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SOCIETÀ
23 Ottobre Ott 2017 1045 23 ottobre 2017

Ricerca australiana: «Figli di coppie gay crescono come i coetanei»

Secondo l'Università di Melbourne, il benessere dei bambini non dipende dall'orientamento sessuale dei genitori. Ma dalla qualità delle relazioni all'interno della famiglia e della società.

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Un'esauriente ricerca internazionale dell'Università di Melbourne mostra che a livello emotivo, sociale ed educativo i figli delle coppie gay sono nelle stesse condizioni dei loro coetanei figli di coppie eterosessuali. La ricerca, pubblicata sul Medical Journal of Australia, cita un'analisi del 2017 di 79 studi, una del 2014 di 40 studi e una del 2013 di 33 studi. La pubblicazione arriva mentre si avvicina la scadenza del sondaggio postale, organizzato dal governo di Canberra, sulla legalizzazione dei matrimoni gay. Il termine ultimo per rispondere è il 7 novembre.

LA PERICOLOSITÀ DEI MESSAGGI OMOFOBICI. «Un rischio accresciuto per la salute dell'intera comunità LGBTIQ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali, queer, ndr)», affermano quindi i ricercatori, non dipende dall'orientamento sessuale dei genitori. Quanto piuttosto «dai messaggi omofobici, come quelli della campagna per il no nella consultazione». Insomma, come recita il titolo della ricerca: «I bambini sono ok: è la discriminazione, non i genitori dello stesso sesso, a danneggiare i figli».

I FATTORI CHE CONDIZIONANO LO SVILUPPO DEI BAMBINI. Uno dei principali argomenti della campagna per il no, secondo cui i bambini avrebbero bisogno di una madre e di un padre per crescere bene, mentre i figli di genitori gay sarebbero trascurati o esposti a rischi maggiori, viene contraddetto dalla ricerca. Così come l'idea che legalizzare i matrimoni gay renderebbe i figli 'sessualizzati' prematuramente a scuola o nella comunità. Scrivono ancora i ricercatori dell'Università di Melbourne: «Sono le modalità familiari, l'affetto dei genitori e la qualità delle relazioni entro la famiglia, piuttosto che le strutture familiari, a condizionare il benessere e lo sviluppo positivo dei bambini».

VITTIME DELLO STIGMA. La ricerca sottolinea inoltre come i giovani che esprimono diversità di orientamento sessuale o di identità di genere subiscano alti tassi di afflizione psicologica, con maggiori rischi per la salute mentale e il compimento di atti autolesionistici, fino al suicidio. Una piaga «largamente dovuta alle molestie, allo stigma e alla discriminazione che gli individui e le comunità LGBTIQ subiscono nella nostra società», concludono gli studiosi.

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