Getty Images 576509742
30 Luglio Lug 2017 1200 30 luglio 2017

Tutto app e disservizi: cronaca di un tecnomondo impossibile

Viviamo persi in un labirinto. Strattonati dal colosso di turno. E intrappolati nell'illusione del risparmio. Dove disdire è vietato e fruire un privilegio. Il commento di Massimo Del Papa.

  • ...

Siccome il libero mercato è qualcosa di meraviglioso ma alla maniera dell'araba fenice, le compagnie telefoniche si mettono d'accordo, ritoccano le tariffe all'insù (mai il contrario) con la sincronia di un corpo di ballo e tocca cambiare abbonamento. E allora vai nel negozio e fai in un lampo lampante: quello che costerebbe dieci euro al mese alla fine ti costa dieci di “card”, più dieci di attivazione, più dieci di abbonamento. Pago qui? «In parte sì, in parte addebitato in banca». «Già fatto», come dice l'ispettore Fazio a Montalbano. Allora siamo a posto, posso telefonare? No, per quello devi aspettare 4 giorni lavorativi, che poi diventano 5, insomma una settimana abbondante. Qualcosa non torna: un istante a pagare, otto giorno a fruire. La banca di cui sono cliente storico mi propone, per non dire m'impone, un vantaggiosissimo sistema di antifurto, così vantaggioso che me lo debbo montare da me e ci metto mezza giornata. È gratuito, se dopo un anno uno non lo vuole più basta dare la disdetta con un mese di anticipo.

UN LABIRINTO INFERNALE. Siccome tutte le cose gratuite valgono più o meno quello che costano, uno si accorge presto che del prezioso praticissimo simpaticissimo antifurto casalingo non se ne fa niente e, col suo bravo mese di preavviso, disdice. Fatto? Ma quando mai: salta fuori che devi sbaraccare tutto e riconsegnarlo “in confezione integra”. Va bene, venitelo a prendere. Sì ma quando diciamo noi, mica stiamo ai tuoi comodi caro cliente. Va bene allora avvisatemi quando potete passare. No, ci abbiamo ripensato, devi venire in banca tu, noi mica siamo postini o facchini. E allora lo porto io. Ah, ma qui non è integro, manca una vite, una comunissima vite, per di più di plastica. E torna a casa, ribalta la casa, scova la vite e riportala. Ah, ma qui tira e molla è passato il mese, la disdetta non vale più e l'antifurto te lo devi tenere e stavolta a pagamento. E così uno è costretto a risolvere la faccenda scadendo nell'infantilismo minaccioso, così non si fa, razza di cialtroni, o la facciamo finita o io vi tolgo tutto e me ne vado da un'altra parte. Allora capiscono e abbozzano. Ma a quel punto stai investendo un capitale in antiacidi e farmaci per l'ulcera.

SOCIETÀ DEI DISSERVIZI. La morale della favola è che questa società dei servizi non è mica un granché: tuttalpiù, società dei disservizi. A sganciare si fa presto, adesso anche le app “per pagare comodamente dal tuo telefonino”, mentre sei sul cesso, copuli o sei in coma. Per tutto il resto, devi dannarti come neanche nella Geenna biblica. Di tanta speme tecnologica, questo oggi ci resta? Una manciata di app maledette, perlopiù inutili, salvo quando si tratta di spendere? E siccome ormai il mondo è fatto ad app, non se ne esce. Se scrivi un libro e lo autopubblichi su Amazon (dopo avere imparato il “format”, impostato il tutto, roba facile fino a un certo punto), ti senti un po' editore anche tu, ma dura poco. Perché il Moloc Amazon prende a "molestarti" con ogni genere di avviso, intimazione, ingiunzione; sconta il tuo libro come e quando vuole e tu non hai voce in capitolo; se poi si accorge che da qualche altra parte un concorrente lo ha messo a prezzo più basso, comincia a spedirti lettere quasi minatorie, come se fosse colpa tua, “perché questa è la nostra politica”. E tu ti ritrovi a buttar via ore litigando in inglese con “Martina M.” che è peggio di un muro di gomma. Insomma non hai nessun controllo e alla fine devi provvedere a ribassarti il prezzo come pretende Amazon altrimenti ti cancella il libro.

Facebook da parte sua ti cancella in qualsiasi momento a totale discrezione dei suoi gendarmi, se posti il Cristo Morto del Mantegna ti sega, ma la medesima piattaforma, miracolosamente, tollera una miriade di siti blasfemi, offensivi, sadici, osceni e non ha niente da obiettare su quelle graziose signorine che implacabilmente ti chiedono l'amicizia “per tu fai bagnarmi tutta sono la tua porca schifosa provami maiale”. Il tecnomondo dove puoi fare tutto comodamente muovendo l'ultima falange del dito mignolo della mano sinistra sarà anche una figata, come dicono i giovani d'oggi, ma è anche quella cosa in cui quattro o cinque mostri si spartiscono il business senza costi di esercizio.

GIGANTI CHE NON ESISTONO. Prendiamo la controversa Uber: sì, i tassisti saranno pure una lobby esosa e a volte – in Italia - in odor di fascismo, ma è pure gente che ha sborsato 200 mila euro, cioè i risparmi (e i debiti) di una vita per una licenza, e si trova la concorrenza di una app che muove macchine, migliaia, milioni di macchine e non ne possiede mezza: mette in comunicazione quelle dei privati, che fanno il vero lavoro, e prende una commissione per fare cosa? Risultato: una compagnia che industrialmente non esiste vale 70 miliardi di dollari e si muove come una superpotenza che nessuno può sognarsi di contrastare. Anche YouTube, anche Facebook non fanno assolutamente niente, salvo imporre continui aggiornamenti sempre più assurdi e malfunzionanti (per i cosiddetti utenti: per chi sta dietro, e controlla, e rivende i dati, che poi sarebbero gli affaracci di chi ci si agita dentro, queste innovazioni, apparentemente strampalate, funzionano benissimo).

UN MONDO SENZA RITORNO. Il lavoro lo fa chi rimpolpa di continui contenuti, e le app raggiungono quotazioni siderali in Borsa. In 2 miliardi di umanoidi siamo sul social di Mark Zuckerberg, che cannibalizza i giornali e detta l'agenda, mentre il Washington Post di Jeff Bezos è diventato una cosa sola con Amazon. Deliveroo è la stessa cosa di Uber, solo con le biciclette: quelli che portan su roba ci sono sempre stati, in Cina avevano il risciò e sudavano, come nel film Piedone a Hong Kong, adesso li chiamano “imprenditori di se stessi” basta che abbiano un catorcio, ma non la copertura assicurativa, niente diritti, l'unica cosa che hanno sono i rischi. E la app. Idem per Foodora, che sarebbero i fattorini a 3,6 euro la consegna, altro che “rider”, e niente scuse neanche se ti passa sopra un autotreno. Parafrasando Brunori Sas, questo mondo fatto ad app è una merda e purtroppo finisce qua, è senza ritorno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso