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LA MODA CHE CAMBIA 29 Ottobre Ott 2017 0900 29 ottobre 2017

Quelli che invece di lamentarsi si reinventano la vita

Da Stefano Belisari, l’Elio senza le Storie Tese di prossima dissoluzione, agli ultra 50enni più comuni: è confortante immaginare che possa esservi una seconda opportunità professionale. Anche dopo 35 anni passati dietro una scrivania.

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«Allora cari bambini siete pronti?», scandisce Stefano Belisari, l’Elio senza le Storie Tese di prossima dissoluzione (il concerto d’addio è previsto per il 19 dicembre al Forum di Assago), al pubblico di docenti, signore modestamente in ghingheri e studenti disincantati ma segretamente entusiasti che affolla l’Aula Magna della Sapienza per la prima assoluta di un progetto musicale destinato a girare l’Italia.

RILETTURA ORIGINALE DEL FLAUTO MAGICO. Signore lusingate, risatine fra i più giovani. Sotto al celeberrimo affresco dipinto da Mario Sironi negli anni del fascismo, celebrativo delle arti e parecchio anche di certi simboli che vennero occultati dal Siviero dopo il 1945, al momento visibile solo in effigie causa restauro (si attende con ansia il disvelamento dell’opera il prossimo 23 novembre alla presenza del presidente Mattarella per festeggiare l’invincibile impulso filologico degli storici dell’arte contro i Torquemada abborracciati di questi momenti correttamente confusi), va in scena una rilettura originale del Flauto Magico, l’esoterico singspiel di Wolfgang Amadé Mozart su libretto di Emanuel Schikaneder che diede anche panni e piume al primo Pagapeno.

GRAZIA DIVERTITA NEL NARRARE. Un po' come Elio d’altronde che, su riscrittura narrativa di Vivian Lamarque e parti originali del libretto, vi riveste il doppio ruolo di narratore e baritono in completo formale ma rosso fuoco. Come ovvio, dal punto di vista strettamente vocale Stefano-Elio non regge il confronto con la soprano che interpreta tutte le parti femminili; eppure la sua voce di interprete leggero, e la sua grazia divertita nel narrare, la gioia nel «ricondurre il pubblico alla bellezza della musica classica» si sposano con armonia sia con i trilli della Regina della Notte, sia con l’impeccabile trascrizione della partitura originale per oboe, violino, viola e violoncello a cura di F.J. Rosinack.

LA STORIA SI EVOLVE. Lo spettacolo, introdotto dal mottetto Exsultate Jubilate, scorre insomma leggero, brioso e ricco di motteggi anche verbali. Non è il primo, nella carriera da solista di Stefano-Elio (qualche tempo fa portò per teatri e università Prokovief e Rossini), e di sicuro non sarà l’ultimo. Dopo trent’anni di carriera nella Terra dei cachi e limitrofi, sogna di riallacciare i legami fra il grande pubblico e la cosiddetta musica colta, e che poi Il Flauto Magico e Il Barbiere di Siviglia ai tempi del debutto rappresentassero una delle tante espressioni dell’intrattenimento popolare poco conta. La storia si evolve e nella vita si cambia, anche senza essere necessariamente artisti, creativi, musicisti come Elio.

Sempre più gente racconta di essersi reinventata una carriera, magari meno remunerativa ma più soddisfacente della prima.

È confortante immaginare che possa esservi una seconda vita professionale anche dopo trentacinque anni passati dietro una scrivania o un banco alle poste, e che questa seconda vita preveda qualche cosa di più stimolante del torneo di pesca o di burraco. Ascolto, ma leggo anche su Facebook, sempre più gente raccontare di essersi reinventata una carriera, magari meno remunerativa ma più soddisfacente della prima, una volta superati i 55 anni: qualcuno l’ha fatto perché costretto dalla riorganizzazione della propria azienda (nel linguaggio del politicamente ipocrita, l’equivalente di tagli e licenziamenti); qualcun altro per il puro desiderio di cambiare e, inevitabilmente, di rischiare, cioè di uscire dalla propria “comfort zone” come si dice adesso.

C'È CHI INVENTA APP. Poche ore fa, un lettore mi ha contattata attraverso Facebook (i social avranno forse annullato troppo le distanze esponendoci a pensieri e opinioni estranee a quelle del nostro gruppo di amici e colleghi, mandandoci non di rado fuori dai gangheri, ma come ovvio permettono anche scambi interessanti) raccontandomi di aver scritto di aver dato finalmente sfogo alla sua passione per i viaggi e la letteratura creando una app di successo. Trascrivo quanto mi ha scritto Gabriele, spero si divertirà se copio-incollo la sua mail entusiasta: «Sono stato amministratore di un poliambulatorio privato di Roma, ora ho venduto e ho messo su una società di web marketing. Ma ho il pallino dell'arte e della letteratura. Ho creato una app turistico-culturale per divertimento. Si chiama Italy Magic Travel; ne esistono due versioni, una anche gratuita, la scarichi. Poi ho scritto tre gialli storici , sempre per divertimento».

E CHI RECUPERA ANTICHI ULIVETI. Un'amica, ex manager di una grande azienda a rischio cedimento di nervi (arriva un’età in cui le sfuriate dell’amministratore delegato presuntuoso non si tollerano più, purtroppo), ha investito parte dei propri risparmi del recupero delle vigne e degli uliveti di famiglia in Puglia che rischiavano di andare perduti, stiamo parlando di un piccolo podere, non del Tavoliere, e ha chiamato a raccolta i figli e nipoti disposti a darle una mano nei momenti topici dell’anno, di cui questo è uno. Mi racconta di aver appena terminato la raccolta delle olive, a mano «perché con quella macchina scuoti alberi» le sembra di fare del male alle piante. Rivende alla cooperativa, senza guadagnarci moltissimo ma anche senza rimetterci. Sta all’aria aperta, si diverte e ha guadagnato in umore e salute.

AUMENTA LA FREQUENZA AI CORSI PER LA TERZA ETÀ. Lo so, messa in questi termini sembra un’opzione possibile solo per chi abbia goduto di importanti carriere e grandi soddisfazioni, e possa vantare una solida cultura. Come ovvio, aver vissuto una prima vita lavorativa, e magari personale, molto ricca e piena non può che favorire la voglia e le opportunità di svilupparne una seconda: se, purtroppo, solo tre studenti su dieci si iscrivono all’università, è invece in costante aumento la frequenza dei corsi per la terza età, ed è pure in aumento, grazie ai fondi stanziati dal governo e dalla Ue per agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto, l’apertura di nuove imprese fra gli ultra 50enni. Artigianato, commercio e e-commerce.

LE CHANCE OFFERTE DALLE REGIONI. Un paio di anni fa, la Regione Lombardia ha varato il piano di finanziamenti “Intraprendo” per start up varate da giovani under 35 e senior over 50. L’ultimo bando è appena scaduto, e si stanno vagliando le proposte, di cui le migliori verranno finanziate con una cifra variabile fra i 25 mila e i 65 mila euro, di cui il 90% a tasso agevolato e il 10% a fondo perduto. Un’analoga iniziativa è stata lanciata in Emilia Romagna, ma sono ormai poche le regioni a non offrire chance a chi voglia sperimentare nuovamente le proprie forze su terreni diversi da quelli conosciuti. Insomma, oltre alla voglia di rifarsi una vita, si intravvedono anche opportunità per farlo. E le stanno cogliendo in molti.

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