Motori 1 Luglio Lug 2014 1226 01 luglio 2014

Facel Vega, 10 anni di lusso e sportività

La casa automobilistica francese ha chiuso i battenti nel 1964, appena dieci anni dopo aver prodotto il suo primo modello.

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La Facel Vega FV era una coupé con corpo vettura a tre volumi, lussuosa, potente e con una ricca dotazione. Tra le ricorrenze del 2014 c'è anche l'anniversario di un addio. Quello della Facel Vega, casa di lusso francese che ha chiuso i battenti nel 1964, dunque mezzo secolo fa, appena dieci anni dopo aver prodotto il suo primo modello. Facel Vega è stata una meteora nell'universo automotive ed oggi questo nome a molti potrebbe non dire niente. Ma in realtà in poco tempo la casa francese era riuscita a lanciare automobili sportive e di lusso, capaci di rivaleggiare con i modelli Jaguar, Aston Martin e Bentley, facendo breccia nel cuore del jet set internazionale. Giornale Motori ha ripercorso la sua parabola. IL NOME DA UNA STELLA. La casa automobilistica è stata fondata dal parigino Jean Daninos, ingegnere aereonautico e grande appassionato di quattro ruote, che nel 1939 aveva creato la fonderia Facel, specializzata in metallurgia aereonautica e nella produzione di scocche, destinate ai modelli Simca, Panhard e Delahaye. on il passare del tempo e visto il declino di marchi esclusivi come Bugatti, Talbot e Delage, Daninos decise di disegnare e costruire in proprio una vettura di lusso. Dopo il prototipo Cresta, il primo modello di serie prodotto dall'imprenditore fu la Vega, lanciata nel 1954. Per il nome, Daninos prese ispirazione dalla stella più brillante della costellazione della Lira: era nato il marchio Facel Vega. Il primo modello, identificato dalla sigla FV, era una coupé con corpo vettura a tre volumi, lussuosa, potente e con una ricca dotazione. Esteticamente, il tratto distintivo della FV era la coda con accenni di pinne, alle cui estremità campeggiavano piccoli fari. VELOCI E RAFFINATE. Sotto al cofano, la FV montava un motore V8 Chrysler: sarà questo il leit-motiv di tutta la produzione Vega, almeno fino all'ultimo capitolo. Nel 1958 arrivò la sua erede, la HK 500 che, grazie al motore da 5.9 litri, raggiungeva i 237 km/h. L'aspetto era simile a quello della FV, ma si differenziava nel frontale, dai tipici fari tondi, sdoppiati e sovrapposti. In più, proponeva il parabrezza panoramico. La HK 500 si dimostrò un cocktail esplosivo di sportività e lusso estremo, in particolare per la raffinatezza del cruscotto. Una sua evoluzione fu la Facel II, lanciata nel 1961 e, al debutto al Salone di Parigi, giudicata dagli addetti ai lavori la più bella automobile francese del dopoguerra. IL FLOP DELLA FACELLIA. Tutte le Facel Vega nascevano con carrozzeria coupé, ma anche nella breve storia del marchio c'è un'eccezione. È la Excellence, una grossa berlina con portiere ad armadio derivata dalla HK 500 e il modello più esagerato del marchio. Commercializzata a partire del 1958, mantenne i principali tratti stilistici delle “sorelle”, ma con un'aria molto più seriosa ed elegante, grazie alle pinne più pronunciate. Dal lusso estremo alla vettura più popolare: nel 1961 arrivò la Facellia, che per la prima volta montava un motore prodotto in casa Facel Vega. Fu proprio questo, nonostante il look gradevole del modello, proposto anche nella variante cabriolet, a decretare la fine dell'avventura. Il propulsore era infatti del tutto inaffidabile e minò notevolmente l'immagine della casa francese. Al punto che non riuscì a riprendersi dai danni economici del flop-Facellia, chiudendo i battenti nel 1964. AMATA DAL JET SET. Ma, in dieci anni, Facel Vega era riuscita a sedurre grandi nomi. Tra le personalità che ne acquistarono un modello figurano infatti Pablo Picasso, Ava Gardner, Tony Curtis, Frank Sinatra, Fred Astaire, Dean Martin e François Truffaut. Ma anche Stirling Moss, il re del Marocco Hassan II e Ringo Starr, la cui rara Facel II è andata all'asta l'anno scorso, e venduta per circa 400mila euro. Un paio di anni fa si era sparsa la voce che il rinato marchio Facel Vega era in procinto di presentare una concept car al Salone di Parigi, che avrebbe poi fatto da apripista alla produzione di un modello di serie nel 2014. Purtroppo, la notizia si è rivelata una bufala. In attesa di smentite, nella galleria di Giornale Motori, le auto delle breve storia della casa francese. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ]

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