Anziani
19 Aprile Apr 2018 1125 19 aprile 2018

Italia, nel 2028 previsti 6,3 milioni di anziani non autonomi

La proiezione è del Rapporto Osservasalute 2017. il sistema assistenziale andrà incontro a «seri problemi», anche perché la rete degli aiuti familiari si va assottigliando.

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In soli 10 anni, ovvero nel 2028, si registrerà in Italia una popolazione anziana non autosufficiente pari a 6,3 milioni di persone. La proiezione è del Rapporto Osservasalute 2017. Nel 2028, tra gli over 65, le persone non in grado di svolgere le attività quotidiane per la cura di se stessi (dal lavarsi al mangiare) saranno circa 1,6 milioni, 100 mila in più rispetto a oggi. Mentre quelle con problemi di autonomia (preparare i pasti, gestire le medicine e le attività domestiche) arriveranno a 4,7 milioni, 700 mila in più.

L'ALLARME PER IL SISTEMA ASSISTENZIALE. Di qui l'allarme lanciato dal Rapporto: il sistema assistenziale andrà incontro a «seri problemi», anche perché la rete degli aiuti familiari si va assottigliando a causa della bassissima natalità che affligge il nostro Paese della precarietà dell'attuale mondo del lavoro, che non offre tutele ai familiari che si prendono cura dei "loro" vecchi.

IL TREND POTREBBE ESSERE UNA SOTTOSTIMA. Il trend, sottolinea il Rapporto pubblicato dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, è delineato «considerando l'andamento demografico di invecchiamento e gli attuali tassi di disabilità, ma i dati potrebbero rappresentare una sottostima».

PICCO DI ANZIANI IN LIGURIA. Più in generale, l'indagine segnala come diminuisca il numero degli abitanti in Italia, con oltre 1 italiano su 5 che ha più di 65 anni. Attualmente sono 6,6 milioni i 65-74enni (10,9%, con un picco del 12,7% in Liguria), 4,8 milioni i 75-84enni, 2 milioni gli over 84, con le donne che rappresentano la maggioranza (68%).

UNA RICHIESTA DI AIUTO. Attualmente, ben il 30,3% degli over 65 ha molta difficoltà o non è in grado di usare il telefono, prendere le medicine e gestire le risorse economiche, preparare i pasti, fare la spesa e svolgere attività domestiche. Da ciò, rileva il Rapporto, «si evince una richiesta di aiuto e una difficoltà di gestione della quotidianità».

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