ANNIVERSARIO 2 Luglio Lug 2014 1608 02 luglio 2014

500 Fiat, simbolo della rinascita italiana

Un pezzo di Italia racchiuso in un'auto.

  • ...

Cosa rimarrà di questi Anni 50?
La profonda, irresponsabile, irripetibile vitalità di una generazione un po' tracagnotta, a dirla tutta, con addosso gli stenti della guerra ma una gran voglia anche di seppellirli sotto al futuro.
In un Paese dove tutto era da ricostruire, spaccato tra i ritardi e le superstizioni ataviche del Mezzogiorno e l'effervescenza isterica del Settentrione, niente pareva precluso e (quasi) ogni traguardo si raggiungeva: scoccavano scintille di genialità.
UN MONDO NUOVO SU 4 RUOTE. Come fu possibile racchiudere un mondo, un nuovo mondo, in una scatoletta a quattro ruote? Ma ci si riuscì: il 2 luglio del 1957 al circolo Sporting di Torino la Fiat presentava all'Italia e al pianeta la sua Nuova 500, per tutti “la 500” o anche “il Cinquino”.
Fu il secondo prodigio del design industriale dopo la Vespa. Talmente accattivante da stregare tutti, anche se costava come 13 stipendi di un operaio, circa 500 mila lire. Talmente essenziale da venire subito rimodellata alla ricerca della forma perfetta, originando sinfonie di variazioni: Giardinetta, Abarth, Lucertola, Sport, America...
25 KM CON UN LITRO DI 'NORMALE'. Specifiche ed optional di questo ovetto ronzante fanno sorridere (ma non troppo): due sedili e una panchetta posteriore, lunga meno di tre metri, pesa meno di mezza tonnellata, motore a 2 cilindri raffreddato ad aria, se “tirata” tocca la vertiginosa velocità di 85 km all'ora e fa quasi 25 chilometri con un litro di “normale”.
Cambio a quattro marce non sincronizzate, ha il suo bravo tergicristallo ma senza ritorno automatico, i finestrini laterali sono fissi tranne due deflettori apribili a compasso (prediletti dai vandali), il riscaldamento usa l’aria di raffreddamento del motore. Capienza massima del posacenere: 2 mozziconi.
Se uno vuole, può montare lo sbrinatore del parabrezza, le alette parasole e le gomme con fascia bianca, il massimo dello snob. Un prodigio dell'estetica e della tecnica da quel mostro di Dante Giacosa che, segnando il passaggio di consegne con la Topolino, marcava anche il definitivo passaggio tra il Regime e la democrazia.

Un'automobile che era una filosofia di vita

Il boom dei consumi di massa è incarnato senza dubbio dalla Cinquecento, la prima utilitaria che ha cambiato lo stile di vita delle famiglie, assieme agli elettrodomestici.

Il Cinquino non era una utilitaria, era una filosofia. Quella dei Fifties all'italiana, meno gioventù bruciata con la voglia di morire, più gioventù bruciante con la voglia di esistere.
Si lavora, e il travaglio è frenetico, da formicaio anche duro, spietato, quello delle “Coree”, con gli insediamenti produttivi nel Nord del Paese precari, crudeli, con troppi morti sul lavoro e scarse garanzie di sicurezza.
ANNI DI ENTUSIASMO E SPERANZA. La faccia buona della medaglia è quella di un entusiasmo straordinario, di una ritrovata voglia di sorridere, di affacciarsi al futuro, di stare bene.
Eccolo qua il miracolo economico, che porta l'Italia del dopoguerra a diventare la terza potenza economica al mondo per la sua espansione prodigiosa. Il Paese dei Ladri di biciclette si trasformerà in quello del Sorpasso e della Dolce Vita, che tra le pieghe felliniane nascondeva la disperazione provinciale di Flaiano.
L'ITALIA DELLA LOLLO E DELLA FERRARI. Italia formato esportazione: design, tecnologia, maggiorate. Lollobrigida, Loren, Mangano sono “marchi” famosi quanto Martini, Cinzano, Ferrari.
Fiorivano i benefici effetti del Piano Marshall, i 1.600 milioni di dollari piovuti dagli Stati Uniti (che si prenderanno gli interessi in sede politica) tra il 1948 e il 1951.
Ma c'era pure una generazione nuova di capitani d'industria e di manager formati nell'ambiente innovativo dell'Iri, creato dal regime fascista negli Anni 30.
Un ruolo importante lo giocheranno l'entrata dell'Italia nella Nato, formalmente nel 1952 dopo l'adesione del '48, e la fondazione della Comunità economica europea col trattato di Roma nel 1951; oggi, non c'è partito o movimento che non sia voluto entrare in Europa diffidandone quando non detestandola.

Dalla televisione alla moda: l'epoca del cambiamento

L'ultima puntata di 'Carosello' era andata in onda il 1 gennaio 1977.

Si viaggiava, ci si spostava per tante ragioni e la 500 era il pezzettino di casa semovente che ci voleva.
Milioni di meridionali strappavano le loro radici emigrando al Nord, il cinema diventava il passatempo degli italiani insieme allo sport, ma ancor più esplodeva la televisione, inaugurata all'inzio del 1954: un'orgia di intrattenimento garbato: dal Musichiere a Lascia o Raddoppia, gli italiani vanno storditi. Ma pure educati: Non è mai troppo tardi insegna a leggere e soprattutto a parlare in un linguaggio uniforme a parecchi milioni di italiani senza altre possibilità.
CAROSELLO COETANEO DELLA 500. «Cari amici vicini e lontani...» saluta Nunzio Filogamo, ed è già Festival di Sanremo: la prima edizione, nel '51, la vince Nilla Piazzi con Grazie dei fiori, seguita da se stessa nel '52 con Vola colomba.
Il beat pare anni luce a venire. Il mitico Carosello è coetaneo proprio della 500.
È l'inizio di una modificazione nel costume e nella società che la stessa Chiesa tenta di arginare, senza troppo successo: la gente vuole vivere meglio, essere felici non pare più un'utopia ma un traguardo che si può, si deve raggiungere.
ARRIVANO MINIGONNE E OCCHIALI DA SOLE 'A GATTO'. Negli Anni 50 molti punti di riferimento s'incrinano, anche se pochi se ne accorgono: basterebbe 'spiare' la moda.
Lasciati alle spalle i sacrifici bellici, le strade si riempiono di gambe che spuntano da sotto le gonne a ruota, come quelle indossate da Sofia, Brigitte e Gina.
Arrivano i bustini per il celebre “vitino di vespa” e, come accessori, quei meravigliosi occhiali “a gatto”, che usava Marilyn Monroe (eccoli di nuovo, in eterna retrologia).
Dall'haute couture si staccava una corrente più pratica, il pret-à-porter per il mercato di massa: preludio alle mode spontanee dei giovani e delle loro tribù, nate proprio negli Anni 50 e per ragioni non solo estetiche.
Arrivavano gli elettrodomestici che facevano risparmiare tempo, che così diventava “libero”.
Soluzione: abiti molto pratici, tra Grease e Nando Moriconi. Le ragazze usavano calzini corti al posto delle calze di nylon e si preparavano ad infilare i jeans, originari di Genova: l'ideale per infilarsi nella 500 e volar via, al mare o soltanto al parcheggio della megaditta. Comunque verso un domani perenne.
Di quegli Anni 50 targati 500 è rimasta una profonda, a volte incognita, sempre celeste nostalgia.

Correlati

Potresti esserti perso