REPORTAGE 9 Luglio Lug 2014 0640 09 luglio 2014

Mondiale 2014, Brasile ko: tifosi e Paese in lacrime

Torçida sotto choc dopo il 7-1 con la Germania.

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da Belo Horizonte

Bandiere ripiegate e maschere di Neymar a coprire la nuca. Qualcuno piange seduto per strada, abbracciato alla fidanzata, qualcun altro si ferma davanti alle telecamere, e gli scappa pure un sorriso (foto).
Così, una lunga fila di maglie gialle lascia il Mineirão dopo la clamorosa sconfitta del Brasile contro la Germania, nella semifinale del Mondiale 2014.
Un disastro per il Canarinho (soprannome della Seleção), un'umiliazione senza precedenti, il peggior modo per ricordare una Coppa che è costata tanti milioni di reais, polemiche e manifestazioni.
COLPA DI FELIPÃO. Il popolo verdeoro ha però già scelto i grandi colpevoli: Felipe Scolari e Fred, il commissario tecnico e il centravanti.
Il primo perché «non ha mai tolto Fred dal campo», il secondo perché, tolti un gol inutile contro il Camerun e una simulazione che è valsa un rigore nella prima partita contro la Croazia, non si è mai visto.
«Non ha giocato bene né male, semplicemente non ha giocato».
LA DELUSIONE DEI TIFOSI. Caetano, che sulla maglia porta il suo nome e il numero 10, non ha dubbi. «Questa squadra non è fatta di uomini. Si salvano solo Neymar, Thiago Silva e David Luiz», spiega a Lettera43.it.
I primi due erano assenti durante la disfatta contro i tedeschi, il secondo c'era, ma nonostante non sia stata la sua giornata migliore, è già stato perdonato dai tifosi.

Il Paese chiede l'esonero del commissario tecnico

Così, mentre la folla lascia lo stadio insultando a gran voce Felipão e invocandone l'esonero, qualcuno si ferma a spiegare perché le cose non sono andate come sperato.
«Quando perdi Neymar devi fare atto d'umiltà, aggiungere un centrocampista e abbassare il baricentro della squadra».
Qualche anno fa queste parole sarebbero state una bestemmia, oggi non più.
FLOP DEL JOGA BONITA. In tanti sono convinti che «il modello brasiliano non funziona più, ci serve un tecnico straniero, dobbiamo mischiare il nostro calcio con quello europeo».
Ma non è tutto qui. Il 7-1 brucia tanto: «Sul 3-0 bisognava fare qualcosa, una rissa, un'invasione di campo dalla panchina, bisognava fermare questo scempio».
Caetano è il più feroce di tutti, e arriva a temere il peggio: «Chi ha giocato oggi rischia di essere ucciso. Non sarò io a farlo, ma succederanno cose molto gravi ai responsabili di questa disfatta».

La delusione di Fernandinho dopo il ko del Brasile contro la Germania nella semifinale del Mondiale 2014 (©Ansa).

Non è il Maracanazo, nessuno ha l'aria di chi sta per togliersi la vita come accaduto nel 1950, quando a spingere al suicidio 34 persone furono più i debiti contratti per scommettere sul successo brasiliano della sconfitta con l'Uruguay. Ma certo non è una festa.
L'unica consolazione, per Valeria, è che «senza la Coppa, e con questo risultato, sarà molto più complicata la rielezione di Dilma Rousseff».
Non sono pochi a pensarla come lei, chi in qualche modo cerca di riportare sui binari della politica un Mondiale che era iniziato tra le proteste, ed è destinato a concludersi nello stesso modo.
ORA SI TIFA CONTRO L'ARGENTINA. La tregua è finita, e poco importa se c'è ancora una finale per il terzo posto da giocare proprio nella capitale, Brasilia.
Gli sguardi dei brasiliani ora sono rivolti verso un altro obiettivo: «L'unica speranza che abbiamo ora è che non vinca l'Argentina». Eccolo l'altro grande nemico.
Ma mentre il centro di Belo Horizonte rimane semi deserto, con la festa saltata, rimane un dubbio.
Peggio vedere Messi & company in finale o incontrarli a Brasilia e magari rischiare un'altra brutta delusione?

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