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L'ULTIMO MARXIANO 22 Agosto Ago 2017 0800 22 agosto 2017

Poliamore: il nuovo cavallo di Troia per distruggere la famiglia

La new economy sta neutralizzando la famiglia e lo Stato. La prima in quanto cellula genetica della comunità. Il secondo come compimento della vita etica.

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«Si può amare più di una persona? Si possono avere più partner senza gelosie né menzogne?». È a siffatte domande che provano a rispondere Franklin Veaux ed Eve Rickert nel loro libro programmatico intitolato Più di due. Il tema portante è il cosiddetto "poliamore", parola che non è tratta da 1984 di Orwell (potrebbe esserlo, in effetti), ma che allude alle nuove figure dell'eros à la page nella società postmodernizzata e postborghese: nei cui spazi senza frontiere, in cui vige la norma del "sempre oltre" e della violazione di ogni inviolabile, perfino la vecchia relazione duale e borghese tra uomo e donna è superata a beneficio di quelli che Bauman ebbe a definire gli usi postmoderni (e non convenzionali) dell'eros.

UNO STRUMENTO DELLA NEW ECONOMY. Così leggiamo sulla quarta di copertina del saggio di Franklin Veaux ed Eve Rickert: «Hanno fatto il punto su vent'anni di poliamore, considerando esperienze e storie di vita, elaborando teorie nuove e scrivendo il manuale 2.0 sul poliamore! Negli ultimi anni tante persone hanno scoperto il poliamore come un'opzione legittima e auspicabile per condurre le proprie relazioni; questa guida ci racconta come raggiungere l'obiettivo da un punto di vista psicologico e pratico». Nulla di cui meravigliarsi, dunque! Per una società che intende e pratica la libertà sempre e solo come liberalizzazione illimitata dei costumi e dei consumi, il poliamore è l'ovvio e necessario approdo per le nuove generazioni postborghesi e open mind. E guai a quanti dissentiranno, magari richiamandosi alle vecchie e noiose relazioni eterosessuali di coppia! Costoro - omofobi, sessisti, paternalisti e trogloditi nell'animo - dovranno essere rieducati a una postura autenticamente cosmopolita.

La new economy ci sta riuscendo: sta neutralizzando la famiglia e lo Stato. La famiglia, in quanto cellula genetica della comunità. Lo Stato, in quanto compimento della vita etica (Hegel docet). Sta, per ciò stesso, ridefinendo la società tutta come spazio liquido globalizzato per la libera circolazione dei capitali, delle merci e degli esseri umani mercificati. Sta dissolvendo ogni residua comunità etica, di modo che sopravviva solo il libero scambio utilitaristico tra atomi di consumo deeticizzati. L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati: o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero ("poliamoroso") e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio di individui senza residua identità di genere e aspiranti unicamente al plus-godimento e al libero-scambismo erotico.

OBBLIGATI A ESSERE IMPRENDITORI DI SÉ. Affrancato da ogni eticità comunitaria, anche nell’ambito erotico l’individuo post-familiare deve porsi come imprenditore di sé e come totalmente autodeterminato. L’eclisse dell’etica comunitaria nell’ordine del sistema dei bisogni planetario reca con sé il rifiuto dell’incompletezza e dell’interdipendenza e, dunque, della necessaria complementarietà di uomo e donna culminante nella vita comunitaria familiare. Complice l’individualizzazione privatistica, l’individuo aspira a essere totalità autonoma, nel trionfo del mito della completezza androgina innalzato a nuovo lifestyle per consumatori fashion addicted.

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