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SPORT 14 Luglio Lug 2014 1015 14 luglio 2014

Mondiale 2014: highlights, gol della Coppa del mondo

Cosa vi siete persi del torneo vinto dalla Germania.

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Un mese di partite, delusioni, feste e un'unica vincitrice: la Germania. S'è concluso con il quarto trionfo della Mannschaft il Mondiale 2014 in Brasile: è stato il difensore tedesco del Bayern Monaco Philipp Lahm a sollevare la 20esima Coppa del mondo di calcio.
Ma nel mezzo ci sono stati 171 gol segnati (media di 2,67 per partita, eguagliato il record di Francia 1998), il clamoroso tonfo della Spagna all'esordio (5-1 con l'Olanda, peggior sconfitta per una nazionale campione in carica) e il crollo epocale del Brasile (7-1 dalla Germania, peggior ko per una nazionale padrone di casa). Ma pure gol spettacolari e grandi parate.
Ecco in pillole cosa ricordare del Mondiale 2014.

1. I gol più belli: Van Persie, Cahill e Götze

Sul podio dei gol più belli del Mondiale 2014 c'è quello di Robie Van Persie che quando ancora le Furie Rosse erano avanti 1-0 contro gli Oranje ha siglato una rete in tuffo volante pescando fuori dai pali un colpevole Iker Casillas. Per il portiere della Spagna è stato l'inizio dell'incubo, finito solo dopo la manita dell'Olanda nella partita d'esordio della Coppa del mondo brasiliana.

Sempre nel Gruppo B c'è stata un'altra rete degna di nota. Quella dell'australiano Tim Cahill. Sotto di un gol contro l'Olanda, l'attaccante dei New York Red Bulls ha firmato il momentaneo pareggio con un sinistro al volo che ha lasciato di sasso il portiere olandese Jasper Cillessen. La magia di Cahill, però, non è bastata all'Australia per avere la meglio degli Orange che alla fine hanno vinto 3-2.

Magari non sarà il miglior gol della Germania al Mondiale 2014, ma quello di Mario Götze di certo è stato il più importante per la Mannschaft.
Entrato a due minuti dal 90esimo per Miroslav Klose, il centrocampista del Bayern Monaco classe 1992 è stato l'uomo partita grazie alla rete nei tempi supplementari. Suo il gol - stop di petto in corsa e sinistro in scivolata - che ha consegnato ai tedeschi il quarto titolo mondiale e che ha stroncato i sogni di gloria di Lionel Messi e dell'Argentina.

2. La sorpresa: la Costa Rica, da outsider a imbattuta del Mondiale

Doveva essere la squadra 'materasso' del Gruppo D, quello dell'Italia. Invece la Costa Rica s'è rivelata una nazionale imbattibile al Mondiale 2014. Su cinque partite, tra gruppo eliminatorio e scontri diretti, ha vinto due volte (Uruguay e Italia) e pareggiato tre (Inghilterra, Grecia e Olanda). È stata l'unica nazionale, insieme con l'Olanda, a non essere mai stata sconfitta tra tempi regolamentari ed extra time: gli Orange l'hanno rimandata a casa solo ai rigori. Nonostante l'uscita ai quarti di finale (record per il Paese), la Costa Rica può dire di aver vinto il suo Mondiale.

3. Portieri: pararigori e decisivi fuori area, la Coppa dei numeri 1

Anche se il Mondiale 2014 è stata l'edizione con più gol nella storia della Coppa del mondo, in Brasile sono stati decisivi i portieri.
Su tutti Manuel Neuer: l'estremo difensore tedesco non solo ha confermato di essere in splendida forma tra i pali, ma s'è pure guadagnato l'appellativo di 'libero' per le sue uscite fuori dall'area con i piedi. Non per nulla è stato eletto Miglior portiere del torneo (avrebbe pure meritato quello di Miglior giocatore, premio finito, con qualche dubbio, a Messi).

