Facebook Zuckerberg
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17 Febbraio Feb 2017 0928 17 febbraio 2017

Facebook, il manifesto di Zuckerberg per una comunità globale

In una lunga lettera sulla sua pagina, il patron e fondatore del social network denuncia l'isolazionismo e il crescente sentimento contro la globalizzazione. E senza mai nominarlo, muove aspre critiche al presidente Trump.

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C'è già chi profetizza per lui una strada spianata verso la candidatura alla Casa Bianca. Nel frattempo, malgrado le smentite obbligate, in una lunga lettera sulla sua pagina Facebook, Mark Zuckerberg ha già tracciato il suo 'manifesto', denunciando l'isolazionismo e il crescente sentimento contro la globalizzazione. Pur senza mai nominare il tycoon in maniera esplicita, sono apparsi evidenti le critiche e i richiami mossi ai primi passi compiuti dell'amministrazione Trump.

«L'UMANITÀ DEV'ESSERE COMUNITÀ GLOBALE». Zuckerberg ha delineato le sfide attuali, la sua visione del mondo e le misure a cui Facebook può contribuire per «unire l'umanità». «Il progresso ora richiede che l'umanità si metta insieme non solo attraverso le città o le nazioni, ma anche come comunità globale».

«STIAMO COSTRUENDO IL MONDO CHE VOGLIAMO?» L'appello arriva nei momento in cui Facebook è assediato dalle critiche di chi pensa che aiuti la disinformazione, attraverso la creazione di 'bolle' dove proliferano le 'fake news'. «In tempi come gli attuali, la cosa più importante che noi di Facebook possiamo fare è sviluppare l'infrastruttura sociale per dare alla gente la possibilità di costruire una comunità globale che lavori per tutti noi», ha scritto Zuckerberg, L'obiettivo del social network, che conta 1,8 miliardi di utenti, deve essere quello di migliorare il livello di vita: «Voglio concentrarmi sulla questione più importante di tutte: stiamo costruendo il mondo che vogliamo?»

«SERVONO RISPOSTE COORDINATE». «Facebook c'è per avvicinarci di più e costruire una comunità globale. Quando abbiamo cominciato, questa idea non era contestata... Ma ora, nel mondo ci sono persone lasciate indietro dalla globalizzazione e movimenti che spingono per il tirarsi indietro dalla connessione globale». Ci sono minacce che sono «sempre più crescenti», come il terrorismo, i disastri naturali, le crisi dei rifugiati, e il cambiamento climatico, che «hanno bisogno di risposte coordinate».

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