CALCIO 13 Luglio Lug 2014 2342 13 luglio 2014

Mondiale 2014, Germania-Argentina 1-0 ai supplementari

Tedeschi campioni del mondo. Higuain spreca. Messi battuto.

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da Rio de Janeiro


Si è chiusa nel più prevedibile dei modi possibili, con la vittoria dei favoriti e i fischi a Dilma Rousseff. Il primo successo di un'europea in Sud America. Il rigore tedesco ha avuto la meglio sulla fantasia di Messi, la forza della squadra sul genio del singolo. L'1-0 con cui la Germania ha vinto la finale del Mondiale porta la firma di Mario Götze ed è maturato ai supplementari, dopo 113 minuti di equilibrio, con poche fiammate da una parte e dall'altra. Le lacrime degli argentini sono quelle di chi ha sentito da vicino l'odore della Coppa, e poi l'ha vista svanire, ma a vincere è il migliore (foto).

I tedeschi sollevano la coppa del mondo dopo aver battuto l'Argentina 1-0. (Ansa)

I brasiliani fanno il tifo per la Germania

Rio de Janeiro (Brasile): la gioia dei tifosi della Germania dopo il gol siglato da Mario Götze nel secondo tempo supplementare della finale Mondiale (13 luglio 2014).

Il sogno di due nazioni, l'incubo della terza. La forza della Germania, il genio di Lionel Messi, le gufate dei brasiliani. C'è tutto questo al Maracanã. C'è la squadra di Sabella che crede nelle profezie che si avverano, nel ritorno del messia 28 anni dopo Maradona. C'è quella di Löw che è troppo razionale per appigliarsi alla regola del 24 che ha già premiato il Brasile (1970-1994) e l'Italia (1982-2006). C'è pure Nicola Rizzoli, perché l'Italia si sarà pure dimenticata come si gioca a calcio, ma sa ancora arbitrare bene.
DI MARIA NON CE LA FA. Non c'è, invece, Angel Di Maria, che resta in panchina. La Germania pareggia il conto degli infortunati con Sami Khedira, che si fa male nel riscaldamento e deve lasciare il posto in campo a Christoph Kramer. Alla presentazione delle formazioni titolari i boati più forti sono riservati a Lionel Messi e Javier Mascherano. E non è un caso. Il primo rappresenta la speranza, il secondo è l'uomo che, in silenzio, ha trascinato la squadra fino alla finale sacrificando letteralmente l'integrità del suo sedere per impedire ad Arjen Robben di segnare un gol in zona Cesarini.
PELÈ ALLO STADIO CON DILMA ROUSSEFF. Il volto di Messi appare contratto, quello di Mascherano sorridente. Nelle loro espressioni c'è tutta la differenza che passa tra chi sente il peso di un Paese intero (e del fantasma di Maradona) sulle proprie spalle e chi invece è già portato in trionfo sulle spalle del Paese.
Pelè entra allo stadio, poco dopo Dilma Rousseff, Kakà tiene in mano il pallone della finale, quasi un risarcimento dopo l'esclusione di Felipe Scolari. Carles Puyol porta la Coppa, custodita in un lussuoso baule di Louis Vuitton. Nel 2010 l'ha sollevata da capitano della Spagna, quest'anno si è risparmiato la figuraccia dei campioni uscenti, eliminati nel girone.
Con lui c'è Giselle Bundchen, bella come il sole. Manda un bacio sugli spalti e svela il trofeo che i brasiliani hanno sognato fino a un orrendo martedì che è già nella storia come la più pesante umiliazione subita dalla Seleção.

I tedeschi fanno la partita, l'Argentina le occasioni

Il tiro a incrociare di Higuain, uscito non di molto.

In tribuna gli argentini vincono nettamente, in campo la Germania comincia più convinta, ma l'Argentina fa paura quando riparte. Messi tocca il primo pallone al sesto minuto. Sbaglia un controllo difficile, recupera la palla, evita il pressing di un avversario e tenta un verticalizzazione senza fortuna. Non è molto, ma il Maracanã esplode comunque. Il secondo lo riceve all'ottavo, sulla destra, e se ne va via a Hummels, corre fino al fondo e mette in mezzo una palla che la difesa tedesca spazza senza troppi problemi.
HIGUAIN SPRECA DAVANTI A NEUER. Come partenza è già la migliore della sua Coppa, e si ha la sensazione che possa fare una delle sue magie da un momento all'altro, ma nei primi 15 minuti la cosa che assomigli di più a un tiro in porta è un destro di Gonzalo Higuain che attraversa tutta l'area piccola e va a finire addirittura in fallo laterale. Una perla in confronto al tiraccio che il Pipita spara al 20esimo, quando a tu per tu con Neuer dopo un colpo di testa sbagliato da Toni Kroos, si divora la palla dell'1-0 calciando malamente a lato. La Germania fatica a trovare gli spazi tra le linee compatte e vicine di un'Argentina attenta, e quando arriva in area di rigore, trova due centrali solidi come Demichelis e Garay, e due terzini bravi a fare le diagonali come Rojo e Zabaleta.
GOL ANNULLATO ALL'ARGENTINA. Alla mezzora il Maracanã si trasforma nel Municipal o nella Bombonera di Buenos Aires. Messi si inventa un esterno sinistro meraviglioso per Lavezzi, che crossa in area dove Higuain batte a colpo sicuro e supera Neuer. È fuorigioco netto, Stefani se ne accorge subito, Sabella pure. Gli argentini sugli spalti ci mettono due minuti buoni.
Alla mezz'ora, il dato del possesso palla dice 65 Germania, ma i tedeschi non hanno mai tirato in porta. Lo fanno al 36' con Romero che respinge da campione un tiro di Schürrle, subentrato all'infortunato Kramer. Intervento difficile e inutile, perché Özil è oltre la linea dei difensori e si abbassa per far passare il pallone. Fuorigioco.
MESSI SFIORA IL GOL CAPOLAVORO. La partita è divertente. In campo ci sono ottimi giocatori, poi c'è lui: Lionel Messi. Al 37' scatta su un lancio lungo di Garay, se ne va sulla destra a Hummels, entra in area, salta anche Neuer, ma viene fermato da Boateng al momento di battere in rete. Anche il destino sembra giocare con l'Albiceleste. Il colpo di testa di Höwedes al 47' è perfetto, imparabile per Romero. Maledetto chi ha inventato i pali, pensano i tedeschi quando Rizzoli fischia la fine del primo tempo. Benedetto chi li ha fatti così grossi, rispondono gli argentini.