In Brasile, però, si sono guadagnati gloria anche altri. Come Tim Krul, secondo portiere dell'Olanda entrato poco prima dei rigori nella sfida contro la Costa Rica e capace di fermare due tiri dal dischetto su cinque. E per merito suo (e dei suoi 'trucchetti') che gli Oranje sono arrivati in semifinale.

Ironia della sorte, però, proprio contro l'Olanda al penultimo atto del Mondiale è venuto allo scoperto il portiere dell'Argentina: Sergio Romero. Scartato dalla Sampdoria e panchinaro al Monaco, l'estremo difensore dell'Albiceleste s'è presentato per i penalty con tanto di appunti che poi nascondeva nei calzoncini. Alla fine l'impegno l'ha premiato: due rigori parati (tra cui quello di Arjen Robben) e accesso alla finalissima del torneo.

4. Le delusioni: Brasile, Spagna e Italia (ma pure Inghilterra)

La nazionale che certamente ha più deluso è stata la Spagna. Arrivate al Mondiale come detentrici del titolo, le Furie Rosse hanno giocato appena tre partite, ma già dalla seconda erano matematicamente fuori dal torneo. L'esordio con l'Olanda è stato da dimenticare (5-1), ma pure il secondo atto contro il Cile (2-0). S'è salvata solo l'ultima gara con l'Australia, battuta 3-0.
AZZURRI FLOP. Poi c'è stata l'Italia che dopo il successo con l'Inghilterra (2-1) aveva fatto sperare in un Mondiale da grande squadra. Invece la prima vittoria ha illuso tutti, anche perché gli inglesi erano (forse) peggio degli Azzurri. Così la banda di Cesare Prandelli - che s'è dimesso dopo l'uscita della Nazionale ai gironi - non è nemmeno arrivata agli ottavi di finale, replicando quanto già visto in Sudafrica nel 2010. All'epoca si pensava che peggio di così non sarebbe andata. In Brasile ci siamo dovuti ricredere.
SELECIAO. La Seleçao, invece, è passata alla storia per il 7-1 subito dalla Germania. Orfani di Neymar e Thiago Silva, i verdeoro in semifinale sono capitolati in appena mezz'ora, il tempo che ci hanno messo i tedeschi per far capire chi comandava. Poi, non contenti, i brasiliani si sono fatti irridere pure nella finalina dall'Olanda, che li ha liquidati 3-0. Non per nulla alla fine Felipe Scolari, commissario tecnico della Seleçao, s'è dimesso. In Brasile è meglio che non si faccia vedere per un bel pezzo.

5. Allenatori: Capello paperone triste

Il Mondiale 2014 ha anche insegnato che strapagare gli allenatori non è una scelta azzeccata. Almeno per quello che combinano i più ricchi. Si prenda la classifica stilata da Forbes con i compensi dei commissari tecnici. I quattro più pagati sono quelli che hanno più deluso nel torneo.
FABIO, 11 MLN DI DOLLARI L'ANNO. Fabio Capello, allenatore della Russia, è il paperone dei tecnici con i suoi 11 milioni di dollari annui. Peccato che la sua nazionale sia uscita già al girone eliminatorio. Identica sorte per Roy Hodgson, anche se il commissario tecnico dell'Inghilterra prende 'appena' 5,8 milioni. Prandelli s'è accontentato di 4,3 milioni per la figuraccia mondiale. Mentre Scolari, capace di disegnare una squadra che s'è fatta ridere dietro da mezzo mondo, riceveva 3,9 milioni all'anno.
I TECNICI LOW COST. Joachim Löw, allenatore della Germania campione, ha uno stipendio di 3,6 milioni. Ma sono tutti ben spesi, visto che la Mannschaft da quando è alle sue direttive (2006) è sempre arrivata tra le prime quattro squadre tra Mondiali ed Europei.
Per non parlare poi del commissario tecnico dell'Argentina Alejandro Sabella che ha portato l'Albiceleste a un passo dal trionfo ricevendo appena 800 mila dollari all'anno. Ma pure di Jorge Luis Pinto che per 400 mila dollari ha guidato la Costa Rica ai quarti di finale.

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