Eccentico
22 Febbraio Feb 2017 1740 22 febbraio 2017

Elogio degli eccentrici, la categoria che serve a ogni Paese

Nell'Italia di oggi, più che gli eroi, a fare la differenza sarebbero gli anticonformisti. Quelli che sovvertono gli schemi e hanno il coraggio di essere diversi. Ma in politica latitano. Anzi, il vero audace è chi vota Pd.

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«Felice quel Paese che non ha bisogno di eroi», dice il Galileo di Brecht, molto citato in questo Paese che di eroi - cioè di persone che hanno dovuto sacrificarsi perché molti altri si comportavano male - ne ha avuti parecchi. Ma c'è una categoria (che occasionalmente può fornire anche degli eroi) di cui nessun Paese, felice o infelice che sia, dovrebbe fare a meno: gli eccentrici. Sì, gli anticonformisti, quelli che rompono gli schemi, che rispettano e fanno rispettare la propria unicità come un bene inalienabile, non spinti da un ego famelico che si nutre di approvazione altrui, in forma di voti, applausi o «like» (e qui sta la differenza con gli spacconi da Gabbia Open e i provocatori da tastiera). Gli eccentrici finiscono quasi loro malgrado per diventare popolari perché hanno il coraggio di essere diversi.

CHI NON SI OMOLOGA LOTTA SEMPRE. Un coraggio il cui prezzo nel corso dei secoli ha oscillato dal salato al salatissimo: ludibrio, esilio, rogo, tortura, legge marziale. Eccentrici in guerra (Utet), il saggio che lo storico Andrea Santangelo ha dedicato alle più imprevedibili figure di combattenti sullo scenario dell'ultimo conflitto mondiale, avrebbe potuto intitolarsi allo stesso modo se avesse trattato di eccentrici in tempo di pace: per chi non si omologa la guerra non è mai finita, come per la Loredana Bertè di Non sono una signora.

TRA NEMICI E OTTUSI SUPERIORI. Ma in guerra, racconta Santangelo, gli eccentrici spesso devono combattere su due fronti: contro i nemici e contro l'ottusa diffidenza dei propri superiori. Come Anna Egorova, spericolata aviatrice russa a capo delle «Streghe della notte» (non un gruppo rock, ma un reparto tutto femminile specializzato in bombardamenti notturni): sopravvissuta a stento alle torture delle Ss che l'avevano catturata, fu imprigionata dalla polizia politica sovietica e bollata come «puttana fascista».

Quanto a eroismo l'Italia nella sua storia non si è fatta mancare nulla: se è felice il Paese che non ne ha bisogno, il nostro sulla felicità può metterci una pietra sopra

Più fortunati, i soldati maschi pagano la propria «irregolarità» con medaglie e carriere meno prestigiose di quanto meriterebbero. John Churchill (nessuna parentela, ma il cognome lo protesse quando cadde in mano ai nazisti) in una notte catturò praticamente da solo 42 tedeschi, armato di una Colt e della spada da cui non si separava mai. Raccomandato per la Victoria Cross, massima decorazione britannica, ricevette «solo» la Distinguished Service Order. Già: perfino in Inghilterra, dove l'eccentricità sembra far parte del cliché nazionale, gli stravaganti piacciono più nei romanzi umoristici di Wodehouse che nella realtà. (Non a caso, osserva l'autore, gli eccentrici che hanno militato nell'esercito britannico non erano inglesi doc, bensì di origine scozzese).

IL GUSTO DI FARSI BEFFE. Nella galleria di Santangelo l'Italia è rappresentata da una coppia di partigiani, i romagnoli Iris Versari e Silvano Corbari, che condivano l'audacia con una spezia tipica della loro terra: il gusto per la beffa. Far fare a un nazista o a un fascista la figura dell'imbecille dava loro quasi più gusto che sparargli addosso. Due matti, insomma. Caduti entrambi in combattimento, vengono ricordati "solo" come eroi - e lo sono. Come si è detto, quanto a eroismo l'Italia nella sua storia non si è fatta mancare nulla: se è felice il Paese che non ne ha bisogno, il nostro sulla felicità può metterci una pietra sopra.

Sia da destra sia da sinistra la partita si gioca sempre alla conquista del centro, mentre «eccentrico» significa proprio «fuori centro»

Ma dopo aver letto Eccentrici in guerra (e magari aver visto La battaglia di Hacksaw Ridge, che in quanto storia vera di un tipo così originale da riuscire a coprirsi di gloria in battaglia senza toccare un'arma sembra un'appendice cinematografica al libro) viene da chiedersi se anche nella non-belligerante Italia di oggi, più che gli eroi, sarebbero gli eccentrici a fare la differenza. Se ce ne fossero.

LA POLITICA VERSO IL CENTRO. Soprattutto in politica la categoria brilla per la sua assenza. Non solo perché, sia da destra sia da sinistra, la partita si gioca sempre alla conquista del centro - mentre «eccentrico» significa proprio «fuori centro» - ma anche perché, come tutte le organizzazioni umane, dalla scuola alla chiesa all'esercito, anche i partiti al loro interno tendono fisiologicamente al livellamento verso il basso dei loro rappresentanti e all'emarginazione degli anticonformisti e dei coraggiosi. No, nessun riferimento allo psicodramma in corso nel Partito democratico. I veri eccentrici non sono gli inquilini del Nazareno, ma gli sparuti italiani che si sforzano di trovare ancora qualche buona ragione per votare Pd...

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