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14 Giugno Giu 2017 0946 14 giugno 2017

Quello strano formicolio che si sente quando si è ricoverati al San Paolo di Napoli

Per la direzione dell'ospedale dormire con qualche migliaio di formiche non è un dramma, purché gli animaletti si accontino di rotolarsi fra le lenzuola senza pretendere contatti più intimi con i pazienti.

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Se siete ricoverati in un ospedale napoletano e sentite un formicolio alle gambe, non pensate subito che si tratti di problemi circolatori, come avverrebbe in un altro nosocomio. I vostri vasi sanguigni sono sanissimi, il guaio è che lo sono anche le migliaia di formiche che condividono abusivamente il vostro letto e brulicano in tutto il reparto, come succede all’ospedale San Paolo, affollato di insetti quanto l’omonimo stadio lo è di tifosi quando il Napoli gioca in casa.

IL DIRETTORE SANITARIO SDRAMMATIZZA. Dopo le formiche, fotografate e denunciate dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli nel letto di una paziente, brulicano anche i paroloni: «fatto indegno», «episodio di degrado», «inaccettabile e inqualificabile», eccetera. Ma guardiamola dal lato positivo: come ha rimarcato Vito Rago, direttore sanitario del San Paolo, le formiche erano nel letto, e non sul corpo della malata (che peraltro era stata ricoverata in fin di vita e aveva altro da pensare che fare la schizzinosa). Nel letto, e non sul corpo: riflettiamo sul senso della frase.

A quanto pare per la direzione del San Paolo dormire con qualche migliaio di formiche non è un dramma, purché gli animaletti si accontino di rotolarsi fra le lenzuola senza pretendere contatti più intimi con i pazienti

A quanto pare per la direzione del San Paolo dormire con qualche migliaio di formiche non è un dramma, purché gli animaletti si accontino di rotolarsi fra le lenzuola senza pretendere contatti più intimi con i pazienti. Se la ricoverata fosse stata coperta di formiche, è sottinteso, qualcuno del personale sarebbe intervenuto, ma finché gli industriosi imenotteri si limitano a passeggiare sul cuscino e sul materasso si possono lasciare in pace. Anzi, a differenza delle blatte rosse che in questi giorni infestano la città, le formiche sono una presenza confortante, quasi una pet therapy per i pazienti, che nelle lunghe ore di degenza possono distrarsi osservando da vicino l’incessante e operoso viavai che ha ispirato poeti e moralisti.

LE AFFINITÀ TRA NAPOLI E IL FARE DELLE FORMICHE. E magari, servendosi di qualche avanzo di cibo ospedaliero, provare a ripetere gli esperimenti della biologa Helen McCreery sulla comunicazione tra le formiche e sulla loro capacità di risolvere problemi. È ancora oscuro il sistema con cui riescono a coordinare gli sforzi collettivi, ma dalle ricerche della McCreery appare chiaro che il tempo gioca un ruolo fondamentale: più gli insetti ci mettono a trovare una soluzione efficace, più si affievolisce il loro impegno nel cercarla. In pratica, la rappresentazione in versione formichesca di quel che succede a Napoli, con le sue molteplici emergenze alle quali nessuno sembra più fare tanto caso, a cominciare da chi la amministra.

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