Cannabis Cocaina
6 Giugno Giu 2017 1340 06 giugno 2017

Dalla cocaina alle nuove sostanze: il consumo di droga in Europa

Nei Paesi Bassi della legalizzazione l'uso di cannabis è minore che in altri otto Stati dell'Ue. L'Italia è terza. E quarta per la polvere bianca. La fotografia dell'Osservatorio europeo su un mercato da 24 miliardi. 

  • ...

Da loro è legale, diffusa e acquistabile in tutta sicurezza al bancone di un coffee shop, eppure gli olandesi non sono i primi consumatori di cannabis in Europa, anzi. Il rapporto dell'Ossevatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze pubblicato dalla Commissione europea il 6 giugno 2017 riserva qualche sorpresa ai decisori politici alle prese con il dossier legalizzazione. Secondo la ricerca che elabora i dati più recenti provenienti dai 28 Stati Ue più la Norvegia e la Turchia, nei Paesi Bassi il 16% dei giovani adulti tra i 15 e i 34 anni ha fatto uso di marijuana negli ultimi 12 mesi. Meno dei francesi (22,1%), degli italiani (19%), ma anche di spagnoli, cechi e danesi.

IN FRANCIA RECORD DI CONSUMI DA ANNI. Se poi si va a vedere la percentuale di coloro che hanno consumato cannabis almeno una volta nella vita, i Paesi Bassi si piazzano dietro a otto altri Paesi europei. Prima di tutto alla Francia (40,9%), detentrice da anni del record di consumi e protagonista nel 2014 di un nuovo picco. E poi alla Danimarca (35,6%), all'Italia (31,9%), alla Spagna (31,5%), alla Repubblica ceca (29,5%), al Regno Unito (29,4%), all'Irlanda (27,9%) e anche alla Germania (27,2%). E mentre Parigi e Berlino hanno conosciuto un nuovo picco dei consumi tra 2014 e 2015 e Irlanda, Filandia e Svezia hanno registrato una crescita nell'arco degli ultimi 10 anni, la situazione olandese appare stabile.

IL 45% DEI TRATTAMENTI È PER CANNABIS. Certo, la cannabis risulta ancora la sostanza illecita più diffusa in Europa e responsabile del 45% dei trattamenti per tossicodipendenza. I cittadini del Vecchio Continente tra i 15 e i 64 anni che hanno fatto uso di droga almeno una volta nella vita sono 93 milioni: più di uno su quattro. La maggioranza ha provato la marijuana o l'hashish: 88 milioni di persone contro 17,5 di coloro che fanno uso della cocaina. Poi vengono le droghe sintetiche: i 14 milioni che hanno assunto almeno una volta l'Mdma, e i 12,6 le anfetamine.

MERCATO CHE VALE 24 MILIARDI DI EURO. Sono tutti mercati da nove zeri. In tutto il report stima che il mercato al dettaglio delle droghe nell'Unione valesse 24 miliardi nel 2013, anche se specifica che l'intervallo probabile è tra i 21 e i 31 miliardi di euro. I prodotti a base di cannabis, vale a dire fumo, resina, foglie e piante, valgono da soli circa 9,4 miliardi di euro, l'eroina 6,8 miliardi, la cocaina almeno 5,7. Ma il 70% dei sequestri effettuati nel 2015 - l'ultimo anno per il quale sono disponibili i dati - riguardano proprio la cannabis, mentre per esempio per la cocaina si fermano al 9%.

I sequestri delle differenti sostanze stupefacenti in Europa.

La cocaina piace all'Europa del Sud e dell'Ovest, l'ecstasy al Nord e al Centro

La fotografia scattata dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze mostra intanto che di droga si muore ancora e si muore ancora soprattutto di eroina: da tre anni il numero di decessi legato agli oppiacei continua a crescere, nel 2015 i morti per overdose sono stati più di 8 mila. Con 8.441 decessi, nel 2015 il numero di morti per overdose di droga in Europa è aumentato per il terzo anno di fila. E anche in Paesi avanzati come Svezia, Germania, Regno Unito e la stessa Olanda. In Italia i decessi sono in calo, ma il nostro Paese risulta uno dei cinque, assieme a Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, in cui si concentrano i tre quarti dei consumatori di oppiacei ad alto rischio.

MILANO PIAZZAFORTE DELLA POLVERE BIANCA. Ma la geografia del consumo è appunto variabile. La cocaina è diffusa soprattutto nell'Europa meridionale e occidentale come confermano i dati della ricerca sui sequestri lungo le rotte del traffico, mentre nell'Europa settentrionale e centrale c'è un mercato maggiore per le amfetamine e le metamfetamine. E l'Italia non fa eccezione: uno su tre ha fatto uso di cannabis, il 7,6% di cocaina contro una media continentale del 26,3 e del 5,2. E da un'indagine su una selezione di città europee, Milano risulta essere ancora una piazzaforte del consumo di polvere bianca, quarta su 13, dopo Londra, Barcellona e Anversa, per milligrammi di coca ritrovati nelle acque reflue al giorno ogni mille abitanti. E il consumo tra 2015 e 2016 è cresciuto ancora.

Il consumo di cocaina in alcune delle maggiori città europee. A Milano è tornato ad aumentare.

Del resto, secondo la ricerca dell'Agenzia Ue, il calo nel consumo di coca registrato negli ultimi anni si è fermato, la disponibilità invece è in aumento. In alcuni Paesi come Regno Unito e Spagna ha seguito l'andamento della crisi economica: ha toccato il suo punto più alto nel 2008, prima del dilagare della crisi finanziaria, e ha ricominciato a crescete dal 2012 in poi. Come se la polvere facesse girare l'economia o l'economia la droga. Su 14 Paesi che hanno presentato nuove indagini, 11 mostrano una tendenza stabile, due in aumento e solo uno in discesa.

