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INDUSTRIA MOTORI 1 Agosto Ago 2014 1351 01 agosto 2014

Fiat, Elkann conferma impegno famiglia Agnelli

Confermato l'impegno. Nasce Fca.

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Torino. Marchionne e il presidente di Fiat Chrysler Automobiles John Elkann.

La Fiat è degli Agnelli, e la dinastia è destinata a proseguire. A fugare i dubbi sul futuro della famiglia all'interno dell'azienda rinnovata dalla fusione con Chrysler è stato il presidente John Elkann: «Voglio confermare qui il mio impegno personale e della mia famiglia per continuare a sostenere Fca, a maggior ragione ora che si profilano all'orizzonte grandi opportunità», ha detto all'assemblea degli azionisti che ha approvato a maggioranza la fusione che dà vita a Fiat Chrysler Automobiles (Fca). «È solo l'inizio, voglio solo dire che chi rimarrà azionista come rimarrò io avrà grandi soddisfazioni», ha aggiunto Elkann.
«SOSTENIAMO FCA». «Ho letto in questi giorni su alcuni giornali che la mia famiglia sarebbe 'stanca' e che vedrebbe di buon occhio un disimpegno per dedicarsi ad attività meno faticose o meno rischiose. Voglio confermare qui oggi l'impegno mio personale e della famiglia per continuare a sostenere Fca».
SALTO DI QUALITÀ. Anche l'amministratore delegato Sergio Marchionne ha preso la parola nel corso dell'assemblea per illustrare il futuro della compagnia: «Grazie all'inteso lavoro degli ultimi cinque anni, ora siamo pronti a compiere il salto di qualità», ha detto Marchionne. «Questa è un'azienda che può e deve puntare in alto».
MARCHIONNE: «NEL 2004 SULL'ORLO DEL FALLIMENTO». Il manager ha ricordato che nel 2004 il gruppo era «sull'orlo del fallimento» e ha ripercorso le tappe che hanno portato all'alleanza con Chrysler nel 2009 e alla scissione nel 2011 con la nascita di Fiat e Chrysler da una parte e Cnh Industrial dall'altra. «La fusione che vi presentiamo oggi», ha spiegato, «rappresenta un salto epocale perchè dopo 115 anni segna la fine di un lunghissimo ciclo storico. Ci sono aspetti emotivi collegati all'operazione, al fatto di cambiare nome e sede legale ma il progetto da cui nasce Fiat Chrysler automobiles apre un futuro nuovo per la nostra azienda dandole, anche dal punto di vista societario, una statura internazionale, oltre che prospettive di crescita solide e concrete».

«In cinque anni ricavi sopra i 130 miliardi»

L'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne.

Marchionne ha anche ricordato che l'obiettivo è di fare, in cinque anni, di Fca un'azienda con ricavi superiori a 130 miliardi di euro, un utile operativo di circa 9 miliardi di euro, che è tre volte quello del 2013 e un utile netto di circa 5 miliardi di euro, più di cinque volte quello dell'anno scorso.
«Ci siamo posti il traguardo di 7 milioni di vetture vendute all'anno», ha detto, «aprendoci la possibilità di guadagnare almeno un'altra posizione nella classifica globale dei principali costruttori di automobili. Le nostre vendite saranno distribuite in modo bilanciato nelle quattro aree geografiche, con una presenza significativa anche in Asia».
PIANO FATTIBILE, RISPETTO IMPEGNI. Quindi Marchionne ha detto di «non avere il minimo dubbio che il piano sia fattibile e possa essere finanziato da risorse interne». E sui lavoratori ha aggiunto: «Rispetteremo l'impegno per il rientro di tutti i dipendenti nelle fabbriche italiane e fateci lavorare in maniera molto silenziosa, le cose le faremo».
L'amministratore delegato ha poi fornito indicazioni sugli impianti italiani: «Stiamo attrezzando Mirafiori per produrre il suv Maserati Levante. Dovrà uscire a fine 2015. Stiamo facendo gli ultimi calcoli». Quanto a Cassino ha spiegato: «Procedono i lavori di ristrutturazione, inizieremo una nuova produzione, non vi dico di cosa».
«NON VOGLIO INCENTIVI». Marchionne non vuole che la politica si inserisca nel settore: «Spero che il governo non decida incentivi per il settore auto», ha detto commentando le proposte annunciate dal ministro, Maurizio Lupi, a sostegno del comparto ha aggiunto: «Non voglio incentivi perché drogano il mercato. Non chiediamo niente ma non vogliamo ingerenze nel mercato. Lasci che il mercato vada dove vuole».
Infine ha smentito l'ipotesi di una cessione dell'azienda: «Vendere Fca ai tedeschi? Mai. Abbiamo messo una vita intera per creare questa realtà. Io non comprerei né una Volkswagen né una Peugeot, solo vetture del gruppo», ha aggiunto scherzosamente sulle voci di alleanza con le case tedesca e francese.

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