni di infedeli al 29 dicembre 2015 a quasi 3 milioni il 31 gennaio 2016». Come dire: mangiamo le ultime briciole di panettone e ingurgitiamo le ultime lenticchie portafortuna, perché passata l’Epifania «che tutte le feste porta via», al loro posto arriveranno le corna.

Non ci sono dubbi che 20 giorni di vicinanza coatta di coppia rischino di trasformarsi in un sacrificio

Anno nuovo, amante nuovo, e in effetti potrebbe essere un valido sostituto alla palestra che di solito compare nell’elenco dei buoni propositi per l’anno che inizia, e il cui slancio tende a esaurirsi una volta effettuata l’iscrizione. Eppure, al di là dei dati di Gleeden, ufficialmente aggiornati ai primi di gennaio 2017 ma in effetti diffusi la sera del 30 dicembre 2016, dunque da prendere con le molle e comunque difficilmente super partes, non ci sono dubbi che 20 giorni di vicinanza coatta di coppia, per chi è abituato a una vita fitta di relazioni e di viaggi di lavoro, indipendente, rischino di trasformarsi in un sacrificio e di far emergere tensioni che la lontananza quotidiana allenta e permette di tenere sotto controllo.

DOPO LE FERIE AUMENTANO I DIVORZI. Se le iscrizioni a siti di appuntamenti extraconiugali sono difficilmente verificabili, non ci sono però dubbi che le richieste di divorzio aumentino alla fine delle vacanze estive e in generale dopo lunghi periodi di vicinanza forzata e santificata. Se il matrimonio è la tomba dell’amore, come dice un adagio fin troppo abusato, non ci sono dubbi che le vacanze gli assestino spesso il colpo di grazia. Nessuno di noi, neanche il meglio disposto, nemmeno se innamoratissimo, possiede le capacità per una convivenza 24 ore su 24 per dimostrare il proprio attaccamento seguendolo in tutte le sue passioni e hobby.

ANIMALI SOCIEVOLI INQUADRATI NELLA MONOGAMIA. Siamo animali socievoli, da parecchi millenni inquadrati (benché a quanto pare molto recalcitranti) nella monogamia come schema sovrano di ordine sociale, ma non al punto di anelare alla coabitazione forzata e alla condivisione di ogni momento della giornata, e me ne sono accorta quando, in uno degli ultimi giorni dell'anno, seduta in un ristorante fronte lago, ho osservato le coppie attorno alla mia: immersa ciascuna nello schermo del proprio cellulare; perfettamente silenti se non per scambiarsi quelle quattro parole di mera cortesia attorno all’acqua da versare o il salino da passare da un capo all’altro della tavola. Lo schermo rappresentava la loro via di fuga.

NON SI PARLA PIÙ NEMMENO A TAVOLA. Mi è tornato alla mente un progetto fotografico sulla coppia che, una decina di anni fa, mi consegnò il grande Martin Parr, poi raccolto in un libro famoso: «Lo vedi subito quando sono sposati da tempo. Riescono a non parlarsi per tutta la durata del pasto». Non tutte le coppie sono senza parole, naturalmente, e nulla fa più tenerezza di due 70enni che passeggiano tenendosi per mano (spesso, però, in silenzio). Ma dopo 20, 30 anni in comune, 20 giorni a stretto contatto possono rivelarsi un calvario. Fra i tanti consigli che le riviste femminili offrono prima delle feste natalizie, non ce n’è uno che riguardi le coppie conviventi. Si spendono miliardi di parole, perfino sceneggiature, sui “parenti serpenti”, fiumi di inchiostro sui mille e uno modi per conquistare la possibile, futura suocera, rotoli di papiro sui regali alla cognata e neanche una riga per suggerire alle coppie come gestire anche se stesse. Suggerendo come ritagliarsi degli spazi senza doversi chiudere in bagno. E iscriversi a Gleeden.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati