Zingaretti, serve manifesto per unità Pd
MUM AT WORK 8 Aprile Apr 2017 1400 08 aprile 2017

La crociata rosa sta facendo breccia nell'agenda politica

Il bonus nascita. Il ddl sulla genitorialità condivisa. Le mosse di Zingaretti su obiezione di coscienza e pillola abortiva. I segnali positivi non mancano. Ora si continui su questa strada. 

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Continua la lista di segnali positivi per le donne e per le famiglie nel nostro Paese. Qualcosa sta iniziando a cambiare e noi ve ne diamo conto, anche se ci vuole un (gigantesco) impegno per intravedere la luce in fondo al tunnel.

TRE BUONE NOTIZIE. Good news numero uno: a dicembre l’annuncio di riforme strutturali come il bonus nascita “Mamma Domani”. Vero, ancora non si riescono a richiedere i famosi 800 euro, ma la legge è legge e aspettiamo e vediamo come continua. Seconda: il disegno di legge sulla genitorialità condivisa che chiede 15 giorni per i neopapà per stare con il nuovo nato. Comunicato alla presidenza il 7 ottobre 2015, attende ancora di iniziare l’esame alla Camera. Speriamo che si riesca a iniziare l’iter quest’anno. Monitoreremo il percorso del ddl. Terza: la Regione Lazio governata da Nicola Zingaretti che dice: «Non è possibile avere l’80% dei medici obiettori, assumiamo solo non obiettori». E non è finita qui.

E UNA QUARTA SULLA RU486. C’è una quarta buona notizia: Zingaretti ha deciso per una sperimentazione di 18 mesi (con inizio si dice a maggio o in estate) per erogare la RU486 nei consultori e non solo nelle strutture ospedaliere. Sarebbe la prima volta in Italia. Qui bisogna fare una distinzione e non confondere due cose: la pillola abortiva (la RU486) e la pillola del giorno dopo (Levonorgestrel). Il Levonorgestrel è un metodo contraccettivo di emergenza utilizzabile entro 72 ore dal rapporto non protetto e, una volta prescritto dal medico, si può acquistare in farmacia. Con la RU486 invece si pratica l’aborto farmacologico. Si può assumere entro la settimana settimana di gravidanza.

Sostenere le donne da sole non serve a niente, serve sostenere le famiglie, donne e uomini insieme. Solo così potremmo ricominciare a fare più figli, a lavorare di più. Tutti

I detrattori dicono che l’aborto farmacologico non si può praticare in consultorio. Posizione, per esempio, di Olimpia Tarzia, vicepresidente della Commissione Cultura e presidente del Gruppo Lista Storace in Consiglio regionale del Lazio: «La fase sperimentale, che dovrebbe essere attivata a maggio, è del tutto illegittima, non potendo essere praticato l'aborto chimico nei consultori, ma solamente, oltre che negli ospedali, nei poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati. I consultori non possono essere considerati poliambulatori pubblici. L'aborto farmacologico mediante la somministrazione della RU486 necessita di maggiore assistenza rispetto all'aborto chirurgico non potendosi conoscere con esattezza il momento esatto dell'espulsione». Motivo per cui, «anche per esigenze di salute e sicurezza per la donna, le linee di indirizzo del ministero della Salute stabiliscono che l'aborto farmacologico può essere effettuato solo in ricovero ordinario».

I RADICALI ESULTANO. Esultano invece i Radicali. In una nota la presidente Antonella Soldo ha fatto sapere che «l'innovazione introdotta dalla giunta Zingaretti, che consentirà l'aborto farmacologico nei consultori familiari, può costituire un importante passo in avanti nella tutela dei diritti delle donne, in una regione in cui il ricorso alla legge 194 viene ormai scientificamente sabotato da una strategia basata sull'adozione indiscriminata dell'obiezione di coscienza, che nel Lazio ha ormai superato la soglia critica dell'80%, sull'obbligo di ricovero utilizzato come strumento persuasione e sulla sistematica colpevolizzazione delle donne, che risponde al solo scopo di condizionare in modo indebito le loro scelte».

SEGNALI DI APERTURA MENTALE. Insomma continua la lotta sul corpo delle donne. Manca poco e scopriremo come andrà a finire almeno questa battaglia. Perché queste notizie sono buone per le donne e per le mamme che vogliono lavorare? Perché vuol dire che il tema delle donne sta entrando nell’agenda della politica. Perché mostrano apertura mentale. Perché ci portano più vicino agli standard europei. Perché sostenere le donne da sole non serve a niente, serve sostenere le famiglie, donne e uomini insieme. Solo così potremmo ricominciare a fare più figli, a lavorare di più. Tutti.

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