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19 Settembre Set 2017 1425 19 settembre 2017

Cecenia, il piano anti-divorzi e la discriminazione femminile

Kadyrov ha lanciato un programma per rinsaldare forzosamente i matrimoni falliti. In due mesi, 948 coppie sono state riunite. Se non ci riesce il mullah, interviene la polizia. Le donne? Non hanno diritto di scelta.

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Se non ci fosse la firma del primo ministro ceceno, Ramzan Kadyrov, sembrerebbe la trama di uno sgangherato film comico. Invece non c'è proprio nulla nulla da ridere. Perché tutto viene gestito con il pugno di ferro dei militari. Il nuovo piano per la famiglia, varato dal governo ceceno a inizio luglio 2017, prevede un apposito programma per rinsaldare le coppie divorziate. Come? Obbligando gli ex coniugi a vivere nuovamente assieme. Anche sotto l'occhio vigile della polizia, se necessario.

1. Il numeri del governo: 948 coppie "rinsaldate"

Nella televisione di Stato, il governo snocciola con enfasi i risultati conseguiti dal “Consiglio per l'armonia matrimoniale e delle relazioni familiari”. In nemmeno due mesi, 948 coppie scoppiate si sono giurate per la seconda volta amore eterno. E, mentre lo speaker lo annuncia, sullo sfondo scorrono le immagini delle famiglie che tentano il bis: madri che accudiscono i bimbi, bimbi che aiutano le madri, mariti che ammettono di aver sbagliato e promettono che non ripeteranno i loro errori. Sembra la sceneggiatura di un film di Woody Allen. Sorrisi se ne vedono pochi, in alcuni casi sfugge persino qualche lacrima, non si sa se di gioia o di disperazione. Quando l'inviato dell'emittente filo-governativa Grozny Tv mette il microfono con i colori nazionali sotto il naso dei coniugi, tutti si dichiarano entusiasti dell'iniziativa, soprattutto per i figli. Ed è al loro benessere che il governo dice di guardare con questo piano di riavvicinamento.

2. Le parole di Kadyrov: un piano per sottrarre i bambini al terrore

Fonti governative sottolineano che il progetto, voluto da Kadyrov in persona, è stato accolto con eccitazione dai divorziati ceceni, tanto che diverse centinaia di persone hanno subito messo da parte rancori e dissensi pur di rispondere alla chiamata dell'amato leader. Secondo Kadyrov, i bambini ceceni hanno bisogno di crescere all'interno di un matrimonio felice per essere «normali» e non cadere vittima delle menzogne dei terroristi che reclutano proprio i più giovani tra le loro file. Sempre Kadyrov ha dichiarato che solo il 5-6% dei figli dei genitori separati può dirsi «normale», gli altri manifesterebbero turbe che possono mettere a rischio il Paese stesso. Dunque bisogna riconciliarsi, per amore dei propri figli e della Cecenia.

3. Il ruolo del mullah: consulente matrimoniale, e se non funziona...

Gli ex coniugi che decidono di tornare a vivere assieme devono rivolgersi al “Consiglio per l'armonia matrimoniale e delle relazioni familiari” anche se, nella realtà, sembra che avvenga più frequentemente l'inverso, cioè che siano i consiglieri a contattare i divorziati. Il fascicolo passa poi nelle mani di un mullah (un esperto di teologia dell'Islam e della sharīʿa, la legge islamica, dato che la Cecenia è a maggioranza musulmana) che seguirà da vicino la coppia, organizzando degli incontri al fine di eliminare quei dissidi che hanno portato alla rottura del legame matrimoniale. Sembra insomma una sorta di consulente matrimoniale governativo. Nel caso non bastasse, riporta il New York Times, la polizia è comunque pronta a intervenire per convincere anche gli ex coniugi più restii.

4. La brigata matrimoniale: una task force per evitare condotte indecorose

Non è la prima volta che in Cecenia viene istituita una task force della polizia per sedare i dissidi familiari. Nel 2016 era stata infatti istituita la “brigata matrimoniale” che aveva però principalmente il compito opposto: evitare che durante i matrimoni scoppiassero risse a causa dell'alcol e venissero esplosi colpi d'arma da fuoco. Il ministero della Cultura regionale aveva motivato la nascita del corpo speciale con la necessità di bloccare condotte indecorose che avvenivano con sempre maggior frequenza durante i festeggiamenti quali, ad esempio, lo scambio delle partner. In realtà, leggendo tra le righe del comunicato governativo («La finalità è reprimere qualsiasi forma di manifestazione di un abito non consono alla mentalità e alle tradizioni nazionali […] bloccare ubriachezza e movimenti indecorosi durante i balli nuziali») si è voluto imporre un rigido controllo sulla forma della cerimonia e, sopratutto, sul comportamento della donna, in ottemperanza alle disposizioni della sharīʿa, introdotta con la forza da Kadyrov nel 2010.

5. La condizione delle donne: l'amore libero è un'utopia

La Cecenia non è certo un posto in cui sia possibile esprimere liberamente il proprio amore. Nel 2015 aveva fatto il giro del mondo la storia di Kheda Goilabieva, la sposa triste, come era stata soprannominata dai media. La ragazza, di soli 17 anni, era stata costretta a sposare Nazhud Gucigov di 56, che però aveva avuto la dispensa governativa di ringiovanirsi di 10 e, infatti, prima delle nozze aveva dichiarato alla stampa cecena di averne 46. Lei di umili origini, lui potente e corrotto – dicono - capo della polizia, nonché grande amico di Kadyrov. Secondo quanto aveva denunciato la giornalista di Novaia Gazeta, Ielena Milashina, il burocrate, invaghitosi della ragazza, aveva preteso che la famiglia gliela cedesse al compimento del diciassettesimo anno. E così è stato.

VIETATO USARE WHATSAPP. L'uomo, già sposato, ha potuto contrarre un nuovo matrimonio proprio sulla base della legge islamica. La poligamia è vietata dalla legge federale russa, ma di fatto incoraggiata nell'enclave islamica cecena. Da quando Kadyrov ha introdotto la sharīʿa, la condizione della donna nella regione è peggiorata notevolmente: oltre all'obbligo del velo e alla totale subalternità al marito, è stato infatti inserito nel codice penale il delitto all'onore che punisce persino le condotte delle divorziate. Lo stesso Kadyrov aveva invitato i mariti a vietare alle mogli «di uscire di casa e di usare Whatsapp» per il benessere dell'armonia familiare.

6. La repressione degli omosessuali: per «depurare il sangue ceceno»

Ramzan Kadyrov, succeduto nel 2005 al padre alla guida della Regione in qualità di luogotenente di Vladimir Putin, oltre a e essere accusato di aver ordito gli omicidi della giornalista Anna Politkovskaja, nel 2006, e dell’attivista per i diritti umani Natalya Estemirova, nel 2009, ha iniziato da diversi anni una folle persecuzione degli omosessuali. Il 15 luglio 2017, all'emittente statunitense Hbo, ha dichiarato: «Non ci sono gay in Cecenia, e se ci sono, portateli via in Canada, per grazia di Allah, lontano da noi, per depurare il sangue del popolo ceceno», rispedendo al mittente le accuse di tortura e omicidio nei confronti degli omosessuali. Quindi, si era rivolto ai gay ceceni fuggiti dal Paese denunciando raid, deportazioni e persino la reclusione in veri e propri campi di prigionia: «Sono il diavolo, dobbiamo sbarazzarci di loro, non sono uomini. Dio li punirà per quello di cui ci accusano. Dovranno risponderne davanti all’Onnipotente».

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