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Pd, Rosatellum bis in Senato
21 Settembre Set 2017 0900 21 settembre 2017

Violenza ostetrica, il parto più lungo sarà quello legislativo

Ogni anno la bilancia demografica perde 20 mila fratellini che non nasceranno. Una legge che istituisca il reato è stata presentata un anno fa. Ma a conoscere certi senatori la strada si annuncia molto tortuosa.

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«Hai goduto? Adesso soffri»: forse le suore che apostrofavano così le donne che urlavano per il dolore in sala parto non sono finite tutte all’inferno, ma se, come diceva papa Luciani, «Dio è madre», qualche decennio di purgatorio se lo sono beccato di sicuro. E lo meriterebbero anche tutti gli operatori sanitari che per incuria, insensibilità, impreparazione o disprezzo per le pazienti e per le donne in generale, continuano a trasformare uno dei momenti più grandiosi ed empowering della vita dell’essere umano femmina in un’altra declinazione della violenza di genere - ed è difficile immaginarne una più di genere di quella che colpisce una donna mentre partorisce.

UN RAPPORTO CHOC. I risultati della ricerca promossa dall’Osservatorio sulla violenza ostetrica (OVOItalia) su 5 milioni di mamme italiane fanno rizzare i capelli: almeno un quinto delle primipare ha subito un qualche tipo di maltrattamento, fisico o psicologico, da un’inutile episiotomia (taglio del perineo) all’umiliazione verbale, dalla terapia del dolore negata all’obbligo a travagliare e partorire in posizione ginecologica, scomoda e controproducente per la meccanica del parto, dal cesareo d’ufficio alla separazione immotivata dal neonato. Aggiungiamo la mancanza di privacy in momenti delicatissimi, e la solitudine e la mancanza di sostegno e informazioni sull’allattamento e la cura del bambino: la somma è un’esperienza traumatica alla quale almeno un 6% di donne dice «mai più». Secondo la ricerca, ogni anno lo choc ostetrico costa alla nostra bilancia demografica 20 mila fratellini che non nasceranno.

C'È VOLUTA UNA CAMPAGNA SOCIAL. C’è voluta la campagna social #bastatacere di OVOItalia per rendere protesta e testimonianza gli sfoghi-horror che finora non uscivano dai capannelli di neo-mamme al parco o nell’anticamera del pediatra. Perché il sequel dell’«hai goduto? Adesso soffri» è «l’hai avuto il bambino? Adesso taci». Taci e dimentica quelle ore in cui sei stata trattata peggio di una mucca o di una cagna (c’è più sensibilità in certi veterinari che in certi medici e paramedici). Una legge per riconoscere il reato di violenza ostetrica è stata presentata in Parlamento più di un anno fa, ma il parto legislativo si prospetta lungo e difficile: se ci sono senatori convinti che gli stupri derivino dal desiderio istintivo e primordiale, ce ne sarà più di uno convinto che l’episiotomia sia un giochino sadomaso stile Cinquanta sfumature.

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