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AUTOMOBILI 30 Luglio Lug 2014 1610 30 luglio 2014

Fiat, utile dimezzato: titolo scivola in Borsa

Il netto passa da 435 a 197 mln: -2,1% a Piazza Affari.

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L'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne.

I guadagni crollano e il titolo a Piazza Affari ne risente. I conti del secondo trimestre di Fiat Chrysler, con un utile netto più che dimezzato da 435 a 197 milioni, hanno deluso le attese e il titolo del Lingotto ha perso in Borsa il 2,1%.
Quello del 30 luglio è stato l'ultimo consiglio di amministrazione italiano, in attesa dell'assemblea straordinaria che venerdì primo agosto, sempre al Lingotto, deve dare il via libera alla fusione con Chrysler e alla nascita di Fca, con il trasferimento della sede legale in Olanda e di quella fiscale nel Regno Unito. Attesa entro ottobre la quotazione a Wall Street.
RICAVI PARI A 1 MLD. La trimestrale ha mostrato ricavi consolidati pari a circa 1 miliardo di euro, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo 2013, grazie anche a un forte balzo dei brand del lusso (+59%), mentre è calato l'utile operativo (Ebit) a 961 milioni di euro da 1,073 miliardi di un anno prima.
È sceso a 9,7 miliardi di euro dai 10 di fine marzo l'indebitamento industriale netto. È salita invece a 21,8 miliardi di euro la liquidità disponibile complessiva.
Confermati gli obiettivi 2014 (ricavi a 93 miliardi, Ebit fra 3,6 e 4 miliardi, utile netto di 600-800 milioni): «Non sono prudenti», ha detto agli analisti durante la conference call Sergio Marchionne che è fiducioso sulla possibilità di raggiungere i target.
DELUDENTE IL MERCATO NAFTA. A pesare sui conti del trimestre sono i risultati «deludenti», come li ha definiti l'amministratore delegato del Lingotto, nell'area Nafta (l'utile è sceso da 733 a 598 milioni di euro), mercato in cui sono concentrate le attività di Chrysler e le difficoltà in America Latina, dove il gruppo «fa comunque meglio dei concorrenti».
Hanno chiuso invece in pareggio le attività in Europa (Marchionne ha parlato di progressi «incoraggianti»), è andata bene l'Asia dove le consegne di veicoli del gruppo sono aumentate del 42%.
Tra i brand Maserati ha sfiorato le 10 mila unità vendute nel trimestre (9.500) e ha raggiunto quota 17.500 nei primi sei mesi. Le consegne complessive del gruppo a livello mondiale sono salite del 2% a 1,2 milioni di veicoli. Il primo semestre 2014 ha chiuso con ricavi a 45,4 miliardi (+8,2%), l'utile operativo a 1,231 miliardi (-26%), l'utile netto che è sceso a 24 milioni dai 466 di un anno prima.
VOCI SMENTITE SU ACCORDI CON PSA E VOLKSWAGEN. Quanto ai rumors su possibili accordi con Volkswagen o Psa, Marchionne ha ricordato che tutte le voci sono state smentite e ha ribadito la posizione del gruppo sul capitolo alleanze: «Siamo aperti a discutere con chiunque, lo abbiamo sempre detto. Non c'è niente di nuovo».
Il manager del Lingotto ha ribadito anche l'impegno per il rilancio di Alfa Romeo. «Siamo un gruppo multibrand e continueremo a esserlo in futuro», ha spiegato. Marchionne è fiducioso che l'esborso da corrispondere agli azionisti che esercitano il diritto di recesso non superi i 500 milioni di euro, condizione fondamentale per portare a termine la fusione così come lo è la quotazione a Wall Street.
Il 31 luglio, a Londra, si riunisce il consiglio di amministrazione di Cnh industrial per esaminare i conti del secondo trimestre.

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