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GAFFE RAZZISTA 30 Luglio Lug 2014 1800 30 luglio 2014

Figc, Unar e Assoallenatori censurano Tavecchio

Ulivieri: «Peggio di lui è chi lo difende».

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Carlo Tavecchio.

La bufera su Carlo Tavecchio non si placa. Dopo la gaffe sui calciatori stanieri sulla quale hanno chiesto spiegazioni Fifa e Uefa, anche il presidente dell'Associazione italiana allenatori, Renzo Ulivieri, e l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio (Unar) hanno censurato il linguaggio del candidato alla presidenza della Figc, che però non sembra avere alcuna intenzione di fare dietrofront nonostante contro di lui cresca il fronte dei «no».
UNAR: «PAROLE GRAVI». «Le parole pronunciate da Carlo Tavecchio sono sicuramente gravi, sia per il loro contenuto, sia perché pronunciate in un'assemblea pubblica», ha sottolineato Marco De Giorgi, direttore dell'Unar. Quelle di Tavecchio, ha proseguito, «sono parole gravi perché contraddicono un percorso che la Figc ha avviato da tempo sul tema della lotta al razzismo nell'ambito sportivo, anche in collaborazione con l'Unar, percorso che è importante riprendere e rendere ancor più incisivo anche alla luce dei dati sugli episodi di razzismo registrati nelle ultime stagioni calcistiche». «Proprio per questo motivo», ha proseguito De Giorgi, «la lotta al razzismo nello sport è stata inserita all'interno del piano nazionale d'azione contro il razzismo, la xenofobia e l'intolleranza, elaborato con il contributo delle amministrazioni centrali e territoriali e del terzo settore, che il Governo si appresta a varare in via definitiva». «Nella nuova realtà multietnica italiana», ha concluso De Giorgi, «il calcio deve essere uno strumento di integrazione e deve essere in prima linea contro le discriminazioni e il razzismo».
ULIVIERI: «I SUOI SOCCORRITORI SONO PEGGIO DI LUI». «Tavecchio? Le frasi peggiori sono quelle dei suoi soccorritori che hanno parlato di scivolata inopportuna. Loro sono stati molto peggiori», ha dichiarato Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione italiana allenatori, che comunque anche originariamente era per la candidatura di Demetrio Albertini.
«Quel linguaggio rientra nella sua normalità, anche parlando delle donne. Quando ci ha portato un progetto sul calcio femminile il titolo era 'spogliati e gioca'. Noi abbiamo portato un altro progetto, da quel giorno lì la commissione sul calcio femminile non l'hanno più riunita».
L'ex allenatore di Bologna e Napoli ha quindi ribadito i motivi dell'appoggio dell'Assoallenatori a Demetrio Albertini: «Arriva dal calcio, ha giocato e ha fatto il dirigente federale. Parla piano, è educato, non dice parolacce. Ha proposto di avere al suo fianco Tavecchio e Macalli in questo percorso. Non mi sembrano colpe».
VERTICE AL CONI IL 31 LUGLIO: ANCHE MALAGÒ CHIEDE SPIEGAZIONI. Nella giornata di giovedì 31 luglio è in programma l'incontro con presidente del Coni, Giovanni Malagò, al quale Tavecchio è chiamato a spiegare molte cose. Il candidato Figc per il momento ha una base elettiva abbastanza solida, con un minimo garantito del 60%, ma se il fronte pro-Tavecchio dovesse registrare parecchie altre defezioni si potrebbe giungere al commissariamento. Per ora comunque, la famosa battuta sul «Opti Pobà di turno che mangia le banane», Tavecchio resta sostenuto dai presidenti dei club delle serie minori, che non hanno accusato il colpo, continuando a sostenere il «proprio» dirigente.
Intanto un mito della Nazionale come Gigi Riva si dichiara disponibile a dare una mano. «Io commissario della Figc? Naturalmente accetterei, potrei farlo di nuovo, sì», ha dichiarato al quotidiano genovese Il Secolo XIX.
LE LEGHE: «NESSUN PRESUPPOSTO PER UN COMMISSARIAMENTO». Ma l'ipotesi di un commissariamento della Figc è stata però fortemente respinta dai presidenti della Lega di serie A, B, Pro e di quella nazionale Dilettanti. «Rimaniamo stupiti dall'ipotesi di un commissariamento della Figc, non esiste alcun presupposto per un atto del genere», hanno spiegato in una nota congiunta.
«La Federazione», è stato specificato nel messaggio, «ha il diritto ed il dovere di determinare in modo autonomo, trasparente e democratico i suoi organismi dirigenti nel pieno rispetto del regolamento in vigore». Una posizione che aveva espresso già l'ex presidente del Coni, Gianni Petrucci.

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