Esclusione
3 Maggio Mag 2017 1623 03 maggio 2017

Esclusione sociale, una piaga per 2 miliardi di persone

Il fenomeno riguarda il 38% di donne e bambini in tutto il mondo, in 170 Paesi differenti. Italia al 21esimo posto. Il rapporto Weworld presentato al Senato.

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Una donna o un minore su tre vive in un Paese con forme gravi o gravissime di esclusione sociale. Si tratta del 38% di donne e bambini in tutto il mondo, per un totale di circa 2 miliardi di persone. I dati arrivano dall'ultimo rapporto Weworld Index, giunto alla sua terza edizione e presentato alla Biblioteca del Senato a Roma.

ANALIZZATI 34 INDICATORI. La classifica prende in considerazione 170 Paesi e 34 indicatori, analizzando l'inclusione di donne e bambini con fattori multidimensionali quali economia, educazione, ambiente, salute. Secondo Weworld i Paesi in cui donne e bambini vivono una situazione di inclusione insufficiente e di esclusione grave e gravissima sono 102.

IN CRESCITA IL NUMERO DEGLI ESCLUSI. Soltanto il 5% di donne e minori in tutto il mondo, al contrario, vive in Paesi con una buona inclusione sociale, mentre coloro che vivono in Paesi con esclusione grave o gravissima sono aumentati di 22 milioni tra il 2016 e il 2017. E il loro numero potrebbe salire di 286 milioni entro il 2030. I Paesi che dominano la classifica sono quelli del Nord Europa: prima la Norvegia, fanalino di coda la Repubblica Centrafricana. Peggiorano i Paesi dell'Africa subsahariana, insieme a quelli di Nordafrica e Medio Oriente, questi ultimi in particolare per quanto riguarda le donne.

IN ITALIA RESTANO MOLTI PROGRESSI DA FARE. L'Italia si colloca al 21esimo posto, con un punteggio sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti. Marco Chiesara, presidente di Weworld, ha spiegato che l'indice è uno «strumento utile con il quale gli operatori del settore possono analizzare i progressi di 170 Paesi in materia inclusione di donne e bambini». Per quanto riguarda il nostro Paese, secondo l'onorevole Sandra Zampa, vice presidente della Commissione infanzia, alcune misure importanti sono già state adottate. Ad esempio «la legge delega sulla povertà, le misure contro il cyberbullismo e gli investimenti sulla creatività». Tuttavia, ha aggiunto Zampa, «le cose fatte non sono ancora sufficienti».

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