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medicina 20 Marzo Mar 2017 1816 20 marzo 2017

Salute, ancora troppi casi di Tbc: 4 mila solo in Italia

Secondo l'Oms non si è fatto abbastanza per combattere la tubercolosi. Contagi in calo del 5%, metà di quelli necessari. Nel 2015 60 mila nuovi casi nello Spazio Economico Europeo. Il 65% dei contagiati ha tra i 24 e i 65 anni.

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Nel 2014 l'Oms aveva provato a chiedere uno sforzo. Un impegno per eliminare rapidamente la tubercolosi almeno da quei paesi dove già c'erano pochi casi. Ma la risposta è stata troppo timida e difficilmente si riuscirà a mettere sotto controllo la malattia entro il 2035.

CALO DEL 5% ANNUO. A confermare la tendenza sono anche i dati di Oms Europa e Centro per il Controllo delle Malattie (Ecdc), che parlano di un calo del 5% annuo, la metà di quanto servirebbe. Nel 2015, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, i nuovi casi registrati nei 30 paesi dello Spazio Economico Europeo sono stati 60195, di cui il 30% in cittadini di origine straniera e il 65% dei quali in persone tra i 24 e i 65 anni, in maggioranza maschi.

QUASI 4 MILA CASI IN ITALIA. Allargando l'orizzonte in una regione che arriva fino alla Russia, i nuovi casi sono stati invece oltre 320mila. Per quanto riguarda l'Italia nello stesso anno sono stati notificati 3769 casi, con un tasso che negli ultimi dieci anni è calato da poco meno di 8 a 6,2 casi ogni 100mila abitanti. Nel nostro Paese paese sono di più i casi segnalati in persone di origine straniera, circa 2mila.

IN ITALIA ALLARME PER MIGRANTI E DETENUTI. «In Italia abbiamo un'ottima rete per la diagnosi precoce e la gestione della tubercolosi nel contesto delle strutture di malattie infettive» ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, «La Tbc continua però ad essere una patologia importante». A preoccupare medici e immunologi, si legge nel rapporto dell'Oms, è soprattutto il fatto che in alcune categorie di persone, come i detenuti o gli stessi migranti, il calo sia ancora più ridotto, o addirittura ci sia un aumento dei nuovi casi.

UE IMPEGNATA PER ABBASSARE I CONTAGI. Un aiuto potrebbe arrivare da Bruxelles. «La Commissione Ue è impegnata a mobilitare tutte le risorse disponibili per aiutare i paesi europei a tener fede agli impegni» ha detto il Commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis, «La tubercolosi colpisce i membri più vulnerabili delle nostre società, e spesso coesiste con altre condizioni come l’Hiv».

TBC E SIEROPOSITIVI, I CASI DI COINFEZIONE. Una parte del rapporto è dedicata anche alle coinfezioni con l'Hiv. La tbc, precisano gli esperti, è la principale causa di morte nei sieropositivi in gran parte d'Europa, anche se non in Italia. Nella regione europea dell'Oms tra il 2011 e il 2015 i casi di coinfezione sono cresciuti del 40%, arrivando a oltre 27mila di cui meno di un quinto trattati con antiretrovirali.

MANCANO RILEVAZIONI SU SIEROPOSITIVI. «Se guardiamo ai dati per l'Ue vediamo che il tasso di successo della tubercolosi nei sieropositivi è molto al di sotto dell'obiettivo globale dell'85%» ha spiegato Andrea Ammon, direttore dell'Ecdc, «in due pazienti su tre con Tbc non ci sono informazioni sulla eventuale sieropositività. Dobbiamo migliorare molto» ha concluso.

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