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SPORT 2 Luglio Lug 2014 1020 02 luglio 2014

Mondiale 2014, Usa: la crociata anti-calcio dei conservatori

Oltreoceano c'è chi esulta per il ko.

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La delusione degli Usa dopo la sconfitta per 2-1 contro il Belgio agli ottavi di finale del Mondiale in Brasile.

È stata una partita combattutissima quella degli ottavi di finale del Mondiale 2014 tra Belgio e Stati Uniti. Alla fine gli Usa si sono dovuti arrendere. Ma in America c'è chi ha festeggiato l'uscita dal torneo della squadra di Jürgen Klinsmann.
«La crescita di interesse per il calcio è solo un segno di degrado morale». Parola di Ann Coulter, un’opinionista tanto nota al pubblico Usa quanto controversa. Nemica di tutto quello che è 'liberal', cioè di sinistra nel lessico politico americano, è la portavoce dei valori conservatori più estremi.
BATTAGLIA ANTI-CALCIO. La sua ultima battaglia è stata appunto contro il Mondiale, un torneo in cui il team Usa è uscita a testa alta, raccogliendo tanti consensi e un seguito di fan superiori alle previsioni, proprio nella patria del baseball, del basket e del football Nfl.
FESTA PER L'ELIMINAZIONE. Coulter, fisico da modella e lingua velenosa, ha festeggiato l’eliminazione a opera del Belgio, ma era dall'inaugurazione del torneo che gufava e lanciava i suoi strali contro il Mundial e contro uno sport che, secondo lei, è profondamente anti-patriottico.
POCA GLORIA DEI SINGOLI. Per la bionda commentatrice ospite fisso dei talk show conservatori, il calcio è infatti uno sport in cui la gloria individuale è oppressa dalla squadra e dove «anche la colpa alla fine si divide», mentre negli sport americani l’eroismo del singolo risalta sempre.
La prestazione atletica è spesso insignificante, non fondamentale come in Nba o nella Nfl. «L’atletismo», ha sentenziato, «trova così poco spazio che le ragazze possono giocare con i ragazzi».
IL PAREGGIO È INAUDITO. È poi uno sport che prevede il pari, dà la possibilità dello 0-0, cosa inaudita nei veri sport made in Usa, ed è amato dai liberal, dagli immigrati e promosso da tutti i giornali di sinistra.
Il calcio, è la tesi di Coulter, è uno sport forestiero, non piace agli americani e non piacerà mai, i quasi 20 milioni di spettatori televisivi che hanno raccolto le partite della nazionale sono bruscolini in confronto ai 110 milioni ipnotizzati davanti al Superbowl.

Polemista critica contro Obama e a favore delle armi

Ann Coulter è l'opinionista che guida la crociata anti-calcio negli Usa.

La polemista originaria di New York si è costruita un personaggio (e una carriera) suscitando controversie: critica Barack Obama e moglie a più non posso, odia il New York Times di cui ha auspicato il bombardamento e detesta la stampa moderata, difende a spada tratta la diffusione delle armi, disprezza immigrati e musulmani.
Si proclama poi difensore dei valori più genuini della tradizione, ma anche del diritto alla libertà sancito dai padri fondatori.
SUCCESSO IN LIBRERIA. La sua fortuna è iniziata negli Anni 90 quando pubblicò un libro sul sex gate di Bill Clinton. Da allora la sua indubbia conoscenza dell’arte della provocazione l’ha messa spesso sotto i riflettori portando i suoi saggi in vetta alle classifiche dei best seller. Ha venduto più di 3 milioni di libri ed è ormai presenza fissa negli interminabili dibattiti anti-Obama del network di Rupert Murdoch.
UNO SPORT PER SIGNORINE. Il suo odio per il soccer è solo l’ultima delle sue battaglie.
«Un’altra prova che è uno sport per signorine? Un giocatore dell’Uruguay ha morso un avversario. Non un pugno, non un placcaggio. Un morso!», ha twittato dopo l’exploit di Luis Suarez sulla spalla del difensore italiano Giorgio Chiellini.
«I miei critici vogliono convincermi che sia uno sport macho, e si lamentano come delle femminucce su quello che ho scritto», ha detto rincarando la dose.
SOCCER COME IL SOCIALISMO. Ma Coulter non è sola in questa crociata. I soccer-haters si sono fatti sentire «Il calcio è anti-americano», proclamava un editoriale sul sito web Politico.com. Egualitario, impreciso, scarso di segnature, «il soccer è come il socialismo» recitava l’articolo.

Il successo della Mlb con stelle in campo e stadi pieni

Tifosi del team Usa seguono la partita contro il Belgio da Chicago.

Ora che è calato il sipario (con onore) sull’avventura iridata del team Usa vale la pena di sottolineare che forse l’odio per il calcio nasconde una inconfessabile paura.
Il soccer in America ormai non è più una curiosità - nel 2013 ha compiuto un secolo - è uno degli sport più praticati a livello giovanile, la Major league soccer (Mlb) è un campionato di livello crescente e gli stadi sono sempre più pieni.
INTERESSE CRESCENTE. Se il successo del Superbowl rimane irraggiungibile, le partite del Mondiale hanno già battuto come audience le finali 2014 di Nba e le World Series di baseball. E il canale nazionale Nbc ha iniziato a comprare i diritti delle partite della Premier league inglese.
BUISNESS IN PERICOLO. I nemici del pallone non temono quindi solo la noia degli 0-0, ma hanno paura che questa passione scalfisca il loro colossale business sportivo.
Il football americano è un affare dal valore di 37,4 miliardi di dollari, un ammontare superiore al Prodotto interno lordo di molti Paesi.
RISCHI PER IL MADE IN USA. Le società di Nba valgono complessivamente 19 miliardi di dollari. Sono sport su cui gli Usa hanno monopolio assoluto a livello internazionale e che perderebbero profitti se l’americano medio iniziasse ad appassionarsi seriamente al soccer.
ESPORTARE IL FOOTBALL. Anche per questo la Nfl sta seriamente pensando di estendere il suo campionato in Europa. La missione è portare l’american football al di là dell’Atlantico, prima che il calcio sfondi definitivamente.
Intanto però, con gli Usa fuori agli ottavi di finale del Mondiale 2014, i nemici del soccer festeggiano, ma la loro apologia della supremazia degli sport americani ormai sembra solo la difesa di Fort Apache.

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