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MUM AT WORK 14 Gennaio Gen 2017 1400 14 gennaio 2017

Manuale di sopravvivenza per coppie sull'orlo di una crisi di nervi

L'arrivo dei figli. Madri che perdono il lavoro. Scontri domestici. Gestire la famiglia si può. Con ascolto, riconoscimento di un ruolo maschile in casa e... i bonus dello Stato. La ricetta della psicologa Portella.

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Studi per anni, ti impegni al massimo per trovare un lavoro decente con una buona retribuzione. Trovi un partner, vai a convivere. Dopo i 30 nasce un bambino. E la coppia che aveva le sue regole, i suoi spazi, i suoi ritmi “alla pari”, in pochissimo tempo perde ogni riferimento. Lei e lui lavorano. Ma lei (nel 30% dei casi) perde il lavoro dopo la maternità. Oppure guadagna meno perché chiede il part time. O la demansionano e decide di lasciare il lavoro. E concentrarsi sui figli.

INCOMPRESIONI E TIRA E MOLLA. Nella maggior parte dei casi, in Italia, come nel resto del mondo, è la donna neo-madre che decide di mettere in stand by la carriera per dedicarsi alla famiglia. Ma poi spesso se ne pente. E inizia la guerra di coppia. Fatta di incomprensioni, litigi, tira e molla quotidiani per un «pagalo tu il medico», oppure per «oggi e domani il bambino lo accompagni tu a fare nuoto».

In Italia nascono solo 1,3 figli per donna. Se vogliamo un ricambio generazionale, dovremmo
procrearne 2,1

La psicologa Lucia Portella, esperta di dinamiche di coppia, racconta: «Per quello che è il mio osservatorio credo che sì, sono tante le donne che decidono di concentrarsi sui figli, ma sono anche loro che nel 75% dei casi desiderano un figlio». La questione è che nel contesto sociale italiano saranno pure le donne a “desiderare” un figlio, ma questo figlio non è della mamma, è un nuovo individuo, un nuovo cittadino, dell’Italia e del mondo. Peccato che il nostro Paese si dimentichi di lui - e della madre - dalla nascita.

DONNE ABBANDONATE DA TUTTI. Come si fa a dimenticarsi dei bambini? Scordarsi che da noi nascono solo 1,3 figli per donna è un grave errore. Se l’Italia vuole avere un ricambio generazionale dovremmo procrearne 2,1 per donna. Invece da noi le il mondo femminile è lasciato - spesso - da solo nella difficile impresa di coltivare il futuro, abbandonato sia dai partner sia dallo Stato. Si deve fare affidamento sui nonni? Ma se non non ci sono, se sono troppo anziani, se vivono lontano? Se non hanno voglia di fare i nonni?

La soluzione è cedere spazio ai padri in casa, dando a loro un ruolo più importante

Ma dei piccoli segnali di cambiamento ci sono. «Le donne spesso vogliono “dominare” la routine casalinga e i padri si lamentano che alle mamme non va bene né come preparano la colazione né come vestono i piccoli», continua la dottoressa. «I papà, in tanti casi, vogliono essere più presenti, ma le partner non glielo permettono». La soluzione è cedere spazio ai padri in casa, dando a loro un ruolo più importante. La madre avrà più tempo per se stessa, per il lavoro.

PICCOLI SEGNALI DAL WELFARE. Altra indicazione incoraggiante arriva dallo Stato. Il premio alla nascita "Mamma domani" e il "Buono nido" inseriti nella Legge di stabilità sono bonus strutturali e definitivi, non programmati solo per uno o due anni. Cosa molto importante, come tanti servizi previsti dal welfare familiare dei Paesi del Nord Europa. Sono per tutte le famiglie, non soltanto quelle con redditi più bassi. Non sarà la svolta del secolo, ma è - appunto - un segnale.

Quando la coppia inizia a vivere un momento di disagio serve confrontarsi e avere una visione “stereo”

Per far sì che la coppia non scoppi su terreni di battaglia come le scarse risorse economiche e chi deve fare cosa in casa o con i figli, l’unica strada è ascoltarsi l’un l’altro. «Quando la coppia inizia a vivere un momento di disagio per dinamiche ripetitive che rendono il clima negativo è necessario confrontarsi e capire il punto di vista dell’altro e avere una visione “stereo”», commenta la psicologa.

MA A VOLTE È MEGLIO LASCIARE. «Le donne che vengono da me hanno sempre a mente che la famiglia unita è importante, anche se in tanti casi farebbero meglio a lasciare il compagno. Le donne da sole ce la possono fare, sono di solito più brave a gestire la casa, a organizzare i figli. Gli uomini sono più lineari, a volte ci mettono più tempo a fare le faccende domestiche. Mentre le donne fanno 10 commissioni in 10 minuti», continua l’esperta.

LE MAMME SONO PIÙ EFFICIENTI. Ma se le mamme sono - tendenzialmente - più brave, la dottoressa Portella dal suo osservatorio vede anche che «sono sempre di più le coppie nelle quali le donne sono più efficienti in casa, gestiscono i tempi dei figli e guadagnano di più del partner. Ecco, a questo gli uomini proprio non sono preparati». Vanno ascoltati e loro devono ascoltare le donne. Difficile, ma non impossibile.

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