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4 Febbraio Feb 2017 1023 04 febbraio 2017

Sapessi com'è strano essere milanista e vegano

Fa discutere la nuova dieta dei rossoneri. Bando alla carne per fare spazio a riso, kamut e verdure. Proprio quando la squadra entra in crisi. Pure Montella se lo starà chiedendo: vale la pena insistere col salutismo?

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Quanto a punteggio è alla pari del Milan, ma i ragazzi di Montella la Fiorentina preferirebbero vedersela davanti. Non come squadra. Fiorentina nel senso di bistecca di manzo alta così, possibilmente con l'osso, e circondata di patatine fritte. Il Diavolo non veste Prada, ma mangia sano, troppo sano, secondo alcuni. Niente più carne bovina né pomodoro: così ha deciso il preparatore atletico che affianca il coach, Emanuele Marra (nessuna parentela con i controversi fratelli romani, ma quel cognome di questi tempi significa grane sicure).

UNO STRANIERO CHE NON PORTA BENEFICI. Vegano e salutista, assistito da una naturopata di Gallarate, Marra ha abolito il rosso dal menù di Milanello e c'è chi sospetta che sia questa, più che gli infortuni e il braccino corto nel calciomercato, la vera causa dello scarso rendimento in campo di Lapadula e compagni negli ultimi tempi, assieme all'introduzione nella dieta di uno straniero di cui si dice tanto bene, ma che non ha rafforzato la squadra: il kamut, cereale di origine egiziana come El Shaarawy, ma non altrettanto vincente.

PER FORTUNA CI SONO POLLO E TACCHINO. E per fortuna che qualche proteina animale arriva ancora nei piatti dei giocatori, sotto forma di pollo e tacchino, sennò sarebbero negli scantinati della classifica. Chi non riesce a evadere per consumare tagliate clandestine, forse durante le partite soffre di allucinazioni tipo quelle dei cercatori affamati nella Febbre dell'oro di Chaplin: al posto della mezzala avversaria vede una mezzena di bovino e il cartellino rosso gli sembra un filet mignon al sangue. Okay, anche per noi signore certi giocatori sono oggettivamente dei bei bistecconi, ma non li consumeremmo per cena, semmai dopo.

Vincenzo Montella, allenatore del Milan dalla stagione 2016/17.

Accusata di demolire le arterie a colpi di colesterolo e di distruggere il pianeta assorbendo enormi quantità di terra e acqua per l'allevamento intensivo, la carne rossa, forse proprio perché tanto demonizzata, rappresenta il cibo più consono al Milan, un team che ha come simbolo un diavolo. Ma è da sempre vista come il cibo degli uomini forti, quelli che non devono chiedere mai. Sarà per il contenuto di ferro, sarà per il colore cruento che risveglia l'uomo delle caverne latente nel maschio medio, sarà per il fatto che da sempre la carne bovina è la più costosa, pregiata, una pietanza-status symbol, il pasto del guerriero.

UN'ABITUDINE TUTTA OCCIDENTALE. Quello occidentale, beninteso, perché in Asia i bovini vengono allevati per il latte o come animali da lavoro: in Cina e Giappone è intollerante al lattosio il 60-80% della popolazione. Come fonte di carne mucche e buoi consumano troppo, in termini di spazio e di risorse, rispetto a quel che rendono. Le eccezioni sono prodotti leggendari come il decantato e costosissimo manzo di Kobe, ottenuto da poche bestie accuratamente selezionate che fino all'incontro col macellaio vivono coccolate e massaggiate come concubine imperiali.

NÉ CARNE NÉ PALLONE. Eppure, pur nutrendosi soprattutto di riso, di soia e di pollame, accompagnati da ingenti quantità di verdure, in Asia si sono sbudellati fra loro per millenni, il che smentirebbe la necessità di mangiare costate sanguinolente per accrescere l'aggressività. Vero è che non giocavano a calcio. E nessuna nazionale asiatica è entrata nell'olimpo dei Mondiali: sarà un caso?

VALE LA PENA INSISTERE COL SALUTISMO? Può darsi, ma fossi in Montella, alzerei in fretta fra la mia squadra e la zona retrocessione un muro di bistecche e riammetterei in squadra anche il rosso vegetale del pomodoro, che a noi italiani risolleva il morale. Il Berlusconi Anni 80 farebbe atterrare a San Siro una mandria di chianine, quello pascalizzato di oggi è più tirchio e salutista dei cinesi cui ha venduto il Milan. Se proprio vogliono insistere col salutismo, trasmetto al dottor Marra la ricetta dell'elisir di un naturopata vegetariano che allena con successo gli atleti di triathlon: un beverone di alga klamath, spirulina, succo d'acero e di limone. Pare che sia meglio della pozione di Asterix. Ma ce lo vedete Donnarumma a bere 'sta ciofeca?

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