Harvey Weinstein
LA MODA CHE CAMBIA
12 Novembre Nov 2017 0900 12 novembre 2017

Solo l'educazione delle madri può evitare altri Weinstein

Pietà per le cameriere ai piani, le lavapiatti e tutte le donne senza una voce. Che da questo tsunami di accuse guadagneranno niente. Perché l'atteggiamento predatorio il bambino maschio lo impara fin dall'infanzia. 

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Pietà per quelle donne che non avranno mai la possibilità di andare in televisione a denunciare un ipotetico regista per un palpeggiamento che forse era molestia e forse è stato tollerato e inghiottito con un sorriso, trent’anni fa, per non farsi sfuggire la buona occasione, ma dal quale ora si sente il bisogno di purificarsi.
Pietà per le immigrate che, per mantenere la famiglia lasciata chissà dove, subiscono angherie e stupri con la gonna in capo nelle cucine dei ristoranti dove ci rechiamo ogni sera dopo averne letto mirabilia sul quotidiano nazionale.
Pietà per quelle cameriere ai piani che di recente, a New York, hanno adottato una divisa anti-stupro, perché di Dominique Strauss Kahn si è molto parlato e scritto essendovi interesse politico nel farlo, ma dei milioni di commessi viaggiatori e manager di classe economy che acchiappano una ragazza con visto provvisorio per "rilassarsi" in vista della riunione si parlerà mai.

MAI PRESE IN CONSIDERAZIONE. Pietà per tutte queste donne che, nonostante le Asia Argento, le Miriana Trevisan che abbiamo scoperto essere stata un’attrice, le infinite studentesse che denunciano molestie forse avvenute davvero e che certamente hanno fatto bene a farlo ma che il trenta se lo sono comunque tenuto e al bando per il dottorato hanno risposto vincendolo e che ora resteranno a vita rose dal dubbio, non verranno mai ascoltate, mai prese in considerazione, e anzi dovranno continuare a tacere e forse verranno anzi molestate in modo ancora più feroce e minaccioso.
Perché una volta finito questo tsunami di aria e di merda, dove ogni giorno un nome importante di professore, attore, regista viene fatto per fatti risalenti ad anni dimenticati, forse per qualcuna qualche cosa sarà cambiato. Per infinite altre no.
E per un motivo che con la comunicazione e la denuncia, pur sacrosanta, ha nulla a che vedere.

Una volta finito questo tsunami di aria e di merda, dove ogni giorno un nome importante di professore, attore, regista viene fatto per fatti risalenti ad anni dimenticati, forse per qualcuna qualche cosa sarà cambiato. Per infinite altre no

La cosiddetta "educazione del maschio" deve infatti avvenire altrove, in un luogo solo, in un momento solo. A casa. In famiglia. A scuola. Un bambino deve imparare che cosa sia il rispetto dal proprio padre, nei fatti, ma soprattutto dalla propria madre.

EDUCATI A ESSERE PREDATORI. ino a quando continuerà il trattamento diverso fra fratelli maschi e femmine (anche cose banali come l'aiutare nelle piccole faccende di casa e nelle commissioni), fino a quando la madre continuerà a riservare un "trattamento speciale all’ometto di casa" servendogli personalmente il boccone migliore come duecento o trecento anni fa (frase ascoltata solo pochi giorni fa in Piemonte, la regione dell’Unità d’Italia), non è nemmeno pensabile che cambi quello che viene definito "l’atteggiamento predatorio". Perché il bambino impara a non considerarlo come tale, ma come un suo diritto, fin dall’infanzia.

FELICI DI SENTIRCI SFRUTTATE. Le donne, tutte, dovrebbero analizzare i propri comportamenti nel riguardo del marito e dei figli maschi. Ripensare alle parole, alle moine, al "servizio permanente effettivo" che garantiscono anche senza richiesta, alle camicie stirate e portate a casa del figlio "poverino tanto solo", alle battute acide e gelose nei riguardi delle fidanzate, a tutte quelle infinite, piccole miserie di cui le donne si rendono protagoniste ogni giorno, continuando a compiacere senza necessità, senza mai chiedere nulla in cambio, felici di sentirsi preziosamente sfruttate.
Una nota, per finire, anche ai maschi che, pure ieri sera a cena, hanno notato con tono dolente che "adesso anche una mano sulla spalla per dare conforto verrà scambiata per molestia". A loro vorrei dire di tranquillizzarsi e di "stare sereni", assolutamente: nessuna donna ha mai scambiato un gesto d’affetto per un'avance. Sappiamo distinguere. Anche se talvolta, diciamo ancora un altro sì che non vorremmo dire più.

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