Volkwagen 120727115722
LA GUERRA
27 Luglio Lug 2012 1140 27 luglio 2012

«Marchionne, via da Acea»

Volkswagen dopo le critiche: «O noi o lui».

  • ...

I marchi Volkswagen, in uno stabilimento tedesco.

Ma quali sconti aggressivi e «bagno di sangue».
Se Sergio Marchionne deve insultare chi rappresenta, se ne vada subito dalla presidenza di Acea, l'associazione dei costruttori di auto europei. «È un presidente insopportabile. O lui, o noi».
Non è tardata la risposta furiosa di Volkswagen (Vw) all'amministratore delegato della Fiat-Chrysler, dopo le sue sparate contro i competitor tedeschi nell'intervista all’Herald Tribune.
Il manager del Lingotto ha accusato la casa di Wolfsburg - che nel primo semestre 2012 ha festeggiato un utile operativo del 7% e vendite in netto rialzo del 23% - di sconti e promozioni sostanzialmente sleali, che metterebbero in difficoltà il settore.
VW: «VIA DA ACEA». Troppo, per i vertici di Vw, che hanno che hanno chiesto le «dimissioni» di Marchionne dall'Acea. In caso contrario, hanno precisato, «valuteremo noi, se uscire o meno dall'associazione».
Che Marchionne abbia un doppio ruolo, ha scritto la Süddeutsche Zeitung, è chiaro. «Come capo della Fiat si occupa innanzitutto di fare gli interessi del marchio italiano». Ma come presidente della lobby europea delle auto, «deve pure tenere in considerazione l'intero settore», per il quale deve fare un «lavoro decente di lobby sotterranea».

I tedeschi: «Con la crisi tutti fanno sconti in Europa. Fiat e Opel i più massicci»

Fondata nel 1991, in Europa Acea rappresenta 18 costruttori di auto, inclusa Volkswagen. E Marchionne ne è stato nominato presidente nel dicembre scorso.
Prima di allora, il capo del Lingotto aveva già battibeccato con i vertici di Wolfsburg, ai tempi dei rumors di gennaio 2011 sull'interesse di Fiat ad acquisire le quote Vw in Man e Scania. E, viceversa, sui tentativi tedeschi di comprare l'Alfa Romeo. «Stiamo entrambi scherzando», commentò Marchionne, scatenando una guerra accesa di parole tra i due gruppi.
LA CITAZIONE DEL NYT. Poi però finì lì. Stavolta, invece, il «litigio è violento», ha titolato la Frankfurter Allgemeine Zeitung, rimarcando come, a Volkswagen, non sia andata giù la frase di Marchione, «ripresa dal New York Times»: «Nella politica degli sconti c'è un bagno di sangue. Ed è un bagno di sangue sui prezzi e sui margini».
Anche der Spiegel ha riportato l'«escalation di tensione», tra Fiat e Vw, «dopo la citazione del Nyt». «Il boss Marchionne ha attaccato Volkswagen e il gruppo di Wolfsburg ha replicato al vetriolo», ha scritto il settimanale tedesco.
PUNTO IN SUPERSCONTO. In Germania, la stampa ha anche ricordato come, in effetti, la baruffa cada in un momento davvero difficile per il settore. Nonostante, per Vw, gli affari vadano bene, la «Fiat deve affrontare massicci problemi di vendite», in calo a giugno del 24%.
In Europa, poi, ci sono i licenziamenti in vista di Opel. E, questa estate, è esplosa la crisi Peugeot. «Tutti i produttori, per attrarre clienti, lanciano promozioni sul mercato europeo». I maggiori sconti, ha ricordato la Faz, quest'anno sono stati quelli «per la Fiat Punto (30,6%) e per la Opel Corsa (31,3%)».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso