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28 Gennaio Gen 2017 0910 28 gennaio 2017

La 'legge russa sugli schiaffi'? Al confronto la società islamica è civile

La norma di Mosca sulla violenza domestica riporta alla mente i romanzi di Gogol. E pensare che è stata sostenuta in prima fila da una donna.

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Siamo onesti: nella Russia di oggi una legge più severa contro la violenza domestica sarebbe stata il classico cigno nero, un'isoletta di sensibilità da progredito Paese scandinavo in un contesto neo-patriarcale autoritario e omofobo. Pare che lo stesso leader Vladimir Putin non disdegnasse in passato di crocchiare occasionalmente la moglie (la prima, Ljudmila, la cui inquietante somiglianza con Hillary Clinton spiegherebbe tante cose; l'attuale compagna di Putin, Alina, forse riesce a sottrarsi alle sberle grazie alla sua agilità di ex campionessa di ginnastica artistica).

SEMBRA UN ROMANZO DI GOGOL. Lo zar del Cremlino, amante della grande letteratura russa, conoscerà sicuramente certi romanzi di Gogol in cui i personaggi - gente di campagna - discutono con grande naturalezza su quale sia il momento migliore per picchiare la moglie: risposta ovvia, dopo la sbronza del sabato. Ma se altri romanzieri europei avessero rappresentato analoghi sondaggi nelle campagne francesi, inglesi, scandinave o italiane, il risultato sarebbe stato uguale, l'unica differenza sarebbe stata nelle bevande alcoliche, non vodka ma birra, acquavite, rum o vino. Questo era il fine settimana del buon padre di famiglia proletario: sfinirsi d'alcol e picchiare i famigliari fisicamente più deboli, non solo le mogli ma anche i bambini. L'ultima parte del divertimento finesettimanale offriva uno sfogo psicofisico alle vessazioni e alle fatiche, e oltretutto gratuito, a differenza dell'alcol che, poco o tanto, andava pagato.

LO IUS CORRIGENDI ITALIANO. Sui bambini potevano sfogarsi anche le madri di famiglia, ubriache o no: anche le donne picchiavano, e picchiano. Le «sane sculacciate» di una volta, che qualcuno oggi rivaluta come ruvida ma efficace pedagogia dei vecchi tempi, erano innanzitutto l'esercizio, trasmesso di generazione in generazione, del diritto di maltrattare i figli per sfogare il proprio malumore o, semplicemente, perché se ne aveva voglia. Al diavolo la pedagogia, nessun genitore ha dovuto mai fare violenza a se stesso per picchiare il suo bambino: se lo faceva era in ultima analisi perché gli andava, non certo perché la legge lo obbligava. Gliene dava però il diritto: in Italia si chiamava «ius corrigendi», nel caso dei mariti valeva anche sulle mogli ed è rimasto in vigore fino al 1975, anno della riforma del diritto di famiglia.

A 100 anni dalla Rivoluzione, in Russia è stato riconfermato il diritto riconosciuto ai mugiki dell'Ottocento e perfino ai servi della gleba: fra le mura di casa sua ogni uomo è zar, anzi, è Putin. La legge infatti declassa la violenza domestica a illecito amministrativo punibile con una multa, il carcere viene inflitto solo se le percosse sono ripetute nell'arco di un anno e motivate da odio o teppismo - quindi se tuo marito ti spiezza in due perché crede che l'amore non sia bello se non è litigarello, o perché è sbronzo, se la cava con una contravvenzione.

LA SOCIETÀ ISLAMICA SÌ CHE È CIVILE. Da questo punto di vista è molto più avanti la società islamica, in cui la violenza domestica è così poco tabù che terapisti come il saudita al-Saqabi indicano il modo giusto e «moderno» per picchiare la moglie indisciplinata: prima bisogna richiamarla verbalmente ai suoi doveri secondo il Corano, poi punirla ignorandola a letto, e solo alla fine, se non torna alla ragione, va colpita con un ramoscello o un fazzoletto (niente bastone, insomma) per farle capire che ha sbagliato. Prima di arrivare alla lapidazione devono esserci altrettanti passaggi. Signori, questa è civiltà.

VOGLIAMO PARLARE DI TRUMP? Tornando alla «legge sugli schiaffi» russa, prima di inveire contro il sessismo di Mosca, sappiate che è stata sostenuta in prima fila da una donna, Elena Mizulina, già promotrice delle norme contro la «propaganda gay», secondo la quale la sculacciata è «il tradizionale mezzo di educazione russo». Un po' come, secondo il presidente Usa Donald Trump, la molestia sessuale è il tradizionale mezzo di corteggiamento americano. Quelle sue mani così piccine non evocano schiaffoni coniugali, ma la verità la sa solo Melania.

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