DISFATTA 8 Luglio Lug 2014 2306 08 luglio 2014

Mondiale 2014, Brasile-Germania 1-7: batosta storica al Mineirao

Dramma sportivo a Belo Horizonte. Brasile-Germania 1-7.

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da Belo Horizonte (Minas Gerais)

Il Minerão è un mare giallo, nel quale spicca una macchia bianca. E non ci vorrà molto per capire che si tratta di un'isola felice in un oceano di tristezza. L'inno nazionale, cantato come al solito fino alla fine, a cappella, dà la sensazione che la Mannchaft debba giocare contro 62 mila persone, non 11. Un'impressione che molto presto sarà smentita dai fatti. Dietro la Seleção c'è tutto il Brasile. Chi è allo stadio e chi invece non ha è potuto andare. Chi è a Belo Horizonte e chi nelle altre città. Per le proteste e il dissenso contro gli sprechi del governo e la corruzione nella Fifa c'è tempo. Ora bisogna conquistare una Coppa.
NESSUNA PROTESTA. Per questo il centro della capitale mineira, pieno di polizia, è rimasto avvolto tutto il giorno in una tranquillità quasi anormale. Per questo e perché, per evitare problemi col traffico, la prefettura ha trasformato martedì 8 luglio in un giorno festivo. Nessuna manifestazione, agenti inoccupati, solo maglie gialle e verdi della Seleção. E se in strada non è raro incontrare chi preferirebbe uscire con la Germania in semifinale a una eventuale sconfitta con l'Argentina al Maracanã, la verità è che tutti vogliono il sesto titolo.
MÜLLER COLPISCE A FREDDO. Così, quando dopo 12 minuti Thomas Müller trasforma un calcio d'angolo dalla destra nel più semplice dei gol, nessuno è contento. Ma la torçida brasiliana non si abbatte, tieni il fiato 30 secondi e ricomincia a urlare. Le occasioni da gol latitano, ma ogni azione di pressing è accompagnata da cori a volume così alto da far male alle orecchie. In un clima così, e con un gol da recuperare, la tensione rischia di alzarsi ulteriormente. Così un tackle limpidissimo su Marcelo diventa l'occasione per reclamere un rigore inesistente e accennare una piccola rissa.

Un disastro maturato in mezz'ora

Il problema è che di lì a poco di gol ne arrivano altri quattro... e li fa tutti la Germania. Prima Klose, poi due volte Toni Kroos, quindi Khedira ammutoliscono lo stadio. La torçida piange, ora si sentono solo quei puntini bianchi di cui sopra. Cantano: «Poppoppoppoppoppopo». Sulle note di Seven nation army dei White stripes. Una canzone che abbiamo insegnato loro noi italiani otto anni fa, a Dortmund. Ci hanno scippato pure quella. Se ne fossero inventata una diversa.
DIO È BRASILIANO, MA NON AMA IL FUTEBOL. Non è passata nemmeno mezz'ora e il Maracanazo sembra già cancellato. Ma non come avrebbero voluto i brasiliani. Chissà quanti anni ci vorrano per dimenticare il Mineirazo. C'è un detto molto usato in Brasile: «Dio è brasiliano». Il museo del calcio di San Paolo lo ricorda, aggiungendo che per questo motivo ha risparmiato al Paese alluvioni, tsunami, terremoti ed eruzioni vulcaniche, ma in cambio l'ha costretto a subire la sofferenza del Mondiale del 1950 e di una Coppa persa per un tiro storto di Ghiggia. E se è vero che due indizi fanno una prova, Dio sarà pure brasiliano, ma evidentemente non è un tifoso.
SELEÇAO SCIOLTA SENZA NEYMAR E THIAGO SILVA. Lo confermano anche l'infortunio di Neymar e la squalifica di Thiago Silva, due episodi che hanno tolto vivacità ed efficacia all'attacco e solidità alla difesa. Bernard sembra un bambino in mezzo ai giganti tedeschi, Dante l'uomo perfetto per portare il Brasile all'inferno. Le maschere di Neymar che erano entrate allo stadio spariscono, i colori della bandiera brasiliana dipinti sulla faccia dei tifosi cominciano a svanire, portati via dalle lacrime. In tribuna stampa, nella sua cabina di commento, Ronaldo, il Fenomeno, non sorride, consapevole di essere il secondo miglior marcatore di sempre nelle fasi finali dei Mondiali dopo il soprasso di Miroslav Klose: 15-16. Ironia della sorte, i due sono separati solo da due anni, e una trentina di chili.

Neuer para tutto, Schurrle fa il sesto e il settimo

Il Mineirão è ancora pieno e ancora quasi tutto giallo. Ma ora non canta più, fischia senza provare la minima pietà per gli occhi arrossati dal pianto dei giocatori a cui resta solo l'orgoglio, abbondantamente ferito, per cercare di rendere meno amara la sconfitta. Concedere un gol ai ragazzi di Felipão sarebbe un gesto di umanità.
GERMANIA IMPIETOSA. Ecco, appunto, una cosa tutt'altro che tedesca. Manuel Neuer non sa cosa sia la compassione, non ha nemmeno letto il risultato nell'intervallo. È un androide praticamente perfetto, tale e quale a Rutger Hauer in Blade runner. Un giorno racconterà di aver visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare: 60 mila brasiliani piangere intorno a lui, Paulinho prenderlo a pallate da due centimetri senza riuscire a far gol, e forse anche per lui arriverà il tempo di morire (sportivamente, si intende).
MÜLLER CERCA ANCORA IL GOL. Per ora fa quello per cui è programmato: para tutto quello che passa dalle sue parti. Müller ha messo nel mirino James Rodriguez, ed è pronto a passare sul cadavere del Brasile per prendersi il secondo titolo di capocannoniere consecutivo in un Mondiale a 24 anni. Prova anche ad accreditarsi il gol numero sei, firmato da Schurrle, solo perché la palla gli passa vicino. Mentre il settimo, che porta l'autografo dello stesso autore, lo vede da lontano. I fischi continuano a piovere dagli spalti, e non è più chiaro a chi siano rivolti. Se alla Seleçao, i cui tocchi sono accompagnati dai bu, o alla Germania, che continua imperterrita nella sua opera di umiliazione ricevendo gli olè sarcastici del pubblico brasiliano. Suona ironico anche il boato per il gol di Oscar, che arriva al minuto 90', quando non c'è più niente da fare. Ma è l'unica difesa che resta davanti a una disfatta storica, senza eguali, la peggiore che il Brasile abbia mai subito. Arrivata nel Mondiale di casa. La festa, adesso, è finita. Tra i fischi e le lacrime.

L'esultanza dei giocatori tedeschi, mentre i brasiliani stanno a guardare (Ansa).

Tabellino

Brasile-Germania 1-7 (primo tempo 0-5)

Marcatori: Müller al 11', Klose al 23', Kroos al 24' e al 26', Khedira al 29' pt; Schürrle al 24' e al 34' st, Oscar al 45' st
BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, David Luiz, Dante, Marcelo; Fernandinho (1' st Paulinho), Luiz Gustavo; Bernard, Oscar, Hulk (1' st Ramires); Fred (24' st Willian).
A disposizione: Jefferson, Victor, Dani Alves, Maxwell, Henrique, Ramires, Hernanes, Willian, Jo.
Allenatore: Scolari.
GERMANIA (4-3-3): Neuer; Lahm, Boateng, Hummels, Höwedes; Khedira (31' st Draxler), Schweinsteiger, Kroos; Müller, Klose (12' st Schuerrle), Ozil.
A disposizione: Zieler, Weidenfeller, Grosskreutz, Ginter, Podolski, Durm, Mertesacker, Goetze, Kramer.
Allenatore: Loew.
ARBITRO: Rodriguez (Messico)
Note: ammonito Dante. Spettatori: 64 mila

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