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MUM AT WORK 7 Gennaio Gen 2017 1400 07 gennaio 2017

Il 'pacchetto famiglia' promette bene: ora servono i decreti attuativi

Dal "Buono nido" a "Mamma domani": questo 2017 può (e deve) essere l'anno dei bambini. Perché la svolta sul welfare è fondamentale.

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Misure definitive che «non prevedono limitazioni di reddito e sono state introdotte in maniera strutturale e definitiva: il welfare italiano guadagna così due nuove prestazioni che esisteranno, da quest'anno in poi, per tutti». Così il ministro agli Affari Regionali e Famiglia Enrico Costa ha spiegato - attraverso le agenzie di stampa confermate a Lettera43.it - le due nuove misure che dal primo gennaio, grazie alla Legge di bilancio, prendono il via con il cosiddetto “pacchetto famiglia”. Stiamo parlando di 600 milioni per quest’anno e 700 dal 2018 in avanti (e non solo per l’anno 2018, come si legge su stampa e web in questi giorni). E chissà che questo 2017 non sia l’anno dei bambini. Troppi pochi nati (solo 1,3 per donna quando per avere ricambio generazionale ne dovremmo fare 2,1) e un welfare “familiare” quasi assente hanno spinto il precedente governo a creare strumenti per incentivare le coppie a fare più figli come il premio alla nascita "Mamma domani" e il "Buono nido", ai quali si vanno ad aggiungere il "Bonus bebè", il "Voucher babysitter" e il "Fondo credito nuovi nati" (un prestito nel quale lo Stato si fa garante di 5 mila euro da restituire in cinque anni).

IL NODO DELLE TEMPISTICHE. Si chiama “Mamma domani” l’assegno di 800 euro che potranno richiedere tutte le donne in attesa dal settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione, senza limitazione di Isee e - come sottolineato da fonti ministeriali a Lettera43.it - dal primo gennaio scorso per sempre. Un assegno pensato, come ha spiegato Costa, per far fronte alle spese mediche e agli acquisti necessari per il nuovo arrivato. La richiesta si potrà fare sul sito del’Inps o attraverso un patronato o Caf accreditato e l’assegno verrà erogato in un’unica soluzione (in media dopo circa sei settimane). Per questa misura la questione si gioca sulle tempistiche di comunicazione da parte dell’Inps perché ancora non è stato pubblicato il decreto attuativo. Quindi la comunicazione dell’Istituto di previdenza sulle modalità di richiesta da parte delle future madri potrebbe essere pubblicata dopo la Befana oppure - con molta calma, secondo gli scettici - anche solo a marzo. Ma la legge esiste, quindi, nel peggiore dei casi, per le neo mamme che partoriranno nei primi mesi dell’anno il bonus verrà erogato qualche mese dopo la nascita, invece che prima.

Il "Buono nido" è cumulabile con il bonus "Mamma domani", si può richiedere però in alternativa (e non insieme) al vecchio "Voucher babysitter"

Per tutte quelle mamme alla ricerca di un nido “buono”, affidabile, si potrà fare fare richiesta per il “Buono nido” (cumulabile con mamma domani), «un contributo per il pagamento delle rette dei nidi pubblici e privati», ricorda Costa, «fino a un massimo di 1.000 euro annui che, anche in questo caso, sarà versato dall'Inps». Anche in questo caso, ancora non si è visto il provvedimento attuativo, che dovrebbe arrivare, a detta del ministro, entro poche settimane. Pure questa nuova misura potrà essere richiesta da tutte le famiglie senza limiti di reddito e se ne potrà usufruire per «l'intera durata massima di tre anni di frequenza del nido». Il buono sarà destinato «anche alle famiglie con bambini di meno di tre anni che, a causa di gravi patologie croniche, sono impossibilitati a frequentare un nido». Il "Buono nido" è cumulabile con il bonus "Mamma domani", si può richiedere però in alternativa (e non insieme) al vecchio "Voucher babysitter".

PIÙ RISORSE PER LE LAVORATRICI. "Mamma domani" e "Buono nido" si vanno ad aggiungere al "Bonus bebè" in vigore dal 2016 (l'assegno mensile di 80 euro versato per tre anni alle famiglie con Isee inferiore ai 25 mila euro, che si raddoppia in caso di Isee sotto i 7 mila) e al "Voucher babysitter", opzione alternativa al congedo parentale. Per questa misura sono state raddoppiate le risorse per le lavoratrici dipendenti da 20 a 40 milioni di euro e sono state portate da 2 a 10 milioni quelle per le autonome. Per il voucher «il rinnovo e l'aumento delle risorse è stato stabilito per un biennio, anziché per un solo anno», ha spiegato il ministro Costa. Inoltre, la Legge di stabilità ha prorogato fino al 2018 il congedo obbligatorio per i padri. Se per quest’anno si tratterà solo di due giorni, dal 2018 saranno quattro. Sempre pochi, ma almeno sono qualcosa.

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