Esame Uni
LA MODA CHE CAMBIA 9 Luglio Lug 2017 0900 09 luglio 2017

Studenti lavativi, laureati in vittimismo

Allevati da una generazione di genitori garantisti, nutrono un malriposto senso di onnipotenza. E quando faticheranno a trovare lavoro, c'è da scommettere che saranno pronti a prendersela con il Paese.

  • ...

Mattinata di inizio luglio in università. Caldo, porte e finestre lasciate aperte nella speranza di un refolo di corrente d’aria. Esami, e la scoperta che la trattativa Stato-mafia può applicarsi anche alle Mitologie di Roland Barthes. «Scusi, ma lei ha almeno letto i testi in programma?». «Beh no, ma ho frequentato, quasi sempre, e ho letto gli appunti». «E crede che un accrocchio di pensierini come quelli che abbiamo ascoltato sia sufficiente perché le alzi un voto che è già generoso?». «E perché no?». «Perché no, e perché sono sicura che, se mai volessi andare appena un po' più a fondo di quanto stia facendo adesso, scoprirei abissi di ignoranza incolmabili e non potrei più darle neanche il 24 che le offro. Anzi, sa che cosa le consiglio, molto caldamente? Torni quando sarà preparato».

STUDENTI-LAVORATORI, SPINA DORSALE DELLE UNIVERSITÀ. Mi fulmina con lo sguardo, ma se ne va, lasciando il posto a una di quelle ragazze bravissime che alternano studio e lavoro riuscendo a gestirli entrambi con entusiasmo e che stanno diventando la spina dorsale delle nostre facoltà. Il giovane collega seduto alla mia sinistra (non è più tempo di esami collegiali, ma vige ancora la regola della doppia presenza, anche per evitare eventuali lagnanze che con certi soggetti sono un rischio concreto), osserva mesto come «ai miei tempi, nessuno avrebbe mai discusso un voto perché sarebbe stato abbassato d’imperio di almeno tre punti».

TRENT'ANNI FA GLI ESAMI METTEVANO ANSIA. Sorrido pensando che i tempi a cui fa riferimento questo trentenne significano sostanzialmente l’altro ieri, e con un’improvvisa punta di apprensione, molto postuma ma ancora acquattata nella memoria e nella coscienza, all’ansia paralizzante che mi colse all’esame di glottologia, più di trent’anni fa, sedendomi davanti a uno dei più insigni linguisti del Novecento che, prima di pormi l’ultima, decisiva domanda, mi avrebbe fatta passare attraverso le forche caudine della sua prima assistente, una jena.

CORDIALITÀ E VICINANZA SI PRESTANO AGLI ABUSI. Non rimpiango necessariamente quegli anni e sono felice, insieme con molti colleghi, del rapporto di cordialità affettuosa che tanti di noi hanno saputo instaurare con alcuni studenti anche dopo la laurea, finendo per diventarne consiglieri e gioendo sinceramente per i loro successi; se possibile addirittura favorendoli. Il lato negativo di questa vicinanza para-amicale è, ovviamente, l’abuso della stessa da parte dei lavativi, vecchia definizione degli attuali “furbetti”, che una generazione di genitori garantisti e un malriposto senso di onnipotenza forse alimentato dai social e dalla caccia ai follower hanno moltiplicato a dismisura.

TRUCCHI INEDITI PER MASCHERARE L'IGNORANZA. Venerdì 7 luglio, su Repubblica, Marco Belpoliti raccontava le riunioni allarmate di dipartimento di un amico professore contro la pratica della copiatura selvaggia agli esami, e la scoperta, in una cartoleria del centro, dell'«orologio bigliettino», un simpatico marchingegno che, al costo contenuto di 40 euro, permette agli asini di abbeverarsi a salvifici bigini, sostituendo appunto i vecchi micropapelli arrotolati nelle maniche o nelle calze e consentendo loro di entrare a far parte del «magico mondo del copiaggio», come esordisce il videotutorial dell’oggetto su YouTube.

FURBETTI LAUREATI IN VITTIMISMO. Quando leggo dei tanti laureati che si lamentano di non trovare lavoro, penso alla studentessa che forse è un po' in ritardo con gli esami del corso di laurea magistrale, ma che a meno di trent’anni ha già una buona posizione in un negozio di lusso in via Condotti e che punta a una carriera nel management internazionale della griffe per cui lavora. Ma penso anche al lavativo/furbetto che, al momento buono, cioè quando uscirà dall’università a spintoni perché saremo stanchi di trovarcelo fra i piedi, e non troverà o stenterà a conservare il lavoro perché i lavativi faticano a restare a galla con ogni congiuntura, se la prenderà con il Paese e con il governo ladro, piangendo sulla propria sorte di cervello costretto a una fuga che, comunque, non farà mai.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso