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REGNO UNITO
18 Maggio Mag 2018 1314 18 maggio 2018

Royal wedding, la strana strategia mediatica di Kensington Palace

L'ufficio stampa reale, che seguì passo dopo passo Kate Middleton, ha abbandonato a se stessa la famiglia di Meghan Markle. Un'anomalia che fa discutere. E a Londra solleva qualche sospetto.

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da Londra

Cosa c’è di meglio di uno scandalo in famiglia all’alba di un grande debutto in società? Lo sanno bene gli aristocratici, da secoli abituati a fronteggiare tradimenti, malelingue, intrighi a corte e chi più ne ha più ne metta. Quello che sta succedendo in Gran Bretagna però, alla vigilia del matrimonio tra il principe Harry e l’ex attrice americana Meghan Markle, pare abbia sorpreso persino la famiglia reale inglese, ben navigata nel gestire lo scalpore a palazzo. Colpa degli strani parenti della futura sposa i quali, riportano alcuni giornali, fin dall’annuncio del fidanzamento di Meghan col duca di Sussex hanno cercato di guadagnare dalla popolarità della sorella, vendendosi alla stampa americana. Negli ultimi giorni però a Londra è iniziata a circolare un’altra teoria. E se invece fosse stata proprio la stampa a sfruttare la famiglia Markle, non abituata a cotanta attenzione mediatica? Come mai, d’altra parte, i famigliari di Meghan non sono stati avvisati, aiutati e guidati, nel difficile cammino che spetta agli affetti di tutti quelli che entrano a far parte della famiglia reale inglese? Perché i Markle sono stati abbandonati al loro destino dall’ufficio stampa di Kensington Palace?

UNA FAMIGLIA SUI GENERIS. Certo non si può negare che Meghan abbia parenti un po’ problematici. Non bastavano le critiche da parte della sorellastra Samantha, ex modella ora malata di sclerosi multipla («Ci hai lasciato tutti indietro, soprattutto papà che non sta bene»), e neanche le lettere aperte del fratellastro più grande Thomas Jr, in cui definisce la sorellina come «principessina viziata» e «il peggior errore che la famiglia reale possa fare»; la grana più grande con cui la futura duchessa deve fare i conti è il comportamento del padre. Ex tecnico di Hollywood, dopo essere andato in bancarotta nel 2016 si è ritirato a vita solitaria in Messico; nelle ultime settimane Thomas Markle ha prima detto che avrebbe accompagnato la figlia all’altare, poi si è tirato indietro, poi ha ricambiato idea, e infine ha confermato il 16 maggio che non sarà a Windsor per il matrimonio di Meghan a causa di un’improvvisa operazione al cuore.

Parte della stampa mondiale, però, ha indicato come vera causa dell’assenza del padre un servizio fotografico che il signor Markle avrebbe venduto ai giornali (guadagnandoci 100 mila dollari) in cui lui stesso appare impegnato a leggere un libro intitolato Images of Britain e a guardare delle foto di Meghan e Harry in un internet cafè. Le immagini, pubblicate dai tabloid di tutto il mondo, avrebbero fatto infuriare nientemeno che la Regina Elisabetta, con conseguente veto reale sulla presenza di Thomas a Windsor il 19 maggio. C’è però un altro punto di vista sulla vicenda, emerso dagli editoriali di alcuni giornali inglesi, come il Guardian e l’Independent, in cui il dito non viene puntato solo sulla famiglia Markle, che sfrutta la popolarità di Meghan per fare soldi. La colpa, piuttosto, sarebbe di quei paparazzi e giornalisti che, senza pietà, avrebbero tratto vantaggio dall’insicurezza di persone non abituate a gestire la popolarità.

NIENTE BLOG NÉ INSTAGRAM. Sebbene Meghan fosse già famosa in America grazie alla sua carriera di attrice, il proprio blog di lifestyle e l’oltre milione di follower che aveva su Insagram (prima il protocollo reale la obbligasse a chiudere l’uno e l’altro), l’attenzione mediatica che le è stata dedicata dall’annuncio della sua relazione col principle Harry è aumentata in modo esponenziale. Così anche i suoi parenti si sono trovati a essere pedinati dai paparazzi e poi intervistati in cambio di soldi. Tanto che mister Markle sarebbe stato convinto a partecipare all’incriminato servizio fotografico facendo leva sul suo goffo desiderio di rivendicare la propria immagine davanti al mondo: i giornali avevano sempre scelto delle pessime foto per ritrarlo e il 73enne invece voleva solo risultare presentabile, anche in onore di una figlia che sta per sposare un principe. Peccato che, una volta scoperto l’effetto boomerang della pubblicazione delle immagini, il suo cuore – già debole – abbia subito un brutto colpo, tanto da farlo finire in ospedale e fargli mancare il matrimonio di Meghan. Che gran pasticcio. Certo, un manuale di istruzioni in caso vostra figlia diventi principessa non è ancora stato scritto. O forse, sì?

Dopo che la tensione è salita alle stelle a pochi giorni dalle nozze, i giornalisti e gli utenti dei social media britannici hanno iniziato a chiedersi: ma l’ufficio stampa della famiglia reale, in tutto questo, che fine ha fatto? Di comunicati ufficiali da Kensington Palace ne sono arrivati pochi, tra cui uno in cui si annunciava che il papà di Meghan l’avrebbe accompagnata all’altare, e un altro (della stessa ex attrice) in cui si è confermato che Thomas non ce l’avrebbe fatta purtroppo a essere presente a causa delle cattive condizioni di salute. Per il resto non c’è stato nessun commento, né sarebbe stata fornita alcuna linea guida alla famiglia Markle su come comportarsi con la stampa o su come prepararsi per la prossima parentela con il re e la regina d’Inghilterra. Un trattamento diametralmente opposto a quello riservato ai genitori di Kate Middleton al tempo del fidanzamento della duchessa di Cambridge col principe William.

I MARKLE NON SONO I MIDDLETON. Sono lontani i giorni in cui gli inglesi si stupivano della parentela di un reale con una borghese qualsiasi, Kate, i cui pregi migliori erano una classe eccezionale, un’educazione d’eccellenza, e una madre ossessionata coi rampolli di sangue blu. L’arrivo di Meghan come fidanzata di Harry ha sparigliato tutte le carte: americana, attrice, divorziata e di razza mista; madre istruttrice di yoga, padre pensionato di Hollywood, a loro volta divorziati. Una combinazione scottante da cui la famiglia reale ha deciso di tenere bene le distanze. Se Carole e Michael Middleton sono stati gradualmente inseriti nelle attività sociali dei Windsor ben prima del fidanzamento ufficiale di William e Kate, la famiglia di Harry non ha conosciuto la madre di Meghan fino a due giorni prima del matrimonio e il resto della famiglia (padre escluso) non è neppure stato invitato alla cerimonia. I Markle sono stati lasciati a loro stessi, in balìa dei peggiori cronisti d’America.

I canali televisivi Bbc e Itv prevedono uno share combinato del 60% per la diretta della cerimonia

La morbosa ossessione della stampa verso la famiglia reale inglese non è certo una novità. Le cronache narrano che i paparazzi sputavano addosso a Lady Diana per procurare una reazione da immortalare, perseguitandola a tal punto da essere sospettati di averne causato la morte, in fuga dai fotografi in quel maledetto tunnel di Parigi. Agli scandali da tabloid a Windsor sono abituati, e hanno anche imparato a guadagnarci su. È stato stimato che il matrimonio di sabato 19 maggio porterà 80 milioni di sterline nelle casse dell’Inghilterra: i pub faranno più soldi perché sono autorizzati a stare aperti due ore più del solito per il grande giorno; Airbnb ha stimato l’arrivo di 42 mila turisti da Royal Wedding solo a Londra, per un guadagno di 12 milioni di sterline; il merchandising a tema matrimonio reale ha riempito le vetrine di tutti i negozi dell’isola.

I MEDIA SI FREGANO LE MANI. Così come Kensington Palace, anche i media faranno bottino: nel 2011, 24 milioni di spettatori inglesi hanno guardato la diretta del matrimonio di William e Kate (23 milioni negli Stati Uniti, 10 milioni in Italia) e sebbene quest anno il 66% dei britannici si sia dichiarato non interessato alle nozze di Harry (dati YouGov), i canali televisivi Bbc e Itv prevedono comunque uno share combinato del 60% per la diretta della cerimonia. Da questo punto di vista l’assenza di Thomas Markle è una piccola macchia: chissà quanti telespettatori in più avrebbero acceso la tivù il 19 maggio per vedere il 73enne americano che ha fatto arrabbiare la Regina accompagnare la bellissima figlia sull’altare.

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