Mondiale Argentina Olanda 140710011556
SEMIFINALE 9 Luglio Lug 2014 2330 09 luglio 2014

Mondiale 2014, Olanda-Argentina 2-4 ai rigori

Batte l'Olanda 4-2 ai calci di rigore. Ora la Germania.

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Perché sei tu Romero? L'Olanda sbatte il muso sul portiere argentino e si ferma a undici metri dalla finale. A Rio ci va l'Argentina, più fredda dal dischetto (alla fine sarà 4-2 per l'albiceleste con gli errori decisivi di Vlaar e Sneijder). Ma non basterà certo quanto messo in mostra all'Arena Corinthians di San Paolo, 120' senza l'ombra di un tiro in porta, per far paura alla Germania al Maracanà.
PRUDENZA E SBADIGLI. Sarà il terrore di finire come il Brasile, impallinato dalla corazzata di Joachim Löw il giorno prima, o l'importanza della posta in palio (il voucher per la finalissima) fatto sta che si capisce quasi subito che in campo la protagonista sarà la paura di sbagliare.
Un sentimento incapace di schiodare il risultato dallo 0-0 di partenza.
Sabella schiera Enzo Perez al posto dell'infortunato Di Maria e il prodotto offensivo della selección non è esattamente lo stesso.
Nella gabbia costruita per lui dal santone Van Gaal Leo Messi sembra un felino spelacchiato allo zoo più che il predatore d'area più letale del pianeta. Nella mediocrità del palleggio albiceleste, la stella del Barcellona deve arretrare il suo raggio d'azione alla caccia di qualche straccio di pallone giocabile. E per spedire il primo verso la porta avversaria ha bisogno di un calcio di punizione dal limite (14').
Nell'Olanda, che conserva il machiavellico 5-3-2 mostrato fin qui, Van Gaal recupera lo schermo De Jong e pure il sosia di Van Persie, che per i problemi di stomaco della vigilia non è che l'immagine riflessa dello splendido incornatore della Spagna nella gara d'esordio.
E pure Robben non si sente più da quanto finisce di intonare l'ultima strofa dell'inno nazionale.
Il risultato è un primo tempo in cui vincono gli sbadigli e pensare che a far sussultare i brasiliani in tribuna, terrorizzati dall'idea di vedere gli odiati rivali argentini in finale, basterebbe poco.
L'EQUILIBRIO NON SI SPEZZA. La paresi collettiva non guarisce nemmeno in avvio di ripresa. Demichelis da un lato e Vlaar all'angolo opposto fanno un figurone. Cillessen e Romero potrebbero succhiarsi una piña colada e godersi una il cielo stellato di San Paolo spaparanzati su una sdraio.
Per godere di un sussulto degno di questo nome bisogna aspettare addirittura la mezz'ora della ripresa quando Higuain si avventa in spaccata su un cross radente di Perez dalla destra ma trova solo l'esterno della rete.
Sabella, evidentemente allergico alle emozioni, pensa bene di togliere entrambi inserendo Aguero e Palacio per narcotizzare definitivamente il match.
Che dai supplementari non ci sia scampo diventa chiaro al 90' quando Robben trova un corridorio nell'area argentina ma si fa murare il mancino dal recupero di Mascherano.
L'OLANDA SI FERMA A UNDICI METRI DALLA FINALE. Chi si aspetta un extra time thrilling, un film già visto in questo mondiale brasiliano, deve invece accontentarsi di un dribbling da brividi di Cillessen su Aguero e di un fiacco colpo di testa di Palacio prima della roulette russa dei rigori. Che esalta Romero e premia l'Argentina. Ma al Maracanà occorrerà l'amuleto Messi, quello vero, per esorcizzare lo spauracchio Mannchaf.

La nazionale albiceleste durante l'esecuzione dell'inno prima dell'avvio della gara (© Ansa).

Tabellino

Olanda-Argentina 2-4 dcr (0-0 al 90')

Rigori: Vlaar (O) parato, Messi (A) gol, Robben (O) gol, Garay (A) gol, Sneijder (O) parato, Aguero (A) gol, Kuyt (O) gol, M.Rodriguez (A) gol.
OLANDA (5-3-2). Cillessen; Vlaar, De Vrij, Martins Indi (dal 1' s.t. Janmaat); Kuyt, Wijnaldum, De Jong (dal 17 s.t. Clasie), Sneijder, Blind; Robben, Van Persie (dal 6' s.t.s Huntelaar).
A disposizione. Krul, Vorm, Verhaeg, Lens, Vorm, Depay, Kongolo, Veltman
Allenatore: Van Gaal.
ARGENTINA (4-3-3). Romero; Zabaleta, Demichelis, Garay, Rojo; Biglia, Mascherano, Pérez (dal 36 s.t. Palacio); Lavezzi (dal 9' s.t.s M. Rodriguez), Higuain (dal 37 s.t. Aguero), Messi.
A disposizione. Orión, Andujar, Basanta, Gago, F. Fernández, Álvarez, A.Fernandez.
Allenatore. Sabella.
NOTE. ammoniti Martins Indi (O) e Demichelis (A).

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