Oktoberfest (12)
18 Settembre Set 2017 1813 18 settembre 2017

Oktoberfest: storia, birra e cifre della fiera più grande del mondo

Il 16 settembre ha preso il via il più famoso festival della birra. Gli oltre sei milioni di visitatori attesi consumeranno sette milioni di boccali. E dire che tutto era iniziato con una corsa di cavalli...

  • Francesco Bertolino
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«O' Zapft is», è stappata. Con queste parole, ogni anno, il sindaco di Monaco di Baviera dà inizio all’Oktoberfest, spillando il primo di una serie infinita di boccali di birra. Il rituale si è puntualmente ripetuto il 16 settembre 2017, quando Dieter Reiter ha inaugurato la 184esima edizione della fiera più grande del mondo. Il festival dura fino al 3 ottobre e dovrebbe attirare oltre sei milioni di visitatori, fra cui molti italiani. Una breve guida a storia, numeri e tradizioni dell’Oktoberfest.

Il sindaco di Monaco Dieter Reiter dà il via all'Oktoberfest spillando la prima birra.

1. La storia: un imprenditore italiano inventò la festa

C’è molta Italia nell’Oktoberfest. Non solo perché quasi il 20% dei visitatori della festa della birra proviene dal nostro Paese. Ma soprattutto perché a inventare l’Oktoberfest nel 1810 fu proprio un italiano, il banchiere e imprenditore trentino Andrea Michele Dall’Armi. In origine, però, l’anima del festival non era la birra, ma la coppia reale composta dal principe ereditario Ludovio I di Baviera e la principessa Teresa di Sassonia.

UNA CORSA DI CAVALLI. Il primo Oktoberfest, infatti, fu organizzato il 17 ottobre 1810 per festeggiare il matrimonio fra i due rampolli: in onore dell’erede al trono bavarese Dall’Armi organizzò una corsa di cavalli. Più di 40 mila spettatori si radunarono sulla Theresienhöhe, l’altura di Teresa, per assistere alla gara, dissetandosi con le birre offerte dalla famiglia reale. Da allora, l’Okotberfest venne organizzato ogni anno fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Progressivamente, la corsa di cavalli perse centralità, fino ad essere ufficialmente abolita dopo la Seconda guerra mondiale. Un’altra attrazione, nel frattempo, aveva conquistato i cuori - e le gole - dei bavaresi: la birra.

2. La birra: sette milioni di litri versati ogni anno

Qualche dato. Ogni anno all’Oktoberfest vengono spillati sette milioni di litri di birra che corrispondono ad altrettanti milioni di boccali. Si calcola che un barista bavarese sia in grado di riempire un mass, il boccale bavarese, in meno di un secondo e mezzo. Nel 2017 un bicchiere costa 10,95 euro, con aumento di 25 centesimi rispetto al 2016. Il che, secondo le stime, può fruttare agli organizzatori più di 75 milioni di euro. Abbastanza per compensare i 130 mila boccali che di media ogni anno “spariscono” dagli stand.

Oktoberfest: birra e soldi a fiumi

Nei capannoni dell’Oktoberfest sono solo sei i produttori autorizzati, tutti rigorosamente con sede a Monaco: Paulaner, Augustiner, Hacker-Pschorr, Spaten-Franziskaner, Hofbräu München e Löwenbräu. La birra servita è di tipo Märzen: è prodotta a marzo - da cui il nome - e per resistere fino all’Oktoberfest ha un tenore alcolico superiore alla media (intorno ai 6 gradi).

NEL 2010 UNIONE SPECIALE. Nel 2010, in occasione dei 200 anni dalla prima edizione dell’Oktoberfest, le sei fabbriche bavaresi unirono le forze per realizzare una birra scura speciale secondo i dettami di una ricetta tradizionale del XIX secolo. I boccali riempiti con questa bevanda erano privi di marchio e contrassegnati dalla sola scritta “Birra di Monaco”.

Visitatori a caccia di birra.

3. Ordine pubblico: ogni anno più di 600 intossicazioni da alcol

Come a ogni fiera alcolica che si rispetti, c’è sempre chi esagera. Si calcola che ogni anno fra i 600 e gli 800 visitatori concludano il loro Oktoberfest in un letto di ospedale per intossicazioni alcoliche. Non tutti raggiungono lo stato di incoscienza: per le sbronze minori la Croce rossa ha allestito una tenda di primo soccorso che ogni anno si prende cura di più di 7 mila appassionati (troppo) di birra.

PARIS HILTON ALLONTANATA. Per scongiurare gli eccessi sempre più frequenti, gli organizzatori hanno assoldato un servizio di sicurezza molto severo. I buttafuori non fanno complimenti. Nel 2006 Paris Hilton è stata bandita a vita dall’Oktoberfest. Il motivo? Senza accordarsi previamente con l’organizzazione, l’ereditiera dell’omonima catena di hotel di lusso aveva iniziato a promuovere il suo nuovo prodotto negli stand della fiera birraia più famosa del mondo: il prosecco in lattina.

ANCHE EINSTEIN COLLABORÒ. L’Oktoberfest ha portato miglior fortuna a un inventore decisamente più geniale: nel 1896 un giovane Albert Einstein collaborò come elettricista alla costruzione dei tendoni del festival. L’alcol, si sa, aiuta a dimenticare, anche quando sarebbe meglio non farlo: all’ufficio degli oggetti smarriti si possono trovare chiavi, portafogli, cellulari, documenti (i classici), ma anche due anelli di matrimonio, una dentiera, una matita gigante e un segway.

4. Le giostre: pulci ammaestrate e finte decapitazioni

L’Oktoberfest non è solo birra. Fin dalle origini fra le attrazioni non possono mancare le giostre. La più celebre è senza dubbio una ruota panoramica installata nel 1880, alta 48 metri e gestita da 80 anni dalla stessa famiglia. Lo schichtl è un’altra attrazione storica, presente sin dal 1869. Prende il nome dal suo creatore Michael August Schichtl, un prestigiatore che destò lo stupore del pubblico esibendosi nella “Decapitazione con ghigliottina”. Il numero viene ripetuto ogni anno e per l’esibizione la vittima viene scelta fra il pubblico: finora, più di 9 mila visitatori hanno perso la testa (l’alcol non c’entra stavolta). Un’altra tradizione tipica dell’Oktoberfest è il circo delle pulci, l’ultimo nel suo genere ancora in attività: nel flohzirkus gli insetti ammaestrati suonano carillon, partecipano a corse di carri e giocano a calcio.

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