Dai che è verde

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17 Agosto Ago 2017 0904 17 agosto 2017

Violenza di genere, Anita Fallani e l'indifferenza degli italiani

Nel nostro Paese non solo non si fa abbastanza per la prevenzione dei reati e la protezione delle vittime, ma non esiste una vera e diffusa riprovazione sociale per chi molesta una donna.

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Noi donne siamo prigioniere delle fiabe, eterni paradigmi di certe fasi della nostra vita. Anche quando siamo adulte ce le ritroviamo appiccicate addosso, come se fossero state scritte solo per le femmine: il complesso di Cenerentola, la sindrome della matrigna di Biancaneve, la fase del Brutto anatroccolo. C’è poi una fiaba che imprigiona da sempre tutta la nostra esistenza, dall’infanzia alla vecchiaia, pervasiva e inattaccabile: è Cappuccetto rosso.

UNA NOTTE DI ORDINARIE MOLESTIE. Che siamo bambine, ragazze o adulte, ogni volta che usciamo di casa da sole entriamo in un bosco infestato da lupi da cui dobbiamo proteggerci. Nemmeno i maschi, specie giovani, sono al sicuro, in quest’epoca in cui basta un gesto male interpretato o una sigaretta rifiutata per vedersi piombare addosso mezza dozzina di energumeni fuori di testa. Ma ci voleva il post di Anita Fallani, la diciottenne che ha raccontato su Facebook la sua notte di ordinarie molestie mentre rientrava a casa da sola dopo mezzanotte, per ricordarci che nei fatti metà dei cittadini di questo Paese gode di meno libertà di movimento e diritto all’inviolabilità fisica rispetto all’altra metà.

01.35 del 13 Agosto 2017 Un sabato sera qualsiasi di un agosto tiepido. Una serata con un'amica, un gin tonic, quattro...

Geplaatst door Anita Fallani op zondag 13 augustus 2017

Che «i fatti di Colonia», dove il 31 dicembre 2015 centinaia di donne vennero aggredite e molestate da migranti incivili, accadono alla spicciolata ogni notte nelle nostre città, a opera di maschi di ogni nazionalità, italiani compresi, i quali del resto ben prima dell’ondata migratoria bastavano da soli a rendere sconsigliabile per le donne passeggiare di sera senza scorta adeguata. E non ci consola il pensiero che statisticamente luomo che ci sta importunando per strada è meno nocivo per la nostra incolumità di quello che ci aspetta a casa.

VIOLENZA DI GENERE, ANCORA TANTA INDIFFERENZA. Tutti i crimini sono in calo, tranne la violenza di genere, segno che in Italia non solo non si fa abbastanza per la prevenzione dei reati e la protezione delle vittime, ma non esiste una vera e diffusa riprovazione sociale per i colpevoli. Da questo punto di vista abbiamo fatto passi indietro rispetto ai tempi di Cappuccetto rosso, quando i lupi che molestavano le ragazzine erano universalmente considerati cattivi. Scommettiamo che oggi l’opinione pubblica e forse anche qualche giudice obietterebbero che una bambina che gira da sola in un bosco, e con un copricapo sgargiante, in fondo i lupi vuole attirarli?

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