Razzismo Italia
MAMBO 5 Settembre Set 2017 0928 05 settembre 2017

L'estate in cui l'Italia oltrepassò il Rubicone del razzismo

Né Renzi né Di Maio: il vero nemico della sinistra è un lungo elenco di occupanti del potere, che dalla caccia al «negro» ottengono la pace sociale e la distrazione di massa. 

  • ...

L’Italia che appare da alcune interviste e da alcuni programmi tivù, diversi nello stile ma non difformi nell’idee di fondo, sembra un Paese da quale se sparissero i «negri» e gli «zingari», se gli impiegati comunali venissero cacciati in gran parte assieme agli statali, se non ci fosse la truffa delle pensioni di invalidità a Napoli e se si togliessero dalle palle Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani sarebbe come la Germania. Questo compromesso storico fra estrema destra e sinistra giustizialista è ormai evidente dalle parole della mitica Milena Gabanelli e del professor Gianfranco Pasquino e di altri ancora. Il 5 settembre Andrea Scanzi ha malmenato il povero Cristian (nel suo nome c’è una “h” ma non so dove metterla) Raimo che aveva mandato al diavolo in trasmissione Maurizio Belpietro. Questi “rossi”, è il leit motiv, sono tutti esibizionisti, antichi, insopportabili; se poi sono di Bettola o venivano eletti a Gallipoli, sono pure peggio.

LE PROVOCAZIONI PRIMA DI TUTTO. Ci siamo ridotti a leggere i reportage dell’Avvenire in segreto per non essere detti “buonisti” che, oggi come oggi, è peggio di aver ucciso la mamma. Il clima generale è che lo ius soli non si deve fare, i vaccini neppure, i «negri stupratori» devono andare in Polonia «perché lì sanno che cosa farne». Di fronte a un mondo di destra–sinistra che fa di tutta l'erba un fascio, conviene farlo anche noi, così per sapere chi sparerà alle spalle. Questo dannato Paese, senza classe dirigente e senza sinistra, ha attraversato questa estate il Rubicone dell’estremismo di destra e razzista. Ormai non c’è più cosa ignobile che non sia stata detta e sdoganata di fronte alla pubblica opinione. La donna che si è inventata l’aggressione al Tiburtino da parte di eritrei ha avuto una notiziola mentre in quella storia c’è il nostro futuro, nelle mille provocazioni organizzate per creare un clima di guerra civile, di caccia allo straniero che porterà alla mano ferma, meglio se di sinistra, e quindi al voto in cui non parleremo di come sono state gestite le banche, le imprese, su chi ha pagato le tasse ma ci divideremo fra cattivisti, che sono in gran quantità e in grande spolvero, e buonisti, cioè un branco di deficienti che pensa che la vita umana, anche una sola vita umana, debba essere rispettata.

Ci salva solo la convinzione che questi apprendisti stregoni di destra-sinistra alla fine non ce la faranno. Si voterà, vincerà l’Italia che sta con loro ma fra un anno avranno fallito e ci vorrà il commissario (evvai Mario Draghi!) per mandare a casa tutti questi fenomeni. Sarò un sognatore ma io vedo qui uno spazio per la sinistra. Lasciate perdere i sondaggi, non fate sangue amaro per le indecisioni di Giuliano Pisapia, qui siamo di fronte a un tale incattivimento del clima civile, a una tale escalation di richieste securitarie e di tipo razzista che c’è spazio per una reazione inizialmente minoritaria ma poi assai più larga. Purchè reazione sia, non un balbettio sui giornali. Dicono: ma avete il popolo contro! Non è la prima volta che il popolo bastona, letteralmente, la sinistra, ma non è la prima volta che la sinistra trova le ragioni, la pazienza, la capacità di intrufolarsi dappertutto per entrare in questa folla plebea e riconquistarla al ragionamento, alla lotta, alla identificazione dei veri nemici.

CARA SINISTRA, DATTI UN NEMICO. Cara sinistra italiana, datti un nemico! Non era Silvio Berlusconi e non è Matteo Renzi, non lo sono neppure Luigi Di Maio e Matteo Salvini, tutte piccole figurette che, tranne il Cav, sopravvivono una stagione e poi si smarriscono. Il nemico non è una entità astratta, non è il capitalismo con cui pure, come diceva Riccardo Lombardi, bisogna fare a cazzotti, ma è un lungo elenco di occupanti del potere che dalla caccia al «negro», che magari personalmente non approvano, ottengono la pace sociale e la distrazione di massa. Una sinistra senza un nemico è fuori dalla storia. Dalla storia abbiamo capito che non si fanno le rivoluzioni, che democrazia e socialismo o vanno assieme o il socialismo muore, ma per cambiare bisogna puntare in alto. L’Italietta di Salvini e Di Maio dura poco. Rendiamogli la vita difficile, facciamogli politicamente del male ma guardiamo al dopo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso