Dai che è verde

Posizione Da Seduti Corretta
28 Giugno Giu 2017 0944 28 giugno 2017

Avviso ai culi di pietra, camminare fumando fa meno male che stare seduti bevendo centrifugati

Secondo uno studio scozzese, la sedentarietà aumenta il rischio di morte prematura e di malattie. Quindi se i vostri figli non vogliono stare nel seggiolone, sappiate che non sono capricci, ma salutismo precoce.

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Foto di moribondi intubati, avvisi minacciosi che promettono decadenza fisica e malanni assortiti, numeri verdi per togliersi un vizio che uccide lentamente: tutta roba che oggi vediamo sui pacchetti di sigarette ma che, secondo i ricercatori dell’università di Edimburgo, andrebbe scritta su sedie, poltrone, divani, panchine e su ogni superficie su cui appoggiamo le terga. La sedentarietà – non in senso antropologico, ma proprio tecnico, cioè lo stare seduti – aumenterebbe il rischio di morte prematura e di malattie cardiovascolari e favorirebbe l’insorgenza del diabete e di alcuni tipi di tumore. In pratica, camminare fumando fa meno male che stare seduti bevendo un centrifugato di carote.

MEZZA VITA VISSUTA DA SEDUTI. Considerato che la maggior parte degli adulti trascorre più o meno metà della sua giornata in posizione seduta, fra le ore di lavoro e quelle trascorse a tavola o davanti alla tivù, c’è di che preoccuparsi: rovesciando il concetto di Mae West, siamo tutti seduti sulla nostra bara e non lo sappiamo, e non c’è routine in palestra in grado di compensare le 7-8 ore che un 40-50enne passa assiso alla scrivania o di fronte a uno schermo.

In pratica, camminare fumando fa meno male che stare seduti bevendo un centrifugato di carote

Secondo la ricerca scozzese, nella terza età l’uomo ha una specie di resipiscenza e si rimette a usare le gambe, forse rendendosi conto che non gli resta più molto tempo per sperimentare la nobiltà della stazione eretta, capolinea posturale dell’evoluzione dell’ominide; ma ormai ossa e muscoli sono quel che sono, per non parlare dei dolori alla schiena, dei calli ai piedi, dei problemi di circolazione e di quelle meravigliose poltrone semoventi pubblicizzate nelle televendite, che se le compri poi devi anche sfruttarle, no? Ma l’aspetto più inquietante, che sfugge agli studiosi di Edimburgo, è un altro.

BASTA BAMBINI NEL SEGGIOLONE. Pensiamo a quante ore trascorrono seduti i nostri figli, ai quali fin dall’asilo instilliamo il concetto che il bambino «bravo» è quello che se ne sta seduto al banco praticamente immobile, unica eccezione le mani, impegnate a scrivere, a disegnare o a scattare in alto. Pensiamo a quando i bambini sono stati scacciati dai cortili per far posto alle nostre macchine, e sono stati rinchiusi a giocare nelle loro camerette, con i Lego, le bambole o i videogiochi, seduti magari per terra ma sempre seduti. Tessa Strain, coordinatrice della ricerca, consiglia di cambiare le abitudini sul luogo di lavoro, ma non basta: bisognerebbe imparare a sedersi con moderazione fin da piccoli. Se il pupo non vuole stare nel seggiolone, non è capriccioso, è un salutista precoce.

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