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13 Febbraio Feb 2017 2114 13 febbraio 2017

San Valentino? In Italia sempre più single e legami flessibili

Quasi 5 milioni di "non fidanzati", boom delle unioni libere e crollo di coppie sposate. Perché il 53% dei millennial vorrebbe modelli di affettività "aperti". L'amore eterno può attendere. Anche il 14 febbraio.

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Sarà anche la festa degli innamorati, ma nel giorno di San Valentino, in Italia, ci sono pure milioni di single che devono "sopravvivere" a cuori, fiori e smancerie. Lo certificano sia l'Istat sia il Censis. In Italia - stando agli ultimi dati disponibili, quelli del 2015 - si contano 4,8 milioni di single, per un +52,2% rispetto al 2003. In pratica le famiglie unipersonali, cioè composte da un solo membro, rappresentano il 13% della popolazione e il 31,1% di tutte le famiglie.

SEMPRE MENO COPPIE CON FIGLI. In questo contesto crescono anche le unioni libere, 1,2 milioni (+108% dal 2003) e i genitori con un figlio solo. Ma a crollare sono anche le coppie sposate e quelle sposate con figli che scendono rispettivamente del 3,2% e del 7,9%.

La maggior parte della popolazione italiana però è sposata. Stando al geo-demo dell'Istat il 66% delle persone sopra i 30 anni al primo gennaio 2016 risultava essere coniugato. Solo il 3,4% era divorziato, i vedovi si attestavano invece sul 10,4%. Il 20% della popolazione, pari a 8 milioni di persone, era invece single, o meglio celibe/nubile. In maggiornaza si tratta di uomini, che sono un milione in più rispetto ai 3,8 milioni di donne non sposate.

Su questo sfondo anche i matrimoni continuano a mostrare una parabola discendente. Nel 2014 in Italia si sono celebrati 189.765 matrimoni, sia civili sia religiosi, in calo del 2,2% rispetto al 2013. Il dato è ancora più significativo se si considera che nel 2010 i matrimoni furono quasi 28 mila in più.

I MILLENNIAL VOGLIONO RAPPORTI FLESSIBILI. Che la gente preferisca restare single è dato anche dal fatto che separazioni e divorzi siano rimasti sostanzialmente invariati. Anzi, dopo il 2011 i divorzi hanno avuto una flessione. Difficilmente questi numeri vedranno presto un'inversione di tendenza. Nel suo 50esimo rapporto il Censis ha cercato di capire il rapporto con l'affettività dei millennial, cioè i nati tra gli inizi degli Anni 80 e i 2000. Il 53% di loro vorrebbe modelli di convivenza e affettività molto più flessibili. Come a dire che l'amore eterno può aspettare.

Vivere da single in realtà è una trappola per il portafoglio. Secondo uno studio della Coldiretti pubblicato nel 2016, la vita solitaria è molto costosa, almeno il 64% in più rispetto a chi sta in una famiglia con più di una persona. In particolare si evidenzia come la sfida più insidiosa sia quella del banco alimentare. Un single in media spende 274 euro per cibo e bevande. Un secco 45% in più rispetto a un componente di una famiglia composta da almeno due persone che spende 190 euro. Questa profonda differenza deriva da un limite della grande distribuzione. Spesso i single sono costretti ad acquistare confezioni più grandi rispetto al fabbisogno.

SALASSO IMMOBILIARE. Salato anche il conto per la casa. Per il centro studi della Confederazione nazionale Coltivatori diretti l’aumento del conto per l’abitazione rispetto alla media per persona di una famiglia tipo è stato del 98%. Questi prezzi, si legge nello studio, derivano dal fatto che gli appartamenti e le case più piccole hanno prezzi al metro quadro più elevati e in generale tutte le utenze domestiche sono a carico di una sola persona.

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