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REPORTAGE 7 Luglio Lug 2014 1000 07 luglio 2014

Mondiale 2014, Brasile-Germania incendia Belo Horizonte

La città attende la prima semifinale.

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da Belo Horizonte (Minas Gerais)

Una protesta a Belo Horizonte.

Belo Horizonte è pronta ad abbracciare la Seleção, per la seconda volta in poco più di una settimana. La città si prepara per una nuova giornata di sofferenza e torçida. E mentre al Mineirão oltre 60 mila persone avranno la fortuna di poter vedere il Brasile sfidare la Germania per l'accesso alla finale del Mondiale 2014, nel centro della capitale dello stato di Minas Gerais c'è chi respira aria di tensione.
SCONTRI IL 12 GIUGNO. Dall'inizio della Coppa del mondo di calcio, negozi e banche sono coperti con tavole di legno, sufficientemente grosse per evitare che le vetrate alle loro spalle vengano distrutte.
È successo nel giorno dell'inaugurazione, il 12 giugno: mentre Neymar e compagni affrontavano e battevano la Croazia a San Paolo, un gruppo di persone mascherate s'è staccato dal gruppo di manifestanti che pacificamente aveva invaso la Praça da liberdade e s'è dedicato ad atti di vandalismo, cogliendo impreparata la polizia militare.
DANNI NELLA CITTÀ. Savassi, il cuore pulsante di Belo Horizonte, che anche la sera del quarto di finale vinto con la Colombia si è riempito di migliaia di persone in un giorno di lutto cittadino per la tragedia del viadotto crollato nei pressi dello stadio, ha subito danni per migliaia e migliaia di reais.
Una lezione fondamentale per gli agenti, che da quel momento hanno scelto una strategia chiara e precisa.

La polizia militare stronca sul nascere le nuove proteste

La polizia militare in azione nelle strade del Brasile per contenere le proteste.

Il 14 giugno, giorno in cui si disputava Colombia-Grecia, 1.200 militari hanno formato un cerchio intorno a Praça sete, una delle piazze principali di Belo Horizonte.
In mezzo, sotto l'obelisco, circa 500 persone protestavano contro gli sprechi della Coppa, con l'intenzione di dirigersi verso lo stadio: un piano fallito sul nascere. L'unica via lasciata libera dagli agenti era quella verso la stazione.
Nessun danno, nessun ferito, 16 arresti e tante polemiche, il bilancio.
LE PROTESTE IN PIAZZA. «La polizia militare cerca di limitare il diritto di manifestare, nonostante il carattere pacifico della protesta», ha lamentato la Assembleia popular horizontal della città, «chiediamo solidarietà nei confronti dei compagni circondati».
TENSIONE SULLA SEMIFINALE. L'opinione pubblica si è divisa, tra i favorevoli e i contrari alla strategia adottata dalla polizia militare, ma questa è continuata portando risultati. Ed è molto probabile che Belo Horizonte viva la stessa identica situazione anche martedì 8 luglio. Con Praça sete circondata, la nazionale che gioca al Mineirão e Savassi pronta per quella che tutti sperano possa essere un'altra festa.

A San Paolo gli ex residenti di Itaquera snobbano il Mondiale

L'euforia per la Seleção ha raffreddato le proteste, che hanno seguito minore rispetto alla vigilia del Mondiale 2014.

Chi di festeggiare non ha alcuna intenzione, invece, sono gli ex residenti del barrio di Itaquera, a San Paolo. Tempo fa, dopo la costruzione dell'Arena Corinthians, hanno dovuto lasciare le loro case. Gli affitti erano raddoppiati, diventando insostenibili. Da 300 reais (poco più di 100 euro) a 600.
IN 4 MILA SUL PENDIO. Hanno trovato spazio su un pendio inutilizzato e senza costruzioni, poco distante dallo stadio, e lì si sono fermati.
Quattromila famiglie, pareti fatte di pali di legno e buste di nylon, bagni e cucina condivisi. E un solo televisore che resta spento dall'inizio del Mondiale, anche quando gioca il Brasile.
CONTRO GLI SPRECHI. Mentre il Paese intero celebra i gol della Seleção, qui regna il silenzio totale in segno di protesta contro i 312 milioni di euro spesi per costruire l'Itaquerão. Questa zona, dopo il Mondiale, potrebbe essere comprata dal governo per costruirci delle case vere e proprie per chi ora occupa il suolo abusivamente, ma si è impegnato a lasciarlo entro la metà di agosto.
COPPA, CUI PRODEST? L'hanno chiamata Copa do povo, Coppa del popolo, e suona quasi come una risposta del Movimento dei lavoratori senza tetto alla domanda che da qualche anno assilla le fasce più povere del Paese: «Copa pra quem?». Per chi è la Coppa? A vincerla potrebbe essere il Brasile. La Seleção, però. Non il popolo.

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