Dai che è verde

Papa Filippine
25 Settembre Set 2017 0921 25 settembre 2017

L'amore secondo i teo-con: danno dell'eretico al papa perché «gli vogliono bene»

Un duro documento accusa Francesco di sette eresie riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti. La prossima volta gli «mostreranno gli strumenti» come a Galileo?

  • ...

Le cose andarono così anche 500 anni fa: le famose 95 tesi di Lutero non furono affisse sul portale della chiesa del castello di Wittemberg, come vuole la leggenda, ma pubblicate dopo che erano state inviate privatamente per lettera alle gerarchie ecclesiastiche senza ricevere risposta. Stessa cosa per la lettera con cui 62 illustri esponenti del cattolicesimo conservatore hanno accusato il papa di essere sette volte eretico, «con atti, parole e omissioni»: spedita all’interessato il 16 luglio, è rimasta inevasa ed è stata diffusa online.

L'ERESIA DEL PAPA? L'INDULGENZA VERSO I DIVORZIATI. Anche il web, come le chiese, ha i suoi portali, e chissà se www.correctiofilialis.org passerà alla storia come quello della Schlosskirche di Wittemberg. Le sette eresie attribuite a papa Francesco non riguardano però la vendita delle indulgenze, sulla quale catto-conservatori come Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, potrebbero anche chiudere un occhio, ma una particolare indulgenza: quella mostrata da Bergoglio verso i divorziati risposati, condizione che nell’enciclica Amoris Laetitiae non è più automaticamente considerata l’anticamera del girone infernale dei lussuriosi, anzi, non preclude l’accesso ai sacramenti.

Ora, questo ha fatto girare vorticosamente i santissimi ai teo-con cattolici, che, alla faccia dell’infallibilità, con dovizia di citazioni dalle Scritture rampognano il papa manco fosse un chierichetto pasticcione: «Santo Padre, il ministero petrino non Le è stato affidato perché Lei imponga strane dottrine ai fedeli», dottrine che «tendono di per se stesse alla profanazione di tutti i sacramenti e alla sovversione della Legge di Dio». Parole pesantucce, in seguito prudentemente minimizzate da Gotti Tedeschi come «atto devoto, invito alla riflessione» da parte di uno che «al Papa gli vuole bene».

C'È CHI CHIAMA IL PAPA VICARIO DELL'ANTICRISTO. Caspita, e se gli voleva male? Gli faceva «vedere gli strumenti», come all’eretico Galileo? Vabbè che in Rete su papa Francesco si legge ben di peggio: c’è chi lo chiama vicario dell’Anticristo, chi gli addebita oscure cospirazioni attuate «con modi sudamericani e gesuitici» per allontanare la Chiesa dal Vangelo e avvicinarla ai divorziati e ai gay. Gli indizi della sua complicità con Belzebù sono evidenti: perché nelle Filippine ha salutato i fedeli facendo le corna? Perché non si inginocchia mai durante la consacrazione della Messa? E perché nessuno lo ha mai sentito pronunciare la tradizionale formula «sia lodato Gesù Cristo?» Proviamo a rispondere, nell’ordine: le corna nel linguaggio dei segni filippino significano «ti amo», come gli aveva insegnato un prelato locale; a una certa età ci si inginocchia solo se si è certi di potersi rialzare; e quanto al «sia lodato Gesù Cristo», forse papa Francesco teme che tutto il Vaticano gli risponda in coro «qui nessuno l’ha mai visto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso