Vaccini
22 Maggio Mag 2017 1955 22 maggio 2017

Le 12 vaccinazioni obbligatorie in quattro punture

Il calendario dei vaccini resi obbligatori dal governo per l'iscrizione all'asilo nido e alla scuola materna: parotite, morbillo, varicella e rosolia hanno una copertura di appena l'85%. In ritardo circa 500 mila bambini e adolescenti.

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Le 12 vaccinazioni rese obbligatorie per l'iscrizione all'asilo nido e alle scuole materne proteggono da altrettante malattie infettive, ma per i bambini si traducono in sole 4 punture e vanno effettuate secondo una precisa tempistica. A fare il punto sul calendario delle immunizzazioni previste dal decreto approvato dal governo è il responsabile del Tavolo tecnico sulle vaccinazioni della Società italiana di pediatria, Rocco Russo: «È stata fatta una selezione di 12 malattie infettive prevenibili con il vaccino, per garantire che i bambini siano protetti al meglio e si possano evitare epidemie».

IL PRIMO VACCINO È QUELLO ESAVALENTE. Le iniezioni da fare però sono quattro, poiché molti vaccini sono combinati. Le prime sei vaccinazioni obbligatorie sono: anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae tipo B. Queste, spiega l'esperto, «sono tutte raggruppate in un unico vaccino esavalente, che viene fatto dal 60esimo giorno di vita in tre dosi: a 3, 5 e 11-12 mesi di vita».

POI L'ANTI-MENINGOCOCCICA B. Diventa obbligatoria anche la vaccinazione anti-meningococcica B, che «viene fatta a distanza di 15 giorni dall'esavalente in 4 dosi: a 3, 4, 6 e 12-15 mesi».

MORBILLO, ROSOLIA, PAROTITE E VARICELLA. Necessario immunizzarsi anche contro il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella: «Queste vaccinazioni sono somministrate con un unico vaccino quadrivalente, in un'unica dose, al 13esimo mese di vita, con un richiamo previsto a 5 anni di età», spiega Russo.

INFINE L'ANTI-MENINGOCOCCICA C. Infine, l'anti-meningococcica C, che «viene somministrata al 14esimo mese, con un richiamo tra gli 11 e i 18 anni». Grazie a tali vaccinazioni selezionate come obbligatorie, sottolinea Russo, «si garantisce la migliore qualità di vita ai bambini, considerando che i danni delle malattie e le loro complicanze sono ben superiori alle eventuali, leggere e transitorie reazioni da vaccino».

COPERTURE BASSE. Il decreto si è reso necessario a causa delle basse coperture vaccinali che si registrano attualmente in Italia: «La copertura per l'esavalente nei bambini nati nel 2013, infatti, è del 93,4%, contro una soglia minima necessaria fissata sopra il 95%; quella per il meningococco C è al 76%, mentre per il ceppo B non ci sono ancora dati poichè la vaccinazione è stata introdotta da un paio d'anni». Ma il maggior problema si ha per parotite, morbillo, varicella e rosolia che, complessivamente, «registrano una copertura di appena l'85%».

In ritardo circa 500 mila bambini e adolescenti

I bambini e gli adolescenti che sono indietro con le vaccinazioni, e che dovranno quindi recuperarle, sono in tutto circa 500 mila. Un numero che potrebbe creare problemi in alcune Asl, se la richiesta dovesse crescere a breve, e quindi il ministero della Salute sta lavorando per garantire la fornitura dei farmaci.

SITUAZIONI LOCALI PROBLEMATICHE. La stima è di Giancarlo Icardi, coordinatore del gruppo vaccini della Società italiana di igiene e sanità pubblica: «La cifra è alta, ma il sistema italiano è in grado di sopportarla, anche in virtù di una lunga tradizione nelle vaccinazioni. Anche se, dal punto di vista organizzativo, sicuramente ci saranno situazioni locali più problematiche».

LE ASL DI NAPOLI PRONTE A CHIEDERE UNA DILAZIONE DEI TEMPI. Alcune Asl di Napoli, per esempio, temono che le aziende non siano in grado di soddisfare le richieste di dosi di vaccini in tempo utile e chiedono dunque una dilazione dei tempi. A Milano si registra già un buon aumento delle richieste di vaccinazione e dei certificati vaccinali, mentre nel Lazio la situazione è definita «sotto controllo», perché la Regione si sarebbe «mossa per tempo», anche se in alcuni centri potrebbe esserci la necessità di un supporto di personale.

CODACONS SUL PIEDE DI GUERRA. E se i pediatri riuniti nella Federazione delle società scientifiche sono pronti ad attivare nelle scuole elementari, medie inferiori e superiori degli sportelli informativi per sensibilizzare studenti e genitori, il Codacons resta sulle barricate e annuncia che impugnerà il decreto dell'esecutivo per «ottenerne l'annullamento dinanzi alla Corte Costituzionale».

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