IL DEEP WEB OLTRE AI CANALI TRADIZIONALI. Ai traffici tradizionali poi si sono aggiunti anche i canali del deep web: analizzando tra 2011 e 205 16 piazze di transazioni nello stato più profondo della Rete, i ricercatori hanno scoperto che il 90% dei loro ricavi provenivano dalla vendita di droga, in particolare cocaina e Mdma, e il 46% era legato a venditori con sede in Europa. Le cifre sono ancora relativamente esigue - un volume di affari di 80 milioni di euro in cinque anni contro i miliardi del mercato al dettaglio tradizionale - ma degne di attenzione. E che hanno contribuito a scoperchiare un fenomeno nuovo: la produzione di sostanze sintetiche in laboratori europei.

La Repubblica Ceca hub di metamfine, la Cina delle nuove sostanze

La Repubblica Ceca è diventata, per esempio, il nuovo hub europeo della produzone di metamfetamina: «Nel 2015, dei 291 laboratori clandestini di metamfetamina segnalati nell’Unione europea, 263 si trovavano nella Repubblica ceca», si legge nel rapporto. Approfittando del confine poroso con la Polonia, da cui passano medicinali introdotti di contrabbando, si è passati in pochi anni da «operazioni su scala ridotta, con consumatori che fabbricavano quantità per uso personale o per il rifornimento locale, a una situazione caratterizzata da una produzione su vasta scala destinata al consumo nei Paesi europei e all’esportazione, in mano alla criminalità organizzata». L'amfetamina invece arriva soprattutto dai Paesi Bassi, dal Belgio e dalla Polonia. E viene prodotta anche per l'esportazione.

I sequestri di cocaina in Europa.

Ma il grande suk della droga non si ferma, si innova di continuo e negli ultimi anni sul mercato europeo sono apparse centinaia di nuove sostanze psicoattive provenienti soprattutto dalla Cina. Dal 2013 l'Agenzia europea ne ha individuate 620: 299 nel 2013, 365 nel 2014 e 423 nel 2015, una progressione costante e preoccupante. Il rapporto spiega che dal 2012, il sistema di allerta rapido dell'Unione europea ha iniziato a ricevere segnalazioni crescenti di «nuovi oppiacei sintetici estremamente potenti». Si tratta in particolare di derivati dal fentanil, un oppiaceo usato come analgesico 100 volte più potente della morfina.

DIFFIDENZA VERSO LE VECCHIE DROGHE. Tra il 2009 e il 2016 ne sono comparsi 25 nuovi tipi. A cui si aggiungono poi i nuovi cannabinoidi sintetici, da non confondere con la cannabis, a cui non sono comparabili né per potenza degli effetti né per conseguenze, come ricorda lo stesso studio: i cannabinoidi hanno portato a intossicazioni e decessi. Il paradosso è che a influre sulla domanda di nuove sostanze ha contribuito «l'atteggiamento negativo dei consumatori» nei confronti delle vecchie droghe. «Sembra infatti», si legge nel report, «che le misure di prevenzione e riduzione dei danni e la segnalazione degli effetti avversi abbiano influenzato la percezione dei giovani secondo cui le nuove sostanze sarebbero alternative legali relativamente sicure alle sostanze illecite tradizionali».

UN VUOTO RIEMPITO RAPIDAMENTE. Insomma, c'era un vuoto di mercato da riempire e gli spacciatori lo hanno capito rapidamente. Le nuove sostanze non sono ancora fortemente diffuse: secondo una ricerca realizzata in 35 Paesi europei, ne hanno fatto uso solo il 4% degli studenti tra i 15 e i 16 anni e però in Paesi come Polonia ed Estonia la percentuale arriva addirittura al 10%.

I numeri sui sequestri di sostanze stupefacenti.

Il 75% dei reati di detenzione e dei sequestri riguarda la cannabis

Cosa succede allora dal punto di vista della lotta ai traffici? L'Europa puà vantare un milione di sequestri di sostanze illecite, ma «per la maggior parte [...] piccole quantità di droga confiscate ai consumatori», anche se ovviamente sul fronte della quantità di merce sequestrata contano di più le grosse operazioni contro il traffico su larga scala. La sostanza confiscata con maggiore frequenza è la cannabis. Mentre le pur 87 mila operazioni di confisca di cocaina - circa 2.220 in Italia - rappresentano solo il 9% del totale, le amfetamine e l'eroina riguardano il 5% dei sequestri, l'Mdma il 2. E le confische delle nuove sostanze psicoattive sono state 80 mila.

COSTI E BENEFICI? MANCA UNA VALUTAZIONE. Lo stesso si può dire sul fronte dei singoli reati. Nel 2015 sono stati segnalati 214 mila casi di offerta di stupefacenti e il 57% riguardava la cannabis, anche se il rapporto segnala nell'arco degli ultimi tre anni un brusco aumento delle segnalazioni di Mdma. Nel caso della detenzione e del consumo la percentuale si alza ancora: tre quarti dei reati sono legati alla cannabis. Tanto che è lecito chiedersi se abbia senso una tale sproporzione nella profusione di energie e di mobilitazione delle strutture penali. Mentre negli Stati Uniti la via della legalizzazione sembra affermarsi sempre di più, i 28 Paesi membri dell'Unione però continuano ad avere approcci diversi sia alla regolamentazione che al consumo della marijuana. E secondo l'Agenzia Ue ancora manca una «valutazione fondata» per poterne valutare costi e benefici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso