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CALCIO & POLITICA 31 Luglio Lug 2014 1318 31 luglio 2014

Figc, Tavecchio non si arrende: «Vado avanti»

Vede Malagò al Coni. E conta sui voti dei club.

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Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini.

Qualcuno sostiene che la terra sotto i piedi di Carlo Tavecchio si stia, poco a poco, sgretolando e preconizza per l'aspirante presidente federale un'uscita di scena tra i fischi e il dileggio per l'infausta sparata sui calcialtori «mangia-banane». In realtà l'attuale numero uno della Lega nazionale dilettanti, pallottoliere alla mano, non può far altro che rilanciare le sue mire alle poltrona della Figc, forte dei numeri che, malgrado tutto, non sembrano essergli venuti mai meno. «Fino a quando avrò il sostegno delle leghe andrò avanti con la candidatura alla presidenza Figc», ha detto la sera del 31 luglio dopo un incontro di tre ore con il presidente del Coni, Giovanni Malagò.
Quest'ultimo ha spiegato che «Tavecchio ha ribadito le sue scuse, ma non si può accettare una frase come quella che ha detto, non può andare bene al mondo dello sport e non solo», anche se «il commissariamento non è praticabile».
Il premier Matteo Renzi, invece, ha preferito evitare commenti: «Se dicessi una parola su Tavecchio da presidente del Consiglio forse Juve, Roma e Napoli non potrebbero giocare la Champions League».
CAIRO TRA I FRONDISTI. Se si votasse ora, l'elezione sarebbe quanto mai scontata, malgrado il fronte dei 'No Tav' si sia arricchito nelle ultime ore della presa di posizione del patron granata Urbano Cairo. Di mezzo, però, c'è l'incontro tra Tavecchio e Giovanni Malagò, con il presidente del Coni che, dopo aver ricevuto in mattinata lo sfidante Demetrio Albertini, potrebbe spingere l'ex democristiano a un passo indietro e inaugurare così la strada del commissariamento.
TAVECCHIO: «FALSO CHE NON CE LA FACCIO PIÙ». Lui, Tavecchio, non sembra curarsi poi troppo di questi scenari, se è vero come è vero che ancora una volta ha fatto spallucce di fronte ai cronisti che gli chiedevano conto dei suoi malumori. «Non è assolutamente vero che non ce la faccio più, come ho letto su un quotidiano», si è lasciato scappare non senza irritazione, «vado avanti con la candidatura alla presidenza Figc sin quando le quattro Leghe mi confermeranno il loro appoggio». Appoggio che, almeno per il momento, sembra essere assicurato.
ALBERTINI: «NO AL COMMISSARIO». Resta alla finestra, invece, Demetrio Albertini, che uscendo dal vertice con Malagò ha allontanato l'ipotesi commissario. «Non ne abbiamo parlato», ha dichiarato, «ho ribadito che in questo momento non ce n'è la necessità, e la possibilità, visto che ci sono due candidati. L'ex rossonero si è poi soffermato proprio sulla volontà di Tavecchio di andare avanti malgrado la bufera che l'ha investito. «Carlo l'ho sentito ieri, mi sembra assolutamente giusto che vada avanti», si è limitato a dire Albertini. «Se mi sento più ottimista dopo questo incontro? Non è una questione di ottimismo, io credo fosse giusto che il responsabile dello sport italiano incontrasse i due candidati, ognuno col suo percorso e le sue idee».

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