Dai che è verde

Mondiali sincro,oro Italia nel duo misto
18 Luglio Lug 2017 0913 18 luglio 2017

L'oro di Minisini e Flamini e quell'indifferenza internazionale all'Italia che salva i migranti

All’estero conquistiamo riconoscimenti e ovazioni quando facciamo dell’immigrazione il tema di film e coreografie acquatiche, mentre quando tentiamo di affrontarlo con la politica nei summit non ci dà retta nessuno.

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«È la cosa più ridicola che possa esistere: ragazze siliconate, trucco pagliaccesco, pinze sul naso, musica da ascensore, più uno spettacolo da circo che uno sport, una scusa per guardare gambe e culi che escono dall’acqua»: queste le carinerie che si possono leggere in Rete sul nuoto sincronizzato. Stupido perfino come sport solo femminile, «stupido e sbagliato» quando lo praticano anche i maschi, come dichiarò il ministro dello Sport russo Vitali Mutko quando due anni fa la specialità del «duo misto» debuttò ai Mondiali di Kazan.

QUELL'URLO DA LAMPEDUSA. Stupido e sbagliato è anche secondo molti, raccogliere e salvare i migranti in mare, come da anni fa l’Italia nell’indifferenza del mondo. E proprio un duo misto tutto italiano ha saputo strappare il sincro al kitsch acquatico fra Esther Williams e la Sirenetta disneyana per fargli raccontare il dramma attualissimo dei naufraghi nel Mediterraneo. Quello Scream from Lampedusa urlato da Fausto Minisini mentre reggeva fra le braccia la sua compagna Manila Flamini prima di inabissarsi con lei nell’acqua limpida della piscina ungherese, ha spiazzato tutti, cancellando oltre un secolo di can-can a pelo d’acqua e di sorrisi waterproof da «bellezze al bagno». Nessuna coreografia «a secco» avrebbe potuto esprimere con la stessa efficacia l’agonia di tanti uomini e donne senza nome sopravvissuti ai deserti e uccisi dal mare, a poche bracciate dalla salvezza.

Nessuna coreografia «a secco» avrebbe potuto esprimere con la stessa efficacia l’agonia di tanti uomini e donne senza nome sopravvissuti ai deserti e uccisi dal mare

Verticali, remate e barracuda, le figure tipiche del sincro, sono diventate la prosodia e la metrica di un’elegia cruda e straziante, costruita per Flamini e Minisini dal musicista Michele Braga e dalla coreografa Anastasja Ermakova e interpretata con maestria dalla coppia azzurra. Dopo Fuocoammare, il documentario di Gianfranco Rosi premiato l’anno scorso a Berlino, questo è il secondo oro internazionale che un racconto sui migranti procura all’Italia: all’estero conquistiamo riconoscimenti e ovazioni quando facciamo dell’immigrazione il tema di film e coreografie acquatiche, mentre quando tentiamo di affrontarlo con la politica nei summit non ci dà retta nessuno. E in questa prospettiva la bella medaglia di Fausto e Manila acquista un bagliore triste, come quello di una catenina rimasta impigliata sul fondo del mare.

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