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CICLISMO 10 Luglio Lug 2014 1915 10 luglio 2014

Tour de France, sesta tappa a Greipel

Nibali conserva la maglia gialla.

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Il tedesco André Greipel, vincitore della sesta tappa del Tour de France 2014.

Tappa per velocisti doveva essere, e tappa per velocisti è stata. E a vincere la sesta frazione del Tour de France, da Arras a Reims (194 km), è stato ancora un tedesco. Non Marcel Kittel, che solo all'ultimo ha rinunciato alla volata che avrebbe potuto regalargli il quarto successo personale, bensì il connazionale André Greipel, bravo a mettersi alle spalle nello sprint finale avversari come Mark Renshaw e Peter Sagan. Nessun cambiamento in classifica generale dove la maglia gialla resta sulle spalle di Vincenzo Nibali, che sui diretti rivali (Kwiatkowski, Van Den Broeck, Porte, Valverde, Contador) può sempre contare sul vantaggio accumulato nella straordinaria prova offerta mercoledì 9 luglio sul pavé.
TAPPA PIÙ INSIDIOSA DEL PREVISTO. «Bisogna restare tranquilli e con i piedi per terra. Oggi (10 luglio, ndr) non ha piovuto ma c'era tantissima umidità e vento, quindi tanto nervosismo in gruppo», ha spiegato lo stesso Nibali all'arrivo. «La corsa è scoppiata ai 15 km dall'arrivo. Queste sono giornate difficili, che portano tanto stress mentale e le cadute ne sono la conseguenza». E in effetti, quella che sulla carta doveva essere una tappa 'di trasferimento', si rivela invece particolarmente insidiosa. Al via ovviamente manca il campione uscente Chris Froome, ritiratosi dopo le cadute sul pavé. Il tracciato presenta soltanto due gran premi della montagna, entrambi di quarta categoria, con l'ultimo a 40 km dal traguardo di Reims, città delle incoronazioni dei re di Francia e dello champagne. A seguire da vicino la tappa - dedicata alla memoria dei soldati caduti nella Prima guerra mondiale nella battaglia dello Chemin des dames - c'era anche il presidente francese François Hollande, che però è salito a bordo dell'auto del direttore del Tour, Christian Prudhomme, a 60 km all'arrivo. Quando cioè i quattro corridori in fuga dalla partenza di Arras sono quasi a tiro del gruppo.
ASFALTO VISCIDO IN SALITA. L'iniziativa è stata firmata dell'olandese Leezer, dello spagnolo Mate, e del duo francese formato da Pineau e Gerard, che sono saliti fino a 4' minuti di vantaggio sul plotone con la maglia gialla Nibali, la maglia verde Sagan, e quella a pois Lemoine. A fare l'andatura sono stati gli uomini della Giant di Marcel Kittel, intenzionati a costruire la volata per il poker dello sprinter tedesco. Quando però la corsa è arrivata alla prima salita di giornata (la Cote de Coucy-le-Chateau-Auffrique, pendenza media al 6,2%) ci sono stati i primi problemi causati dall'asfalto reso viscido dall'umidità. In rapida successione, dopo lo scollinamento, si sono verificate due cadute che hanno messo ko il russo Zanzio (Team Sky) e il russo Silin (Katusha), entrambi costretti al ritiro. Problemi anche per Sagan, che si fa medicare sull'avambraccio sinistro prima di rientrare in gruppo, e Jesus Hernandez (Tinkoff) che invece deve alzare bandiera bianca (perdita pesante per Contador in vista della montagne).
GREIPEL: «VOLATA NERVOSA, SONO FELICE». Dopo la seconda salita di giornata (Cote de Roucy) il plotone ha riassorbito uno dopo l'altro i fuggitivi e, a 12 km dall'arrivo, e ha cominciato a preparare la volata finale. Sul traguardo ad alzare le braccia per primo è stato André Greipel che nell'ordine mette in fila Kristoff, Dumoulin, Renshaw, e Sagan. «È stata una tappa e uno sprint nervoso. Non era facile: ho preso bene la ruota di chi stava davanti e poi ho aperto il gas al massimo a 250 metri del traguardo», ha raccontato il tedesco. «Finalmente siamo riusciti a vincere, sono veramente felice». Venerdì 11 luglio di nuovo in sella per la settima tappa da Epernay a Nancy di 234,5 km.

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