Motori 5 Luglio Lug 2014 1618 05 luglio 2014

Fermo amministrativo su auto indispensabile

Uno degli ultimi decreti del governo Renzi ,definito “Decreto del Fare”, ha affrontato temi inerenti alle azioni intraprese da equitalia e altri enti deputati alla riscossione. In particolare riguardo al fermo giudiziario di mezzi destinati alla produzione di reddito, in questo caso parliamo d’auto che sono usate per lavoro . Per avere chiara la condizione pensate ad un rappresentante di commercio .

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Fermo amministrativo Uno degli ultimi decreti del governo Renzi ,definito Decreto del Fare, ha affrontato temi inerenti alle azioni intraprese da equitalia e altri enti deputati alla riscossione. In particolare riguardo al fermo giudiziario di mezzi destinati alla produzione di reddito, in questo caso parliamo d’auto che sono usate per lavoro . Per avere chiara la condizione pensate ad un rappresentante di commercio . Il decreto introduce delle novità, riportiamo dal testo ufficiale l’articolo 52, comma 1, lettera m-bis, che recita: La procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall’agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione.

  • È ovviamente necessario poter. dimostrare che i veicoli siano strumentali all’attività svolta
  • In alternativa, per ottenere la cancellazione del fermo, il contribuente può chiedere a Equitalia una rateazione.
  • In tal caso, il corretto pagamento della prima rata comporta la revoca del fermo di beni mobili registrati in precedenza adottato.
  • Come ultima spiaggia, l’interessato può comunque procedere al pagamento per intero delle somme dovute o impugnare il fermo, sperando in un esito favorevole della causa.
Sembra ancora una volta che i buoni propositi restino tali, in quanto non è affatto chiaro come il proprietario del mezzo possa ricorrere, e quanto lunghi possano essere i tempi di risposta degli enti deputati. Infatti, in caso si renda necessaria una revoca, in quanto tempo sarà emessa? Abbiamo ragione di affermare che considerati i tempi dei procedimenti in Italia, la revoca avverrà in tempi lunghi. Non sarebbe stato meglio creare un meccanismo “sospensivo” automatico che permetta all’interessato di svolgere la sua attività e nello stesso tempo poter concordare soluzioni alternative con gli enti creditori? Inoltre cosa significa “dimostrare che i veicoli siano strumentali all’attività svolta”? Basterà una autocertificazione oppure ci sarà bisogno di documentazione tutta da definire ? Bei quesiti che speriamo vengano risolti al più presto.

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