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ABILE A CHI?
4 Novembre Nov 2017 1400 04 novembre 2017

Sesso e disabilità, dietro le quinte di un calendario sui generis

Pure chi è in sedia a rotelle può essere avvenente o sexy. "Il riscatto di Afrodite" di Luxardo parla di questo: «Ho trovato la bellezza dove nessuno va a cercarla». Intervista alla fotografa e ai "modelli per un giorno".

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Il riscatto di Afrodite è già pronto e in attesa di essere appeso alla parete di quanti lo desidereranno. Si tratta del calendario Codacons 2018, prodotto dal Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell'Ambiente e la tutela dei diritti di utenti e Consumatori e realizzato dalla fotografa Tiziana Luxardo che ne ha curato la direzione artistica.

SESSUALITÀ SENZA PREGIUDIZI. «Collaboro con il Codacons da quattro anni», spiega Luxardo a Lettera43.it, «abbiamo fatto insieme varie campagne di denuncia, loro mi danno il tema e io lo sviluppo». L'obiettivo del progetto, nato dalla proposta del Comitato per i diritti civili delle prostitute, in collaborazione con il Disability Pride Italia è, innanzitutto, la difesa del diritto delle persone con disabilità di vivere la sessualità in modo soddisfacente e senza pregiudizi.

RICAVATO AL DISABILITY PRIDE. Il ricavato delle vendite finanzierà in parte il progetto Lovegiver di Maximiliano Ulivieri e in parte il Disability Pride. «La fotografia», continua Tiziana, «è la realizzazione artistica di un concetto che si vuole esprimere, è l'arte visiva che permette di catturare con il taglio e la luce, emozioni...».

Quando le chiedo cosa l'ha spinta ad accettare di lavorare a questo progetto, risponde: «Sono stata attratta dal fatto che non ero consapevole di un disagio così importante, dovevo assolutamente comunicarlo con l'unico mezzo che ho... la macchina fotografica».

RIVOLUZIONE DEI CANONI DI BELLEZZA. Il messaggio veicolato attraverso il calendario è che urge una rivoluzione dei canoni e dei criteri di bellezza e attrattività attualmente vigenti: è necessario allargare le maglie di ciò che consideriamo avvenente o sexy, per comprendere corpi e modi di approcciarsi fisicamente e sessualmente agli altri, differenti rispetto a quelli a cui siamo abituati.

CORPI CHE POTREBBERO FARE SCANDALO. Davanti all'obiettivo della macchina fotografica non ci sono modelli professionisti e “abili” ma gente comune, con disabilità. Mettersi a nudo non è facile, specialmente se non si è abituati a farlo per professione. Ancor di più se chi posa sa di avere un corpo che potrebbe suscitare scandalo.

Domando a Tiziana quali sono state le strategie che ha usato per far sentire a loro agio i modelli e come loro hanno vissuto l'esperienza. «Mettere a nudo le persone per me non è stato molto difficile», mi confida, «vengo da anni di ricerca figurativa sul nudo, è uscito anche un libro Maschio & Maskio. Credo che la professionalità e l'esperienza sia sufficiente per mettere a proprio agio le persone».

«RISVOLTI PSICOLOGICI NON FACILI». Del resto sul web i protagonisti di quest'esperienza, ripresi in un video, la commentano molto positivamente, seppure per qualcuno la nudità abbia comportato qualche imbarazzo iniziale. Vito, uno dei modelli, racconta: «Il fatto di mettersi a nudo fisicamente ha dei risvolti psicologici non facili, specialmente in una disabilità, per diversi motivi. Essere a proprio agio con il corpo non è semplice quando sei su una sedia a rotelle».

«MI ACCETTO COSÌ PER COME SONO». La vive diversamente Francesca: «Io non ho tanti problemi con il mio corpo, nonostante abbia mille cicatrici o le gambine magre perché non hanno più la muscolatura, un po' di pancetta, ma... son fatta così e quindi mi accetto per come sono».

Le parole di Pamela ci comunicato un vissuto ancora differente: «No, io non mi accetto molto, devo essere sincera. Ma non per il fatto della sedia a rotelle: quella, vabbè, ormai sono 20 anni che ce l'ho. Io sono più come Vito, mi vedo più flaccida, con la pancetta... e questa esperienza mi aiuterà non solo per mettermi in gioco, ma anche per farmi sentire più donna».

«ABBIAMO IL DIRITTO AL PIACERE». E a questo punto, oltre al riferimento alla dimensione personale, dà rilievo anche alla valenza sociale e politica della questione: «Anche noi abbiamo il diritto di vivere la nostra sessualità e con questo calendario spero che tutte quelli che ci vedono solo come persone in sedia a rotelle si possano ricredere e capire che anche noi invece abbiamo una vita sessuale e per noi è molto importante». Poi prosegue sfogandosi: «La maggior parte delle persone ci vede solo come disabili, punto. Il disabile non è più in grado di fare».

ALTRO CHE MANCANZA DI DESIDERIO. Le immagini del video scorrono e ricompare nuovamente Vito che ci dice: «Va sfatato il mito che il disabile non ha desiderio sessuale, che non ha voglia di fare l'amore, di avere un'avventura insomma». A provare soddisfazione per il percorso e l'esito del progetto non sono solo le modelle e i modelli, ma la fotografa stessa che, quando le chiedo quali sono state le difficoltà e i punti di forza del percorso, mi risponde: «Progetto difficile, argomento delicato, soprattutto per non farlo cadere in una visione pruriginosa. Volevo raccontar l'amore universale, spero di esserci riuscita. Ecco, questo è il punto di forza».

E quando le domando di raccontarmi cosa pensava rispetto alla vita sessuale di una persona con disabilità prima di entrare a contatto con questa realtà e che idea ne ha ora, ammette: «Con rammarico devo dire che fino a oggi non mi ero mai posta il problema della sessualità dei disabili e come me immagino tante altre persone, fino al momento in cui non vieni a conoscenza di alcune realtà. Sono felicissima di aver fatto questa esperienza e di aver trovato la bellezza dove nessuno la va a cercare».

«LA PIUMA COME UNA CAREZZA LEGGERA». Il leitmotiv del video promo del calendario è una piuma bianca che a tratti volteggia nell'aria, a tratti si posa, leggera, sui corpi nudi delle modelle e dei modelli. Chiedo a Tiziana di spiegarmi che significato ha. «La piuma rappresenta la carezza leggera sia dell'anima sia del corpo», mi spiega.

Bisogna trasformare la percezione che comunemente si ha della sessualità delle persone persone disabili da “sporca” e “pesante” a “bianca” e “leggera”. Come una piuma

E aggiunge: «Ho abbracciato questo progetto perché, per me, il motore della vita è l'amore. L'amore è tutto ciò che fa muovere le energie e questo non va negato a nessuno. Credo ci siano orizzonti e mai confini. È stato difficile, all'inizio, approcciarmi a questo progetto perché è un argomento molto delicato e quindi mi dovevo muovere in punta di piedi anche per non toccare la sensibilità. E, soprattutto, non sfruttare certe problematiche. Quindi, volevo essere una piuma».

UN CALENDARIO CON UNA MISSION. La parola “sessualità” abbinata al termine “disabilità” spesso, per il senso comune, assume i connotati di qualcosa di “sporco” e “pesante”. Ci auguriamo che Il riscatto di Afrodite, calendario Codacons 2018, contribuisca nel suo piccolo a trasformare la percezione che comunemente si ha della sessualità delle persone persone disabili, da “sporca” e “pesante” a “bianca” e “leggera”. Come una piuma.

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