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LA MODA CHE CAMBIA
15 Aprile Apr 2018 0900 15 aprile 2018

Salone del Mobile 2018, dieci cose da vedere

Non sono oggetti o, per meglio dire, non lo sono necessariamente. Sono idee. Spunti per vivere, ma soprattutto per pensare. Li abbiamo scelti solo per questo, e ce ne assumiamo ogni responsabilità.

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Quando a Milano sfila la moda, null’altro accade. Chi deve, vuole o può, parla di vestiti, di modelle e di direzioni creative. Gli altri settori produttivi o creativi, servizi esclusi, si fanno i fatti propri, in attesa del loro momento di gloria. Quando a Milano c’è il Salone del Mobile (scusate, trovo l’espressione “Design Week” molto provinciale; per di più sono cresciuta negli anni in cui Gio Ponti e Vico Magistretti venivano intervistati sulla Rete Nazionale e, pur essendo entrambi molto internazionali, dicevano proprio “Salone”), moda, turismo, cibo e anche la vostra portinaia e il pizzicagnolo sotto casa si sentono invece autorizzati a organizzare una presentazione e a servire due tartine e offendendosi mortalmente di una vostra eventuale, mancata presenza.

DIECI CHICCHE DA NON PERDERE. Chiunque di noi graviti attorno alla Madonnina ha ricevuto inviti all’imperdibile evento del niente pneumatico, del vuoto cosmico, del nulla totale: chiamate a perdere tempo ed energie, comprese quelle di chi organizza e che speriamo venga adeguatamente remunerato per lo sforzo di dover friggere l’aria e convincere un sacco di gente ad assaggiarla. Per questo, non avendo speciali partner, sponsor o utenti pubblicitari di cui valorizzare i manufatti, ma molti amici davvero meritevoli e tante idee circolanti che troviamo geniali, abbiamo scelto (cioè, ho scelto, grazie direttore Paolo Madron che mai metti bocca), i dieci che reputiamo migliori. Non sono oggetti o, per meglio dire, non lo sono necessariamente. Sono, appunto, idee. Spunti per vivere, ma soprattutto per pensare l’oggi e il futuro. Li abbiamo scelti solo per questo, e ce ne assumiamo ogni responsabilità.

1) Library in motion

Un libro alto cinque metri ideato da Dario Curatolo, nome di peso in Triennale, da sfogliare attraversandolo, con gli aforismi e i pensieri sulla cultura dei 123 comuni pugliesi che hanno partecipato all’operazione di rilancio delle Biblioteche di Comunità promossa dalla Regione. Cortile d’onore dell’Università Statale.

2) 3D Housing 05

Una casa di cento metri quadrati interamente stampata in 3D usando (se si vuole) anche materiale di riciclo, per esempio gli ecomostri abbattuti. Straordinaria intuizione di Massimiliano Locatelli con il supporto di CyBe, Italcementi e Arup. Technology meets humanity. (la casa, provvista di ogni dettaglio, è stata stampata in una settimana). Piazza Beccaria.

3) My dream home

Progetto fotografico-benefico di Elisabetta Illy e Stefano Guindani, il nome che ritrae le sfilate e festeggia la moda e la mondanità un po’ ovunque. Le foto delle due grandi firme sono magnificamente inserite in un’installazione di Piero Lissoni. Il progetto nasce a favore della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia onlus. Cortile d’onore dell’Università Statale.

Il Salone Internazionale del Mobile 2018 si terrà a Milano dal 17 al 22 aprile.

4) Simone Guidarelli walldesign

Se non siete una delle (decine di migliaia) di persone che seguono gli eccentrici fotomontaggi autocelebrativi quotidiani del famoso stylist (io ne vado pazza, mi rallegrano la giornata), potete però apprezzare la sua nuova linea di carta da parati deluxe: otto motivi ipnotici, altrettante combinazioni cromatiche romantiche e fresche, in una reinterpretazione dei disegni del Fondo Renzo Brandone. Via della Spiga 20.

5) Typecasting

Anche i mobili hanno una personalità: le favole la esplorano da centinaia di anni, dando vita ai sogni (e agli incubi) dei bambini. Per il Salone lo fa Roberto Stadler con Vitra, mettendo in mostra duecento pezzi come se fossero esseri umani. Rientrando in casa avrete in un altro sguardo. La Pelota, via Palermo.

6) Nendo. Forms of movement

C’è gente che segue ogni anno gli allestimenti dello studio giapponese con reverenza (ecco, non per personalizzare un’alta volta, ma…). Questa volta si percorre un labirinto misterioso esteso su 800 metri quadrati, per andare alle origini del design attraverso dieci concept sviluppati attorno al tema del movimento. Superstudio, via Tortona 27.

7) Monsters cabaret

Sììì, il burlesque come mezzo per raccontare forme e progettazione in modo eccitante (sul serio). In presentazione, le nuove idee di nomi come Alessandro Mendini e Daniel Libeskind per Lasvit, brand boemo di illuminazione e cristalli. Teatro Gerolamo, piazza Beccaria 8.

8 ) Hermesinthecity

Un’installazione effimera e diffusa per la nuova collezione di carte da parati e tappezzerie di Hermès in tre zone della città: un team di street artist (ovviamente elegantissimi) riprodurrà i motivi della nuova linea con i gessetti colorati sui marciapiedi e i selciati in tre zone della città. Quando camminate per via Brera, via della Spiga e la Triennale, guardate per terra. La notte porterà via i disegni, e la mattina se ne potranno ammirare di nuovi. Il design come estetica effimera.

9) Chez Nina

India Mahdavi, la designer più cool del momento (correre da Monoprix per i suoi oggetti per la tavola alla prima visita parigina), ha allestito un super club nello spazio della gallerista più elegante di Milano, Nina Yashar, usando pezzi creati ad hoc e arredi della sua sterminata collezione. Gli oggetti di meraviglia si possono sempre usare, anzi si deve. Nilufar Gallery, via della Spiga, 32.

10) Sul filo dello spazialismo. Esperienze tessili di Lucio Fontana

In mostra tre rari manufatti (fra cui “concetto spaziale”, realizzato nel 1954 dalla Manifattura JSA di Busto Arsizio in raso Dubarry in cotone e stampa serigrafica; “Galassia” realizzato nel 1955 per la Croff e pubblicato sulla copertina di Domus nel giugno del 1957), oltre a disegni e progetti, di proprietà del Museo del Tessuto di Prato e di privati. BIG (Borsa Italiana Gallery).

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