Fashion
LA MODA CHE CAMBIA
25 Febbraio Feb 2018 0900 25 febbraio 2018

Milano Fashion Week 2018, quattro tendenze su cui ragionare

Giornaliste che esplorano il loro lato più creativo. Alessandro Michele "censurato" dai tg. Camicioni e cilici In nome di un falsissimo «rispetto delle tradizioni». E un pullulare di frange. Quattro suggestioni dalla Settimana della moda.

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Frange, teste tagliate, giornaliste-stiliste e femministe-imam. A ventiquattr’ore dalla fine della Fashion Week milanese (anche se temiamo che il vero evento della settimana non si sia tenuto a Milano ma si terrà lunedì a Roma, quando monsignor Ravasi e Anna Wintour presenteranno a un gruppo selezionato la nuova mostra del Fashion Institute del Metropolitan di New York, “Heavenly bodies”, colossale lavoro di ricerca su sacro cattolico e moda), suggestioni, news, tendenze da segnare e su cui ragionare.

1) I media sono in crisi? Le giornaliste entrano nel business della moda. E della musica

Qualcuna, come l’altissima, eccentrica e solare JJ Martin, ne ha fatto un business vero e proprio, al punto che la sua linea La Double J, partita qualche anno fa come collezione di capi vintage, si è trasformata in un brand di abiti lunghi, camicioni e accessori dalle stampe eccentriche e boho chic, conquistando i maggiori negozi di moda del mondo e, a Milano, la vetrina di Banner in via Sant’Andrea. Per altre, come Caterina Ruggeri di TgCom, da qualche mese titolare di una collezione di divertenti bracciali in cuoio, borchie, materiali inediti e forme volutamente rock, Krack, «è un piccolo sfogo creativo dopo tanti anni di servizi in prima linea». Per me, perdonate l’autocitazione, la Fashion Tee appena sviluppata dalla coppia di Sep T Shirt, è una prova di merchandising di origine libraria: «La moda è un mestiere da duri» (Rizzoli), si può anche indossare, con uno scollo a barchetta molto valorizzante. Vederla in vetrina da Rizzoli Galleria e anche alla Tenda di via Solferino fa riflettere sulle declinazioni possibili della scrittura e anche della propria esistenza.

ALLA RICERCA DEL DIVERTIMENTO. Ma la verità è che per tante giornaliste di moda, società e lifestyle, pare arrivato il momento di esplorare il proprio lato più creativo e/o imprenditoriale, cercando il divertimento in un momento di grande cambiamento nel mondo dei media. Per esempio Francesca Delogu, brillantissima direttora di Cosmopolitan alla quale mi legano anni di vicinanza in un quotidiano, non ha smesso di suonare il pianoforte, di cui se ben ricordo possiede anche un diploma, ma ha imparato a suonare, molto bene, il basso, e la potete trovare nei locali jazz più di tendenza con i lunghi capelli biondi mentre accompagna o si lancia in coinvolgenti assolo. Come riesca a non cadere mai dai tacchi altissimi che indossa, credo, anche per farsi il caffè la mattina, è uno dei tratti più interessanti del personaggio in cui si trasforma sul palco.

2) Non sparate su Alessandro Michele. Perché i suoi “mostri” si trovano anche in Flaubert e Bosch

Qualche tg non ha voluto trasmettere la sfilata di Alessandro Michele per Gucci. Pare che i capiredattori abbiano trovato troppo forti le immagini della sala operatoria riprodotta nella sede dell’azienda in via mecenate, ma che soprattutto non abbiano gradito le riproduzioni di sorprendente naturalezza delle teste di alcuni modelli, portate sottobraccio dai modelli stessi e sviluppate con uno studio creativo che lavora per Hollywood, il Makinarium di Roma. Se devo dirvela tutta, io trovo ben più agghiaccianti le immagini degli ultimi raid di Assad su Damasco e mi ha spezzato il cuore vedere un padre stringersi al petto il proprio bambino morto e già avvolto nel sudario come la Cecilia manzoniana, ma restiamo sulla moda e le riproduzioni delle teste e i cuccioli di drago.

I RITI DELL'ANTICA SPARTA. Sinceramente, non so che ci vadano a fare tanti studenti al liceo classico, se poi crescendo dimenticano i dipinti di Bosch, le visioni apocalittiche delle Tentazioni di sant’Antonio di Gustave Flaubert, Byron e tutti gli scrittori cosiddetti classici che, in un momento o l’altro della loro esistenza, hanno esplorato il male di vivere e i turbamenti adolescenziali o senili. Chiunque di noi ha pensato di esplorare identità diverse dalla propria, di calarsi nei panni dell’altro sesso e di possederne addirittura gli attributi sessuali. Nell’antica Sparta era addirittura un rito, che si compiva nei giorni successivi al matrimonio. Se certi professori sapessero trovare le evidenti relazioni e gli infiniti collegamenti fra passato e presente, forse non avrebbero classi di svogliati.

3) Arrivano le femministe-Imam: abbiamo davvero visto tutto

Con tutto quello che ci sarebbe da dire sulle oppressioni che subiscono le donne nel mondo, pare che ultimamente le signore dei paesi culturalmente avanzati abbiano deciso di tacere su velo, burqa in nome di un falsissimo e inesistente «rispetto delle tradizioni» e di imporre invece alle proprie simili ogni sorta di camicioni e cilici. Avrete certamente letto le battute contro l’abito scelto da Jennifer Lawrence per promuovere il suo nuovo film Red Sparrow, uno spettacolare fourreau Versace ripreso dal mitico modello indossato venticinque anni fa da Liz Hurley, in una Londra spazzata da vento e freddo.

NON IMPONETECI LE PALANDRANE. La signorina sa di certo difendersi da sola, visto che alle accuse di «volersi mettere in mostra nonostante il freddo» ha ribattuto via Twitter che mai avrebbe coperto «quel vestito favoloso con una sciarpa e un cappotto» e di essere uscita sulla terrazza del Corinthia Hotel «solo per cinque minuti e per farsi le foto», ma si vorrebbe ricordare a questa nuova ondata di femminismo ideologicamente periclitante, che voler imporre l’abito politicamente corretto è sessista, una mossa del tutto simile a quella adottata dagli imam nei paesi islamici. Le nostre nonne, e anche noi, abbiamo lottato per liberare il corpo femminile, per rendere ogni donna libera di scegliere che cosa farne. Se ce l’ha bello, meglio per lei. Voi della sorellanza del buoncostume, rassegnatevi. Se volete coprirvi con le palandrane, liberissime di farlo. Senza però imporlo a chi non la pensa come voi. In caso contrario, Riyhad vi attende a braccia aperte. Saluti.

4) Frange, frange ovunque. E in tutti i materiali possibili

Se avete qualche dubbio su cosa andrà sicuramente di moda la prossima stagione, orientatevi sulle frange e non sbaglierete. I cappotti di mohair e orsetto di Max Mara, i cappottini in pelle di Giorgio Armani, gli abiti in spettacolari lamelle/frange plastiche e in colori fluo di Prada, le cagoule in tripoline di perline di Gucci. Ovunque le metterete, le frange accompagneranno i vostri passi.

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