Lavezzi out per infortunio (o forse no?) nella ripresa

Rio de Janeiro (Brasile): l'attaccante dell'Argentina Lionel Messi vicinissimo al gol durante il secondo tempo della finale del Mondiale giocata contro la Germania (13 luglio 2014).

Nel secondo tempo un (presunto) infortunio priva l'Argentina del migliore in campo, Ezequiel Lavezzi, perfetto nel suo lavoro di corsa e qualità sulla fascia destra. Sabella non si copre, anzi, mette un'altra punta: Sergio Aguero. Messi arretra di qualche metro, piazzandosi al centro, alle spalle del Kun e di Higuain.
PARTE MEGLIO L'ARGENTINA. E la mossa sembra dare i suoi frutti. Prima la Pulce gioca a fare l'assistman con una palla in profondità solo un po' troppo lunga per Aguero, poi si mette in proprio e col sinistro sfiora il palo più lontano della porta di Neuer. È, con ogni probabilità, la partita più importante della sua vita, quella che può farlo entrare definitivamente nella leggenda. E lui è presente come mai lo è stato in un match di Coppa del Mondo. Un po' meno presente, invece, Higuain, che al 12' del secondo tempo va al tappeto su un uppercut mancino di Neuer, che con la destra prende il pallone, con la sinistra il volto del centravanti del Napoli. Per Rizzoli è fallo dell'attaccante. Fa male, e pure tanta rabbia, ma il Pipita torna in campo come un indomito Rocky.
ÖZIL NON BRILLA. Özil svirgola col sinistro e fallisce una buona occasione per la Germania, mentre sugli spalti si scaldano i brasiliani, che mandano a quel Paese la presidentessa Dilma Rousseff. Gli argentini ci mettono anche il loro coro più famoso, interamente dedicato ai cugini, che finisce con un eloquente «Maradona es mas grande que Pelè». E piovono fischi.
La Germania si sveglia alla mezz'ora, ma continua a essere imprecisa. Kroos manda a lato di interno destro dal limite dell'area, Müller si vede poco e niente. Al 38' del secondo tempo arriva anche un'invasione di campo fuori programma, giusto per ravvivare l'ambiente mentre la partita si trascina verso i supplementari.

Palacio spreca, Götze no

Rio de Janeiro (Brasile): l'attaccante dell'Argentina Rodrigo Palacio cerca di beffare il portiere della Germania Manuel Neuer con un pallonetto durante il primo tempo supplementare della finale del Mondiale (13 luglio 2014).

Il copione non cambia nemmeno dopo il 90'. La Germania continua ad attaccare, e si rende pericolosa da subito con un destro di Schürrle respinto coi pugni da Romero. L'Argentina cerca di sfruttare gli spazi che si aprono in contropiede, ma Palacio spreca un'occasione clamorosa con un pallonetto che termina a lato e non di poco.
BASTA UN GOL DI GÖTZE. Ci vogliono 113 minuti per vedere un gol. Lo segna Mario Götze, sfruttando un cross di Schurrle e il primo errore di Demichelis in tutto il Mondiale. Gli argentini, che fino a pochi minuti prima sfottevano i brasiliani per i sette gol presi dalla Germania, smettono di ridere subito. Ora non basta coprirsi e ripartire, ora bisogna fare la partita. E questa squadra non sembra esserne in grado. Servirebbe un miracolo, una magia di Messi, ma la Pulce si è spenta e non si riaccende più. All'ultimo istante di recupero avrebbe la palla giusta su punizione, ma la spara altissima. Ed è la fine. Titoli di coda. Maradona è irraggiungibile.

Il tabellino

Germania-Argentina 1-0 (0-0 dopo i tempi regolamentari)

Marcatore. Götze all'8 del s.t.s.
GERMANIA (4-2-3-1). Neuer; Lahm, Boateng, Hummels, Howedes; Schweinsteiger, Kroos; Muller, Kramer (dal 32' s.t. Schurrle), Ozil (dal 15' s.t.s. Mertesacker); Klose (dal 43' s.t. Goetze).
A disposizione. Ziler, Weidenfeller, Grosskreutz, Ginter, Khedira, Podolski, Draxler, Durm.
Allenatore. Low.
ARGENTINA (4-3-1-2). Romero; Zabaleta, Garay, Demichelis, Rojo; Biglia, Mascherano, Perez (dal 4' s.t. Gago); Messi; Higuain (dal 32' s.t. Palacio), Lavezzi (dal 1' s.t. Aguero).
A disposizione. Orion, Andujar, Campagnaro, Di Maria, Maxi Rodriguez, A. Fernandez, F. Fernandez, Alvarez, Basanta.
Allenatore. Sabella.
ARBITRO. Rizzoli (Italia).
Note. Spettatori: 74.738. Ammoniti Schweinsteiger (G), Howedes (G), Mascherano (A) e Aguero (A). Angoli: 5-3. Recupero: 2' e 3'; 0' e 2'.

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